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Uovo Performing Art Festival 2015: a Milano la tredicesima edizione

AvatarMarco Valerio 6 anni fa

uovo-performing-arts-festival-2015Apre i battenti Uovo Performing Art Festival 2015, la tredicesima edizione della kermesse dedicata all’arte performativa che sarà ospitata al Teatro Franco Parenti, alla Fondazione Adolfo Pini e a DiDstudio dal 25 al 29 marzo.

L’Uovo Performing Art Festival 2015 presenta quest’anno 8 prime assolute e 2 prime italiane e attraverso le varie esibizioni continua ad interrogarsi sulle traiettorie e le nuove possibili geografie della scena performativa, coinvolgendo artisti italiani ed europei in un progetto di riflessione sul confine e i suoi significati. Un magma di posizioni poetiche ed estetiche che rappresentano una scena artistica indipendente non catalogabile in percorsi definiti e ancora alla ricerca di un nuovo senso, anche politico, del proprio agire all’interno della società.

Nuovo ordine. 200 anni dal Congresso di Vienna, 70 anni dalla Conferenza di Yalta e dalla Liberazione d’Italia: date che hanno segnato nuovi ordini, nuovi confini. Oggi la società torna ad occuparsi in modo pressante della complessità del tema del confine.

E sono proprio i limiti dei confini e la necessità di andare oltre essi, dando vita a nuove esperienze, i temi principali dell’Uovo Performing Art Festival 2015: il confine separa e congiunge, disciplina e mette in relazione. E la frammentazione della società (e della scena) contemporanea costringe a ragionare di una molteplicità di confini (anche disciplinari) e di una conseguente molteplicità di aggregazioni.

Dalla gestione di uno spazio condiviso all’idea di amicizia e complessità delle relazioni sociali di Laurent Chétouane nel suo acclamato lavoro M!M; dal concetto di confine come attraversamento fisico e linguistico degli artisti svizzeri Massimo Furlan e Martin Schick, entrambi parte del progetto transfrontaliero Viavai, realizzato da Pro Helvetia allo sfumare del confine tra il formato dello spettacolo di danza e quello di happening musicale di Cristina Rizzo nella sua ultima coreografia, BoleroEffect (Rapsodia_The long version).

Dall’idea dinamica di confine tra originale e remix della promettente artista polacca Ramona Nagabczyñska, alla reinterpretazione di una propria coreografia storica in e-ink di mk; dalla scomparsa di ogni rigido confine disciplinare in The Old Testament According To The Loose Collective dei The Loose Collective al venir meno di quello fisico e virtuale in Joseph_kids di Alessandro Sciarroni, ospite fisso delle ultime edizioni che questa volta porta al festival una performance dedicata ad un pubblico di bambini dai 5 ai 10 anni.

Sul tema del confine interno/esterno insito nel corpo umano si muove il progetto A sangue freddo di Silvia Costa, a Uovo con una doppia presenza iconografica (la mostra fotografica uno sguardo attraverso il taglio insieme a Silvia Boschiero) e performativa (A sangue freddo #2, che dalla mostra prende spunto e avvio).

Insieme ad Ariella Vidach – AiEP, l’Uovo Festival ha selezionato per il ciclo CAPTURE tre coreografi italiani emergenti (Camilla Monga, Annika Pannitto e Gabriele Valerio) invitandoli a lavorare sul tema del confine: il risultato verrà presentato al DiDstudio insieme al nuovo lavoro della Vidach, Booth, che coinvolge un gruppo di giovani interpreti in una partitura fisica che indaga il rapporto tra movimento e suono.

Inoltre questa edizione segna la collaborazione tra Uovo e il nuovo Mudec Museo delle Culture di Via Tortona: in occasione dell’apertura degli spazi espositivi del Museo (giovedì 26 marzo) sarà presentato Yvonne Rainer, Performance Demonstration #1, undated 1 sound tape reel, un evento speciale curato da Valentina Sansone (guest curator di questa edizione del festival). Un omaggio ad una delle artiste chiave della storia della performance, basato interamente sull’ascolto, che indaga pratiche performative contemporanee e offre nuovi spunti di riflessione sul concetto di documento e di archivio.

Da segnalare, infine, l’appuntamento speciale di sabato 28 marzo con Uovo à la coque – un pranzo con gli artisti: un incontro informale e fuori dagli schemi dove il pubblico potrà sedersi a tavola insieme agli artisti del festival nella cucina allestita all’interno del Teatro Franco Parenti. Un insolito dibattito tutto da vivere insieme a The Loose Collective, Cristina Rizzo, Michele Di Stefano, Martin Schick, Silvia Costa.

Qui potete trovare il programma dell’Uovo Performing Art Festival 2015.

Per maggiori informazioni: www.uovofestival.it

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