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Villa Necchi Campiglio: un gioiello déco nel cuore di Milano

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Credit Milano Weekend


Con le labbra tirate per il disprezzo e risatine piene d’invidia, qualche nobile milanese li avrà certamente chiamati parvenu, arricchiti. Sono gli abitanti di Villa Necchi Campiglio, a Milano: Angelo Campiglio, sua moglie Gigina Necchi e la sorella di lei, Edda, che da Pavia hanno fatto irruzione sulla scena mondana della città facendosi costruire all’inizio degli anni Trenta una splendida villa in stile Decò.

Figlio di italiani, ma cresciuto a Rosario, in Argentina, Angelo Campiglio ha occhi grandi e i capelli scrinati al centro come vuole la moda dell’epoca. Laureato in medicina, questo uomo alto e affascinante non ha esercitato un solo giorno la professione: appena sposata Gigina, il dott. Campiglio entra negli affari di famiglia della moglie.

Riservate, eleganti, Edda e Gigina sono infatti le figlie dell’industriale Ambrogio Necchi e le sorelle di Vittorio che, nel primo dopoguerra, ha deciso di produrre nell’acciaieria di famiglia macchine da cucire, contrastando l’importazione di marchi tedeschi, americani e russi: forte di 20.000 cucitrici prodotte all’anno e 2.000, nel 1925 l’imprenditore decide di tenere per sé il nuovo ramo d’azienda. Alle sorelle vanno le fonderie di ghisa e le smalterie di cui Angelo diviene presidente: un patrimonio da capogiro.

Lo studio di Angelo è a San Babila. Gigina e Edda vanno alla Scala tre volte a settimana, sfoggiano i cappellini e gli abiti più invidiati e collezionano opere di Lucio Fontana, Mario Sironi e René Magritte. I coniugi Campiglio entrano nei salotti della capitale morale d’Italia scossa dall’intraprendenza della nuova borghesia industriale assieme a Edda che non si sposerà mai, si dice a causa di un amore infelice, di quelli assoluti, violenti, insostituibili. Forse proprio di ritorno da una serata mondana, i Campiglio decidono di diventare milanesi: acquistano dal conte Cicogna un terreno coltivato a ortaglia vicino via Vivaio che oggi è in pieno centro, ma che una volta era tutta campagna, interrotta solo da qualche casa isolata e dalla famosa Osteria del Polpetta dove si riunivano gli Scapigliati. Angelo e Gigina affidano il progetto, senza limiti di budget, all’archistar dell’epoca, quel Piero Portaluppi che firmerà anche la casa degli Atellani, il Planetario Hoepli, il sagrato del Duomo e tante altre opere. Ma il gusto di Portaluppi, moderno ed essenziale, non convince del tutto i padroni di casa che nel secondo dopoguerra si rivolgono al designer Tomaso Buzzi per modificare parte dell’arredamento con putti dorati, marmi e stucchi, secondo un gusto settecentesco.

Oggi entrare a Villa Necchi Campiglio in via Mozart 14 vuol dire immergersi nel lusso di un’epoca passata e pioneristica: chiuso il cancello alle spalle, si cammina rumorosamente sulla ghiaia del vialetto, circondati dal blu di enormi ortensie. In primavera, guardando in alto, potrete scorgere tra i rami delle altissime magnolie grandi e profumatissimi fiori bianchi. Nel giardino della villa un’elegante piscina anni Trenta, con le sue linee essenziali, impreziosisce l’ingresso dell’edificio che univa in ben 2mila metri quadri i comfort della modernità e la riservatezza di una dimora di campagna.

La sensazione che si prova varcando il portone di Villa Necchi Campiglio è davvero particolare: anche se l’edificio conserva capolavori di Canaletto, Tiepolo, Morandi e Sironi, non vi sentirete visitatori di un museo, ma ospiti di una casa ancora abitata. Forse immaginerete che da un momento all’altro, dall’elegante scalone che porta alle camere da letto, scenda Gigina ad accogliervi fasciata in un abito da sera e con tre giri di perle al collo. E in effetti Villa Necchi Campiglio abitata lo è stata fino alla morte di Gigina, nel 2001, poi, in mancanza di eredi, la villa è stata donata al FAI (Fondo Ambiente Italiano) che l’ha completamente restaurata e aperta al pubblico nel 2008.

Tra stupore e ammirazione (e, perché no, un pizzico di sana invidia), facendo attenzione a non calpestare i preziosi tappeti, ci si muove quindi fra lo studio, dove si trova la particolare sedia da viaggio di Angelo, e la lussuosa sala da pranzo: qui il soffitto è decorato da un motivo con le costellazioni e i centritavola in agata, lapislazzuli e corallo sono stati commissionati dai Campiglio al principe degli orafi, Alfredo Ravasco. Se la mondanità vi incuriosisce, potete sbirciare le foto dei padroni di casa e dei loro illustri amici, come per esempio i principi di Savoia, mentre ammirate i volumi della grande biblioteca e i tavolini di ispirazione orientale del suggestivo giardino d’inverno. Questa stanza, a nostro parere fra le più belle di Villa Necchi Campiglio, è protetta da una grande porta blindata realizzata in una materiale nuovo per l’epoca, una particolare lega di rame, zinco e argento; non si tratta, però, dell’unica innovazione in casa Necchi: passando per i locali della servitù vi accorgerete che ascensori, montacarichi per le vivande, citofoni interni, caveau murati e pavimenti in linoleum sanciscono l’ingresso del razionalismo e della modernità in questa dimora borghese.

