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All’ombra dell’ultimo sole: foto e recensione del musical dedicato a Fabrizio De Andrè

Una storia sbagliata apre All’ombra dell’ultimo sole di Massimo Cotto, regia Emilio Russo, lo spettacolo basato sulle canzoni del grande Faber, in scena fino al 16 giugno al Tieffe Teatro Menotti di Milano. I protagonisti sono un gruppo di giovani “anarchici” di una Genova degli anni ’70 caratterizzata da forti contraddizioni e trasformazioni, ancora attuali nello scenario odierno in cui “il coraggio nasce dalla paura”.

I nomi e le parole ai personaggi li danno i testi di De Andrè, pregnanti di un linguaggio sagacemente ironico ed anticonvenzionale che si fa portavoce di un disperato messaggio di libertà e di riscatto contro le “leggi del branco” e l’arroganza del potere.

Il segreto di questi giovani è uno solo: stare insieme per vincere il disagio, “morire per delle idee sarà il caso di dirlo è il loro scopo di vivere, non sanno farne a meno”. Lo spettacolo di Russo assume un intento catartico, di vera riflessione sulla nostra storia recente “e se vi siete detti non sta succedendo niente, le fabbriche riapriranno, arresteranno qualche studente convinti che fosse un gioco a cui avremmo giocato poco provate pure a credervi assolti siete lo stesso coinvolti”.

E se il passato non si può cancellare, il presente si può vivere prendendo in mano la storia e scrivendo il futuro “per il segno che c’è rimasto non ripeterci quanto ti spiace non ci chiedere più com’è andata tanto lo sai che è una storia sbagliata”. All’Ombra dell’ultimo sole è un omaggio al maestro De AndrèAscolta la sua voce che ormai canta nel vento Dio di misericordia, vedrai, sarai contento”. Da vedere.

>> All’ombra dell’ultimo sole al Teatro Menotti, parole e musica di De Andrè

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