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Consonno da paese dei balocchi a paese fantasma

Consonno visitare

In provincia di Lecco in una frazione del comune di Olginate, si trova un borgo antico la cui storia lo rende noto ancora oggi a molti, seppur abbandonato.

Stiamo parlando di Consonno, uno dei tanti luoghi abbandonati, ma uno dei pochi così conosciuti, insieme all’ex manicomio di Mombello. Consonno ha anche un sito internet dedicato in cui viene raccolta tutta la storia, i ricordi e le sensazioni di quello che oggi è noto come il paese fantasma.

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Consonno, il paese dei balocchi mai realizzato

Consonno era un borgo contadino in origine che sviluppava la sua economia attorno ai benefici della terra. Fino agli anni Sessanta del Novecento la vita scorreva lenta ma tranquilla, almeno fino a quando non è giunto l’imprenditore Conte Mario Bagno, il quale aveva puntato il borgo per realizzare la sua città dei Balocchi.

La data che gli abitanti di Consonno e gli atti notarili ricordano anche oggi è il 1962, l’inizio della fine per il paese. Da allora ruspe e lavori hanno completamente distrutto il paese radendo al suolo la maggior parte degli edifici del borgo, lasciando intatta solo la chiesa di San Maurizio e la casa del cappellano col vicino cimitero.

Il tutto per realizzare la Las Vegas italiana, secondo i poco chiari progetti dell’imprenditore che portarono alla costruzione di alcuni edifici particolari in parte visibili ancora oggi, con richiami alla cultura orientale. Il progetto non riuscì mai a partire davvero, e alla morte del Conte nel 1995 Consonno era ormai un paese fantasma.

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Consonno, il paese fantasma

Consonno si trova a circa 600 metri d’altezza, a metà tra le cime e il fiume Adda, e forse anche la sua posizione oggi allude a quello che è la sua natura odierna: un luogo fantasma non facile da raggiungere, specialmente in auto, dato che questa spesso e volentieri deve essere lasciata alla sbarra prima di addentrarsi in una salita.

Si tratta dell’unica strada d’accesso, che raffigura proprio l’ingresso in un altro mondo: una sbarra, una salita e all’improvviso dei cartelli auto promozionali oggi in parte illeggibili: “Chi vive a Consonno campa cent’anni” o “Consonno è il paese più piccolo ma più bello del mondo“. Da lì svettano costruzioni abbandonate e irreali in cui la vegetazione sembra oggi diventare un tutt’uno con l’architettura.

Entrando nel borgo ci si imbatte sin da lontano nel minareto, il principale simbolo di Consonno. La vetta che sovrasta il piccolo paese è posta in cima a un edificio distrutto e decadente, mira di diversi writer. Di interesse sono anche un piccolo ponticciolo in legno che rimanda lontanamente a uno stile giapponese, la chiesa di San Maurizio e la casa del cappellano, oggi occupata dall’unico residente di Consonno.

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