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The Canyons recensione: la trasgressione è servita. La noia pure.

The_CanyonsAnnunciato come “il film più trasgressivo dell’anno”, The Canyons arriva nelle sale italiane giovedì 14 novembre dopo essere stato presentato fuori concorso alla 70ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Diretto da Paul Schrader (American Gigolò, Autofocus) e scritto da Bret Easton Ellis, autore di Meno di zero e Imperial bedrooms, The Canyons è la storia di annoiati ventenni alla ricerca di potere e successo a Hollywood: la bella Tara e l’amorale Christian, produttore cinematografico, vivono una vita patinata a Los Angeles, in un rapporto morboso in cui lui, però, le procura gli amanti per poi filmarli con il cellulare senza alcuna apparente gelosia. Uno di questi, Ryan, aspira a diventare un attore: quando i tre decideranno di filmare un horror, gli eventi precipiteranno.

A interpretare la pellicola, prodotta grazie al crowfunding sulla piattaforma Kickstarter, la bad girl Lindsay Lohan, nota più per i suoi guai con la giustizia e la sua storia di dipendenza che per le sue doti recitative, il pornodivo James Deen: tradimenti, bugie e mezze verità per un risultato prevedibile e scontato, piatto nonostante le promesse di violenza ed eros che però non sono coraggiosamente mantenute da Schrader fino in fondo.

Rimangono il full frontal di Deen e le immagini delle sale cinematografiche abbandonate della città, specchio del degrado interiore dei personaggi, una fiera delle vanità dove tutto è destinato a ripetersi uguale a se stesso.

Il nostro voto: 4 e mezzo

Una frase:

Christian: “Se lo rivedi ancora, sei morta. Hai capito?”

Tara: “Sì”

Christian: “Grazie, tesoro”

Per chi: ha amato i libri di Bret Easton Ellis