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Natasha Korsakova a Milano con laVerdi e il direttore Oue: l’intervista

Natasha-Korsakova-Pistoia-2011

Un dolce ritorno all’Auditorium di Milano: tre imperdibili serate d’Ottobre (giovedì 15 alle 20.30, venerdì 16 alle 20 e domenica 18 alle 16) con il violino di Natasha Korsakova e l’orchestra laVerdi, condotta per l’occasione dal direttore giapponese Eiji Oue.

La solista greco-russa, figlia d’arte e discendente da una famiglia che ha dato molto alla musica attraverso ben sei generazioni (la madre Iolanta Miroshnikova pianista, il padre Andrej Korsakov virtuoso del violino e tra gli antenati il celebre compositore ottocentesco Nikolaj Rimskij-Korsakov) è fortemente legata all’Italia (leggi la nostra intervista a Milano nel 2013). “Sarà il mio quinto invito con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi: sono felicissima di aver collaborato con questa orchestra straordinaria già dal 2008, suonando per la prima volta la ‘Symphonie espagnole‘ di Édouard Lalo” composta nel 1874 per Pablo de Sarasate, racconta la Korsakova a Milano Weekend.

“Dopo le apparizioni con i concerti di Szymanovsky (Nr.2), Shostakovich (Nr.1) e ‘Le Otto Stagioni’ di Vivaldi e Piazzolla, quest’anno ci ritroviamo per suonare il concerto KV216 di Mozart, detto anche ‘Strassbourger Konzert’, casualmente il mio preferito!” sottolinea l’artista. “Mozart lo ha composto all’età di 18-19 anni; è un capolavoro ricco di contrasti, dallo stupendo umore coraggioso (movimenti 1 e 3), alla cantilena divina (movimento 2). Interessante anche il fatto che il tema principale viene prima eseguito dall’orchestra e subito dopo ripetuto dal violino solo. Ci sono tanti dialoghi e conversazioni tra violino solo e orchestra, a volte anche con espressione di discordia. Il secondo movimento era considerato angelico già ai tempi di Mozart. Anche il terzo esprime un’ampia gamma di sentimenti, con un finale abbastanza inusuale…”

Nella seconda parte del programma, la Settima Sinfonia di Shostakovich, un’opera di grande forza emotiva, monumentale per mezzi e durata, già impiegata come mezzo di propaganda dall’URSS. La violinista e il direttore, entrambi con una lunga esperienza concertistica a livello mondiale, saranno per la prima volta insieme sul palco: “Un progetto internazionale, senza frontiere: la musica non le permette. È sempre una gioia suonare per il critico, ma anche cordiale, pubblico milanese” conclude Natasha Korsakova, che in estate si esibirà in Toscana (Pieve a Elici e Lucca) per poi tornare a Roma e a Milano.

Entro il 2016 arriverà il suo prossimo disco con una raccolta di quattro concerti (il titolo sarà Tabula Rasa come il concerto di Arvo Pärt; nel cd anche Bach, Vivaldi e Schnittke) suonati a quattro mani con il violinista italo svizzero Manrico Padovani.

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