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The Batman svela l’uomo dietro al pipistrello. La recensione del film con Robert Pattinson

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opyright: © 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved. Photo Credit: Jonathan Olley/™ & © DC Comics

Domani, 3 marzo 2022, uscirà nei cinema uno dei film più attesi dell’anno: The Batman, per la regia di Matt Reeves e con Robert Pattinson negli scomodi panni dell’uomo pipistrello. L’attesa peril fan del personaggio è snervante, divisi tra la speranza di vedere di nuovo un grande film su Batman e il terrore di trovarsi davanti un altro disastro alla Batman vs. Superman.

The Batman scavalca la maschera del pipistrello

Non vogliamo svelare troppo sulla trama, che vede al centro il giustiziere della notte alle prese con un labirinto di trabocchetti ideato dall’Enigmista, a cui prenderanno parte altre figure iconiche dell’immaginario di Gotham City, da Pinguino (un irriconoscibile Colin Farrell) alla sinuosa Catwoman (interpretata da Zoë Kravitz), fino al boss della mafia cittadina, finora mai apparso sul grande schermo: Carmine Falcone (John Turturro).

Colin Farrel nei panni di Pinguino.
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Photo Credit: Warner Bros. Pictures/™ & © DC Comics

La sceneggiatura, la regia, i costumi e le scenografie sono un immenso omaggio a tutto ciò che su Batman è stato detto, dentro e fuori dal grande schermo. I fan più appassionati potranno scovare riferimenti alla saga del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, ai videogiochi della serie Arkham, ai film di Tim Burton e alle grandi graphic novel dedicate all’uomo pipistrello. Tutto il comparto visivo e narrativo è una dichiarazione d’amore a Batman e al suo universo oscuro.

Tutti conosciamo la storia di Batman, la morte dei suoi genitori, la sua attività di vendicatore, Alfred, i gadget e i tantissimi villain da affrontare per le strade di Gotham City. Quello che molte volte è sfuggito alla telecamera è Bruce Wayne, l’uomo dietro alla maschera.

Andy Serkins e Robert Pattinson nei panni di Alfred e Bruce Wayne.
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Matt Reeves lascia da parte il solito sfoggio del bat-arsenale (non del tutto, ovviamente) per focalizzarsi sulla psicologia dell’uomo, senza aggrapparsi alla tragedia del lutto familiare, ma analizzando i veri intenti della missione e della morale di Batman, ciò che rendono il suo personaggio così amato e affascinante. Il suo rapporto con Alfred, padre e mentore improvvisato qui interpretato da un ottimo Andy Serkis, viene analizzato come mai era stato fatto prima, prendendo in considerazione anche il punto di vista di quello che è molto più di un maggiordomo al servizio di Casa Wayne.

Reeves scava nel profondo dell’antieroe, mettendo lo spettatore davanti ai dubbi di un giustiziere che vede, notte dopo notte, la città che cerca di proteggere ripetersi tra corruzione e squallore. A cosa serve Batman se niente cambia? A cosa serve la scelta di non uccidere i propri nemici se questi non si fanno alcuno scrupolo nel distruggere vite umane? La parabola di The Batman non è solo quella di una nuova avventura sul grande schermo dell’uomo pipistrello, ma la crescita di un giovane Bruce Wayne che qui veste i panni della Vendetta da soli due anni.

Jeffrey Wright e Robert Pattinson nei panni del commissario Gordon e di Batman.
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Ci sbilanciamo nel dire che finora non avevamo mai visto al cinema un Batman così completo, uomo e simbolo della giustizia. Robert Pattinson era stato visto quasi come un casting sacrilego, inadatto alla prestanza dell’uomo pipistrello, tanto da creare petizioni per mandarlo via dal film.

L’attore riesce invece a diventare quasi un’incarnazione di Gotham City, oscuro, fragile e gotico come la città in cui il suo personaggio si muove. La sua lettura di Batman e Bruce Wayne non è fatta di muscoli, gadget supersonici e arroganza, ma di un giovane solo e solitario, che ha scelto un cammino estremamente difficile, assillato dalle domande su sé stesso e sull’eredità che porta sulle spalle.

Un grande film d’azione

La lettura profonda del personaggio di Batman non è la sola linea narrativa del film, come fu per il Joker di Joaquin Phoenix. The Batman alterna momenti di profonda riflessione a scene di azione impressionanti, unite a una componente gadgettistica di tutto rispetto. Una standing ovation va all’entrata in scena della Batmobile, fatta apparire come una grande diva d’altri tempi. Presente, ma negata dall’oscurità e infine esplosiva nel suo guadagnare spazio sullo schermo.

Inseguimenti e scontri sono girati con classe, anche se spesso peccano di poca originalità in certe soluzioni (colpa dei troppi omaggi?). Al protagonista vengono affiancati nemici spregiudicati e malvagi e, seppur non appaia nemmeno una goccia di sangue, la violenza di cui trasuda Gotham trascende i suoi villain storici, per aggrapparsi a ogni angolo umido e buio della metropoli, costruita con il fascino gotico della Gotham di Tim Burton e la città squallida e sporca disegnata da Christopher Nolan.

Robert Pattinson e Zoë Kravitz in una scena del film.
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The Batman abbraccia i generi, conquistando i fan di vecchia data dell’uomo pipistrello (e chi non lo è?) con scene di tensione che tengono incollati alla sedia, dialoghi profondi e soluzioni narrative estremamente interessanti (come i graziosi bigliettini Hallmark dell’Enigmista, interpetato da uno schizzatissimo Paul Dano).

La storia prende spunto in parte dalla graphic novel Hush, realizzata da Jeph Loeb e Jim Lee nel 2002, in cui Batman incontra i suoi più acerrimi nemici e affronta la relazione turbolenta con Selina Kyle / Catwoman, proprio sulle tracce dell’Enigmista.

Ovviamente non si tratterà di un film stand-alone, come si può facilmente intuire da alcuni elettrizzanti indizi sparsi lungo le tre ore di pellicola. Proprio su questo punto cade l’unica pecca del nuovo capitolo delle avventure di Batman: spesso indugia troppo su sé stesso, con lunghe scene che potevano essere tranquillamente tagliate per dare un tono ancora più agile alla storia, evitando l’ansia del “film da poco” se il minutaggio non raggiunge almeno i 190 minuti.

Milano Weekend