Eugenio Finardi: una Musica Ribelle che suona ancora meglio dopo 40 anni

Paolo CrespiPaolo Crespi 2 anni fa
eflogo_photo_guido-harari-3

finardi-foto-ufficio-stampa

Non gettate alcun oggetto dai finestrini… della memoria. Si potrebbe battezzare così, parafrasando il titolo di un brano censurato da mamma Rai nel 1975, l’operazione discografica, e non solo, che Eugenio Finardi sì è cucito addosso per celebrare, con intelligenza e sensibilità culturale, 40 anni di Musica Ribelle, che ti vibra nelle ossa, che ti entra nella pelle, come recita una delle sue canzoni simbolo degli anni Settanta.

Per lanciare il ricco cofanetto in uscita per Universal il 28 ottobre (con 5 cd, altrettanti vinili e un dvd molto speciale) e il concerto-evento di Musica Ribelle Reunion, che va in scena, in data unica, il 4 novembre, al Teatro Dal Verme di Milano, Finardi ha scelto una presentazione “stile Steve Jobs” in un altro luogo simbolo della musica metropolitana, il CPM – Centro Professione Musica di Franco Mussida.

“Sessant’anni è l’età in cui si realizzano i sogni”, ci ha detto il cantautore raccontando il progetto che nasce dal fortuito ritrovamento dei nastri originali degli storici album dell’etichetta Crams, usciti tra il 1975 e il 1979, tra cui Sugo, che contiene il brano La radio, testimone e bandiera del fenomeno delle radio libere in Italia, e Blitz, con Extraterrestre, “snobbato allora, ma tra i miei maggiori successi di sempre”.

Come sei venuto in possesso delle registrazioni originali, analogiche?

“Un giorno ho ricevuto a casa due scatoloni con la parte di archivio Crams che mi riguardava. Nel primo ho trovato bellissime immagini d’epoca dei fotografi Roberto Masotti, Guido Harari, Ilvio Gallo e di altri che purtroppo non sono riuscito a identificare. Nel secondo c’è erano i nastri multitraccia originali, a 16 piste, delle nostre incisioni…”.

Li hai potuti riascoltare subito?

“No, il tempo li aveva cristallizzati, ma grazie a un particolare processo di “cottura” a 42 gradi, per 72 ore, in un apposito forno della Ampex, sono tornati ad essere utilizzabili. Ne abbiamo fatto una digitalizzazione, per preservare gli originali e poi io, Vittorio Cosma ed Elio delle Storie Tese ci siamo immersi in un ascolto davvero emozionante. Il fascino di quel rock italiano fresco e trasgressivo suonato da un pugno di ragazzini incoscienti, arroganti, con l’ingenuità spocchiosa tipica dell’adolescenza, nasceva direttamente lì, in quella sala d’incisione dello studio Fonorama di Cologno Monzese, che poi sarebbe diventato lo studio dei programmi di Mike Bongiorno e quindi, ironia della sorte, il cuore pulsante del nascente impero berlusconiano…”.

Quanti anni avevate?

Lucio Bardi ne aveva appena 16, Walter Calloni 18, Lucio “Violino” Fabbri forse 20, io, l’anziano del gruppo, 23… Eravamo un collettivo che inventava un nuovo modo di fare musica senza avere a disposizione un arrangiatore, né un produttore. Incredibile, no?”

Perché ripartire oggi dal magnetismo di quei nastri?

“I vinili del tempo erano molto belli, ma allora nel processo industriale si perdevano parecchi dettagli e venivano tagliate certe frequenze. Qui invece la qualità sonora riemerge in tutta la sua potenza, è come entrare in una macchina del tempo che ti riporta indietro di 40 anni al momento in cui i “noi di allora” registrarono quelle canzoni. Per condividere questa emozione, nel cofanetto, oltre ai cd e agli lp completamente rimasterizzati in modo quasi filologico, ho voluto inserire una chicca: un dvd multitraccia che permette a chiunque di riascoltare separatamente e remixare a piacimento (per scopi non commerciali) tutte le tracce dei nostri strumenti all’interno di tre brani: Extraterrestre, Voglio e naturalmente Musica Ribelle“.

Bene il sound, ma i contenuti? Non sono invecchiati in questi quarant’anni?

“La maggior parte di quella musica e di quei testi sono addirittura più attuali oggi. E parlano di utopia ai ventenni di oggi che hanno nel dna l’angoscia del futuro mentre noi avevamo di fronte un futuro infinito. Penso ad esempio a un brano come Scuola: è come aprire un varco generazionale…”.

Per chi avrà la fortuna di sentirvi dal vivo il 4 novembre, in cosa consiste la Reunion?

“Con me sul palco del Dal Verme ci saranno tra gli altri Calloni, Bardi, Fabbri, alcuni componenti delle band originali, Area e Crisalide, che contribuirono alla realizzazione dei miei primi album (da Maurizio Preti a Mauro Spina, da Patrizio Fariselli ad Ares Tavolazzi), più alcuni ospiti e amici, tra cui Cosma, Elio e Faso, il mitico bassista delle Storie Tese, che si è studiato in pochissimo tempo la parte ritmica dei brani in cui suonava il compianto Stefano Cerri”.