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Immorale Milano: la nostra prova del bistrot enoteca a Porta Venezia

Andrea PaternostroAndrea Paternostro 3 settimane fa
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Foto di Andrea Paternostro

Luca “Leone” Zampa, originario di Fano, ama i sapori forti: lo chef e patron del ristorante enoteca Immorale (zona Porta Venezia) ha lanciato un chiaro riferimento alle ricette del celebre libro di Vazquez Montalban (dove la cucina s’intreccia con la seduzione) e con questa proposta prosegue un percorso avviato circa 20 anni fa, dopo aver studiato enologia e lavorato sul campo fino a diventare cuoco autodidatta, già alla guida del ristorante Sulle Nuvole, sempre a Milano.

In via Lecco 15 il locale, aperto solo a cena, è stato inaugurato lo scorso autunno: atmosfera riscaldata dai mattoni a vista, decine di vini interessanti alle pareti (340  etichette “proposte al tavolo” dalla sommelier Cristina Aromando) e dehors all’esterno. In cucina Simone Torchetti, classe 1993.

Spaghetti alla Poraccia: la ricetta

Il menu promette aggiornamenti frequenti (“quasi settimanalmente”) e nasce per rompere le “gabbie tradizionali della divisione tra antipasto – primo – secondo, proponendo in modo contemporaneo: cereali, vegetali e animali”. Protagonisti innanzi tutto gli spaghetti quadri “alla Poraccia”, ricetta di Zampa ispirata al riciclo: per 4 persone servono altrettante cipolle dorate, olio EVO, peperoncino secco, un’erba fresca a scelta (timo, rosmarino, prezzemolo, santoreggia), parmigiano reggiano ben stagionato, sughi di arrosto e sale grosso per condire mezzo chilogrammo di pasta lunga. Potete comunque ordinarli a casa o in ufficio, grazie al servizio delivery di Immorale, che comprende tra le altre cose una versione fredda di questo primo piatto e un box di “coccole gastronomiche per il fine settimana”.

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Animelle e Hanky Panky

Dopo l’ormai consueta (in tempi post Covid) inquadratura al codice QR del menu con il nostro smartphone, abbiamo provato nell’ordine:  asparagi bianchi veronesi con albicocche aspre, miele e fiori d’acacia; animelle di vitello affumicate (e come poteva mancare il piatto tanto caro a Vazquez Montalban che le definì “ghiandole ingenuamente tenebrose che portano l’immaginazione agli angoli proibiti del corpo umano”) con nocciole e salsa di sesamo.

Proseguendo, il classico ciauscolo marchigiano (per chi non lo conoscesse, tra i salami spalmabili più buoni al mondo) e un pudding con fragole e rabarbaro, preceduto da uno splendido Hanky-Panky in versione bitter. Nessun dubbio sulla scelta delle frattaglie, al contempo decise e delicate, per eleggere il most valuable player della serata.

Serata cocktail Atomicah con Franco Tucci Ponti

Il giovedì – a proposito di buone bevute – una nota lieta: il mixologist milanese Franco “Tucci” Ponti sale in cattedra o per meglio dire sul bancone dell’Immorale, portando l’esperienza dell’Atomic Bar e dei suoi cocktail (serata “Atomicah”).

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