Al primo piano della casa museo si entra nella dimensione più privata dei Campiglio: potrete visitare le camere da letto della famiglia e quelle degli ospiti, sontuosamente arredate, sorprendervi per la grandezza dei bagni che hanno docce di diversi metri quadri e toilette ancora arredate con spazzole e profumi, e infine sognare davanti al guardaroba di Edda Necchi: misurato, elegantissimo, con pezzi unici personalizzati per Madame Necchi dalle grandi maison italiane e straniere. Osservate camicette, pellicce e foulard e il grande armadio dedicato ai cappellini.

L’ampio sottotetto era riservato alle camere per la servitù, mentre il seminterrato ospitava, infine, i locali di servizio e deposito nonché quelli dedicati alle attività ricreative dei padroni di casa (palestra, sale per proiezioni, spogliatoio e docce per la piscina).

Villa Necchi Campiglio: il film I am love

Villa Necchi Campiglio è una location così suggestiva che il regista Luca Guadagnino ha deciso di ambientarvi il film del 2009 Io sono l’amore (I am love), con Tilda Swinton, Alba Rohrwacher e Edoardo Gabbriellini. Presentato nella sezione “Orizzonti” alla 66ª Mostra internazionale di Venezia e, come unico film italiano, al Sundance Film Festival 2010, il film ha incassato 10 milioni di euro negli USA, dove ha ricevuto buone recensioni. Protagonisti di I am love sono i Recchi (il riferimento ai Necchi è chiaro): tra riti borghesi e convenzioni sociali, si consumano le storie dei vari membri della ricca famiglia, alle prese con gli affari dell’azienda familiare e ruoli che la loro posizione gli impone. L’algida Emma trova conforto e amore tra le braccia del giovane cuoco, Antonio, con cui scatta una travolgente passione.

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Villa Necchi Campiglio è una storia d’amore

Quella di Gigina e Edda è stata una vita piena in cui la frequentazione dei più ambiti salotti cittadini si alternava alle affollate battute di caccia in campagna e ai viaggi in paesi dell’Estremo Oriente. Alle sorelle Necchi va il merito di aver lasciato i loro beni al FAI – la fondazione nazionale senza scopo di lucro che dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano – abbracciando a pieno l’idea che la bellezza ha valore solo se diventa di tutti: di chi la ricerca, di chi ci si imbatte casualmente, dei bambini che possono impararla dagli adulti, degli adulti che possono riscoprirla. La bellezza dà sollievo all’anima se condivisa. Altrimenti, accartocciata su se stessa in un gioco di specchi, perde senso.

Quella di Villa Necchi Campiglio è insomma una storia d’amore: per la bellezza e per la cultura.

Villa Necchi Campiglio: le visite guidate, gli orari e i biglietti

INDIRIZZO: Villa Necchi Campiglio è in via Mozart 14 a Milano (MM1 Palestro o San Babila).

Tel. 02 76340121 – Fax 02 76395526

E-mail: fainecchi@fondoambiente.it

Sito FAI: www.visitfai.it/villanecchi/

ORARI: da mercoledì a domenica, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso: ore 17.15).

I gruppi (min.10 persone) sono ammessi previa prenotazione.

VISITE GUIDATE: visite solo guidate: max 15 persone ogni 30 minuti (è consigliata la prenotazione).

VISITE GUIDATE SPECIALI: si organizzano visite guidate per gruppi e visite guidate speciali su prenotazione (visita guidata 90 euro, visita in lingua inglese 100 euro).

VISITE GUIDATE PER LE SCUOLE: www.faiscuola.it

BIGLIETTI (in caso di manifestazioni nella villa il prezzo può subire variazioni)

Iscritti FAI: ingresso gratuito

Adulti: € 10,00

Bambini (4-14 anni): € 4,00

Studenti universitari fino ai 26 anni: € 5,00

Soci National Trust, portatori di handicap con un accompagnatore: ingresso gratuito

Visita al solo giardino: gratuita

Biglietto fotografico: € 3,00, necessario per poter scattare fotografie nella casa-museo.

Pacchetto famiglia: € 25,00 (consente l’ingresso con tariffe ridotte per i gruppi famigliari composti da 2 adulti e 2 bambini 4 – 14 anni. A partire dal terzo bambino, ogni ingresso è gratuito).

Villa Necchi Campiglio: gli eventi del FAI e quelli privati, dai convegni al matrimonio

Il FAI organizza a Villa Necchi Campiglio numerosi eventi: clicca qui per conoscerli.

La casa museo può essere anche location di ricevimenti nuziali e cene di gala. Durante la stagione estiva il parco accoglie eleganti cocktail in un’atmosfera suggestiva di grande effetto, oltre a concerti o sfilate di moda. Le sale possono essere il luogo ideale per organizzare meeting, seminari aziedali, prestigiose conferenze o incentive, mostre ed esposizioni. Per informazioni: Cristiana Bariatti Tel. 0276340114, c.bariatti@fondoambiente.it