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Memorie di Adriana: al Parenti Adriana Asti si racconta. Regia di Andrée Ruth Shammah

Memorie di Adriana Teatro Franco Parenti
Ph Tommaso Le Pera

Memorie di Adriana al Teatro Franco Parenti di Milano dà spazio e voce (oltre che omaggio) a una signora del teatro italiano (e non solo). Adriana Asti si racconta senza filtri grazie anche al meccanismo teatrale ben studiato da Andrée Ruth Shammah, la quale ha curato l’adattamento teatrale del libro (‘Ricordare e dimenticare, conversazione tra Adriana Asti e René De Ceccatty’, edito da Portaparole) e la regia.

Memorie di Adriana Teatro Franco Parenti: note di regia

Tutto comincia dal ricordo intenso, tanti anni fa, del piacere di lavorare con lei durante la ‘Maria Brasca’ di Testori e dal fatto che da allora, ogni volta che la incontravo, sentirla pensare mi provocava il sentimento di un privilegio che mi sembrava ingiusto godermi da sola. Quando poi a sprazzi parlava di sé, era una esperienza quasi esaltante, perché leggerezza e profondità si intrecciavano tra loro e tra mille altre contraddizioni che lei solitamente usa, saltando qua e là per scappare da se stessa, con ironia e una lucidità disarmante, cattiva e dolcissima nello stesso tempo, per rientrarci – in profondità, da spiragli strettissimi.
Bene. Mi capita di vedere un documentario su di lei (credo proprio per la presentazione del suo volume ‘Ricordare e dimenticare’) e si conferma la mia sensazione. Adriana Asti che parla di sé non è una semplice autobiografia, è un`invenzione, un fatto artistico. Le propongo di portare questo racconto sul palcoscenico con un`invenzione diciamo pure un’idea che permetteva di creare un racconto teatrale capace di essere profondamente ispirato, legato, arrivo a dire nutrito, dalla sua poetica. Il fatto sorprendente è che non c`è stato bisogno di concentrarmi sul come avviarmi in questa avventura. Da quando quella sera a Parigi a casa di Adriana e Giorgio, mi sono messa a raccontare inventando lì per lì che l’attrice rimaneva chiusa in camerino e chi parlava con il pubblico era uno spiritello del teatro, un’altra parte di sé (nel corso delle prove poi è diventata sempre più un doppio che parla di sé parlando di quella che sta dietro alla porta chiusa) mi sono lasciata guidare dal piacere di far vivere ogni giorno quel palcoscenico previsto per Memorie di Adriana (titolo inventato dal mio amico Vitalone appassionato di cinema e della Asti) dove si intromette senza pudore l’altra. Prima di iniziare le prove con la comprensibile pressione della nostra protagonista di avere un copione che tracciasse cosa stava per succedere usando le frasi del libro e materiale “astiano” di ogni tipo, Federica di Rosa (sua è la drammaturgia, nda) mia storica collaboratrice ha cominciato a mettere nero su bianco i personaggi della mia fantasia teatrale: il direttore del teatro che si sarebbe comportato in maniera bizzarra come nei miei ultimi spettacoli avevo imparato a conoscere Andrea Soffiantini, l’ammiratore che prendeva sempre più il corpo di Andrea Narsi, un tecnico di palcoscenico insomma lo spettacolo prendeva forma sulla carta lasciando confini misteriosi nella mia mente: l’ambiguità necessaria per non perdere un finale sorprendente.
Federica che in quei giorni scopriva le commedie scritte dalla Asti mi propose di inserire scene di ‘Caro professore’ e di ‘Alcool’ cercando di superare le resistenze di Adriana che un po’ era contenta di ritrovarsi immersa da tutte le parti in quello che aveva scritto, un po’ resisteva e con civetteria diceva che “no, è troppo”… ecc…
La scena doveva essere un po’ sontuosa per contrasto con i monologhi di grandi attrici immerse nella classica inquadratura nera che costa poco e facilita il compito di fare delle “belle luci”. Qua le luci dovevano raccontare e far vivere lo spazio scenico nella pienezza della sua nudità con la porta chiusa di quel camerino… a volte misteriosamente socchiusa.
Quante scene ho immaginato insieme a Gian Maurizio Fercioni per raccontare uno spazio vuoto che si riempia solo con l’amore per il Teatro…quell’amore che sa creare legami fortissimi tra le persone durante le prove e sa rimanere nel tempo quasi indissolubile come è successo tra Adriana e me.
La musica dal vivo di Alessandro Nidi accompagnando alcuni passaggi del testo li trasformerà quasi in numeri di varietà e dando leggerezza e una apparente allegria spero aiuti ad arrivare lentamente e con grazia al magone che stringerà lo stomaco a tutti, ne sono sicura sul finale ma che personalmente sento dal primo istante in cui appare Adriana con la musica di quel carillon…un racconto che di fatto, parla dei tanti che non ci sono più… e di un modo di non prendersi sul serio che in realtà è il modo per dare, senza retorica, il giusto non peso o vero peso alle cose. Quel finale mi ha tenuto per mano dal primo momento e spero mi abbia aiutato a creare per voi ,che siete qui stasera, quel sentimento di privilegio nel partecipare a uno scambio tra palcoscenico e sala che è la meraviglia, l’emozione e l’unicità di una grande serata teatrale.

Riassumendo

Memorie di Adriana, dal 15 gennaio al 10 febbraio 2019

Teatro Franco Parenti

DURATA: 100′

ORARI: lunedì riposo; martedì e venerdì h 20,30; mercoledì h 19,15; giovedì h 20; sabato h 21; domenica h 15,45

PREZZI:
-prime file biglietto unico 38€ + prev.
– Platea intero 30€ + prev.; ridotto over65 e under26 18€ + prev.; convenzioni* 21€ + prev.
– Galleria intero 20€ + prev.; ridotto over65 e under26 15€ + prev.; convenzioni* 18€ + prev.

* le convenzioni sono valide per platea e galleria, e per tutti i giorni, esclusi venerdì e sabato.

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