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300 – L’alba di un Impero: il film con Eva Green in 5 parole

300-Rise-of-An-Empire“Questa è Sparta!” Ricordate? Sette anni fa usciva nelle sale 300, il film di Zack Snyder (L’alba dei morti viventi, L’uomo d’acciaio) destinato a diventare un cult. Tratto dalla graphic novel di Frank Miller, 300 raccontava dei valorosi spartani guidati da re Leonida (il magnetico Gerard Butler) che, nel 480 a.C., si opposero alle armate di Serse (Rodrigo Santoro) nel tentativo di difendere la Grecia e la libertà dalla minaccia persiana.

Ora Noam Murro (Smart People) firma il secondo capitolo della saga, 300 -Rise of an empire (300 – L’alba di un Impero), con protagonisti la bellissima Eva Green (The Dreamers, Casino Royale), Sullivan Stapleton (Animal Kingdom, The Hunter) e Rodrigo Santoro. Se non l’avete ancora visto, noi di Milano Weekend ve lo raccontiamo in 5 parole: ecco quali.

Midquel. 300 – L’alba di un Impero è un prequel, ma anche un sequel: racconta, infatti, i motivi della rivalità fra la Grecia e la Persia e gli eventi che vanno dalla battaglia navale di Capo Artemisio – svoltasi negli stessi giorni della battaglia delle Termopili – a quella di Salamina. Ancora una volta i Greci, stavolta guidati dal generale ateniese Temistocle (Stapleton) combattono per la libertà e il trionfo della ragione contro la tirannia e il misticismo, ma stavolta su un campo di battaglia diverso: le acque nero mar Egeo, popolate da spaventose creature mitologiche.

Artemisia. Questa volta la protagonista è una donna: non c’è Temistocle che tenga, è a Eva Green – Artemisia che Gerard Butler, dopo aver rifiutato la parte, passa il testimone. Greca di nascita, persiana di adozione Artemisia è il generale alla testa dell’esercito di Serse. Ma non solo: vendicativa, manipolatrice, sanguinaria, Artemisia è colei che ha creato Serse, ridotto a un fantoccio depilato e cosparso d’oro, e che tenta di sedurre Temistocle nella consueta scena kamasutra cui il primo 300 ci ha abituato.

Vendetta. Quella di Serse nei confronti di Temistocle, quella di Gorgo nei confronti di Serse, quella di Artemisia nei confronti della Grecia: è la vendetta il motore dell’azione. Da sempre, il migliore.

Sangue. Lo diciamo subito: in 300 – L’alba di un Impero non ritroverete i toni epici del primo capitolo; vi aspettano comunque secchiate di sangue in bullet time e teste mozzate al rallenty in logica video-game. Le lotte corpo a corpo sono coreografate con eleganza: intrattenimento assicurato per gli amanti del genere.

Rosso. La fotografia riprende i canoni di 300, riproponendo tutte quelle caratteristiche che hanno reso indimenticabile il film di Snyder: ritroverete il cielo cupo di Grecia e le consuete immagini desaturizzate sui toni del rosso, fedeli alle tavole di Miller.

Il nostro voto: 6+

Una frase: “Tutti dovranno vedere che noi abbiamo scelto di morire in piedi pur di non vivere in ginocchio!” (Temistocle)

Per chi: per chi almeno una volta ha detto “Questa è Sparta!”

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