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Inquinamento a Milano: limitazioni al traffico e ai riscaldamenti

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L’aria di Milano e di tutta la Pianura Padana negli ultimi giorni ha superato (e di molto) i limiti di polveri sottili fissati dalla legge. A causa della mancanza di piogge o di forti venti a ripulire l’aria, la regione Lombardia è corsa ai ripari con limitazioni alla circolazione e ai riscaldamenti casalinghi, in vigore a partire da martedì 20 febbraio.

Milano tra le peggiori al mondo? Non proprio

La classifica che vede Milano tra le città con l’aria tra le peggiori al mondo è stata stilata dalla società svizzera IQAir, un’azienda privata che vende depuratori dell’aria. L’indice usato per monitorare la qualità dell’aria nelle varie città è l’indicatore americano Aqi (Air Quality Index), che prende in considerazione solo il particolato sottile 2.5, che nella giornata di ieri registrava un valore quasi 30 volte superiore a quello indicato come accettabile dall’Oms.

La classifica di IQAir è perciò estremamente parziale, non tenendo conto degli altri numerosi fattori che concorrono a darci un valore reale dell’inquinamento atmosferico, come il PM10, il monossido di carbonio e molti altri ancora. Inoltre, il monitoraggio dell’azienda svizzera si concentra su sole 95 città del mondo, raccogliendo dati da un numero sconosciuto di stazioni di monitoraggio.

In terzo luogo, i valori cambiano continuamente, riferendosi solo alla giornata di domenica, mentre in altri giorni la pozione di Milano si trova nettamente più in basso. Tutto bene dunque? Non proprio.

La pianura Padana tra le aree più inquinate d’Europa

Milano non sarà tra le città più irrespirabili del mondo, ma non è certo tra le migliori. Da diversi giorni l’aria in tutta la Pianura Padana è pessima, con dati preoccupanti.

Secondo la legge, i livelli di PM10 non devono superare i 50 microgrammi per metro cubo d’aria nel corso di una giornata. Milano ha sforato ampiamente questo limite per 24 giorni (non dovrebbero mai essere più di 35 in un anno), restando ben salda sopra i 100 microgrammi. Stessa cosa è accaduta nei giorni scorsi a Piacenza, che il 18 febbraio ha raggiunto quota 96, ad Asti (91) a Brescia, Bergamo e a Torino, rispettivamente con 87, 83 e 77 microgrammi di PM10 per metro cubo d’aria.

A concorrere a questa situazione decisamente allarmante c’è la geografia, che vede la Pianura Padana “protetta” dai venti dall’arco alpino e dagli Appennini. Questa mancanza di ricircolo d’aria, unita all’inversione termina invernale (l’aria fredda vicina al suolo è più densa e non risale nell’atmosfera) provoca un ristagno dell’aria e delle sostanze inquinanti che può durare settimane, peggiorato ancora di più dalla presenza in quest’area di grandi città industriali, dell’uso dei riscaldamenti e delle auto.

Ad aggiungersi a questo quadro già preoccupante di suo, arriva anche il cambiamento climatico. Febbraio è stato un mese caldissimo rispetto alle medie stagionali, con temperature anche di 10 gradi superiori al normale. La mancanza di neve e di pioggia fa sì che la qualità dell’aria peggiori sempre di più, apportando rischi anche gravi per la salute.

Che effetto ha sulla salute l’inquinamento?

Respirare aria inquinata ha effetti piuttosto deleteri sulla nostra salute, a carico soprattutto dell’apparato respiratorio. Più le polveri sono sottili più penetrano in profondità nei nostri polmoni, dando origine a disturbi di vario tipo.

Il PM100, ad esempio, si ferma all’altezza della laringe, con mal di gola e irritazioni delle mucose e delle vie aeree superiori. Il PM10, più sottile, arriva fino ai bronchi, causando nei soggetti più sensibili un aumento delle crisi asmatiche. Il PM2.5 invece raggiunge gli alveoli polmonari, e causa in esposizioni prolungate, malattie croniche e nei casi più gravi, tumori.

L’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) ha stimato che nel 2021 sono state almeno 253mila le morti riconducibili all’inquinamento in Europa. In Italia, nonostante siano in calo rispetto al passato, le morti per inquinamento sono 63mila all’anno, circa 172 al giorno.

Limiti alla circolazione del traffico a Milano e hinterland

I livelli preoccupanti di smog a Milano hanno allertato le autorità. Non saremo tra le città peggiori al mondo, ma la situazione è, come abbiamo visto, molto preoccupante. Per questo motivo già a partire dal 20 febbraio, la Regione ha istituito dei limiti alla circolazione delle auto.

Il regolamento, in relazione alla provincia di Milano, si riferisce alle città con più di 30mila abitanti, quindi, oltre al capoluogo, sono coinvolte Paderno Dugnano, Rozzano, Cernusco sul Naviglio, Pioltello, Cologno Monzese, Bollate, Cinisello Balsamo, Corsico, Legnano, San Donato Milanese, Rho, Segrate, Sesto San Giovanni, San Giuliano Milanese, Abbiategrasso e Cormano.

Così recita la circolare: “Nei comuni con più di 30.000 abitanti delle province coinvolte è prevista la limitazione alla circolazione tutti i giorni nella fascia 7.30-19.30 per tutti i veicoli Euro 0 e 1 di qualsiasi alimentazione e per i veicoli Euro 2, 3 e 4 a gasolio.”

Nel weekend “le limitazioni coinvolgono anche i veicoli euro 4 diesel commerciali anche se con Fap e gli Euro 0 e 1 a Gpl e metano“. Inoltre “gli autoveicoli che hanno aderito a MoVe-In sono soggetti a limitazioni temporanee della circolazione come gli altri veicoli inquinanti, fino alla disattivazione delle stesse“.

Per quanto riguarda le abitazioni invece è “vietato tenere temperature superiore a 19°C nelle abitazioni e negli esercizi commerciali, utilizzare generatori a legna per riscaldamento domestico – in presenza di impianto alternativo – di classe emissiva fino a 3 stelle compresa e utilizzare generatori a legna per riscaldamento domestico, in presenza di impianto alternativo, di classe emissiva fino a 4 stelle compresa”.