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Whiplash, la passione per la musica spinta al limite

WhiplashQuanto in là può spingerci l’ossessione per il successo e quanto siamo disposti a sacrificare per raggiungere la perfezione? Sono questi gli interrogativi che rimangono nella testa dello spettatore dopo aver assistito alla proiezione di Whiplash, il film drammatico scritto e diretto dal trentenne Damien Chazelle (Guy and Madeline on a Park Bench) che ha fatto incetta di riconoscimenti, ultimi il Gran Premio della giuria e del pubblico al Sundance Film Festival e la nomination all’Oscar come Migliore sceneggiatura non originale. 

Basato sulla esperienza del regista, membro della Princeton High School Studio Band, Whiplash -in uscita in Italia il 12 febbraio- racconta la storia del 19enne Andrew Neiman (Miles Teller di Rabbit Hole Divergent), ambizioso studente del primo anno al Conservatorio Shaffer, dove suona la batteria ispirandosi ai grandi della musica come Charlie Parker che fu spronato a spingersi oltre i suoi limiti da Jo Jones, l’amico che gli lanciò dietro un piatto dopo un’esibizione fiacca. Figlio di uno scrittore fallito, Andrew vuole che il suo nome resti nella storia, vuole sfuggire a una mediocrità, a una normalità che lo condannerebbe all’oblio: per entrare fra le leggende del jazz, il ragazzo si esercita per ore, notte e giorno, rullando fino a che le dita non gli sanguinano sulla pelle del tom-tom.

Andrew viene notato dal temibile Terence Fletcher (interpretato con grande energia da J.K. Simmons, conosciuto al grande pubblico per la serie Law and Order), un insegnante conosciuto sia per il suo talento sia per i suoi spaventosi metodi, fatti di violenza fisica e verbale. Fletcher vuole Andrew come sostituto nella sua orchestra jazz, la più prestigiosa del conservatorio: il ragazzo cercherà di guadagnarsi il posto da titolare, ma presto gli eventi sfuggiranno di mano a entrambi.   

Se Terence Fletcher ricorda in modo molto inquietante un mix fra il sergente Hartman di Full Metal Jacket e il professor John Keating de L’attimo fuggente, è impossibile provare simpatia per il giovane Neiman: per Andrew quello al Conservatorio Shaffer non è un percorso di formazione animato dalla passione per la musica, ma una angosciosa discesa nella follia e nella solitudine animata dal desiderio di primeggiare. E allora la famiglia va derisa, l’amore allontanato: Terence Fletcher diventa per il suo allievo una personale Moby Dick, la personificazione non tanto dell’autorità quanto della propria voce che gli dice: “No, non ce la farai. Mai.”

E se il prezzo della genialità è la solitudine, Whiplash -che colpisce il ritmo, coinvolgente e disperato- a nostro avviso si basa su un non trascurabile errore di fondo: Andrew non è un enfant prodige e la genialità non si raggiunge neanche con il più violento degli sforzi. Lasciarlo intendere è una mistificazione della realtà.

Se non tutti sono destinati alla storia, la felicità sembra più alla portata di tutti.

E non ci sembra poco.

Il nostro voto: 7

Una frase: “Non esistono, in nessuna lingua al mondo, due parole più pericolose di ‘bel lavoro’!”

Per chi: vuole riflettere sull’ambizione