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Questioni di sguardi: la nuova stagione del Teatro dell’Arte alla Triennale

Romeo Castellucci photo credits Luca Del Pia - www.triennale.org

«Il Teatro dell’Arte è un luogo d’incontro creativo tra le arti dal vivo, uno spazio per le nuove espressioni artistiche e per elaborare nuovi format di relazione tra artisti e pubblico». Sono queste le prime parole che leggerete aprendo la homepage della Triennale di Milano e andando nella sezione: teatro. Questa frase vuole racchiudere l’identità di un teatro che ha radici profonde, ma che al contempo desidera rinnovarsi ed essere al passo coi tempi, il che non significa commercializzarsi, ma evolversi sia come progettualità che a livello comunicativo.

Il 26 gennaio 2017 è stata presentata la nuova stagione, che potrebbe essere un po’ penalizzata dal fatto che gli altri teatri milanesi sono attivi (continuativamente) da settembre-ottobre; ma vogliamo essere fiduciosi e pensare che il Teatro dell’Arte riuscirà presto a fidelizzare il pubblico, intercettando non solo chi ne avvertiva la mancanza, ma anche nuovi spettatori.

La stagione 2017 si apre il 22 febbraio prossimo per concludersi a luglio. Quarantasette gli spettacoli in programma.

«Il problema non è, in questo momento, di incentivare la domanda di coloro che vanno a teatro o ai musei perché l’arte, la cultura è un bene di merito e civile del Paese. In quanto tale si sottrae a quello che normalmente nell’economia è la sovranità della domanda», ha detto il presidente della Fondazione CRT Teatro dell’Arte, Severino Salvemini, partendo dal rapporto di Federculture 2015-2016. «La cultura, dal mio punto di vista, ma non sono il solo a dirlo, è determinata dall’offerta, dalle istituzioni culturali che si pongono la missione di educare al gusto, all’estetica, alla contemporaneità, sapendo che, in particolare oggi, sono gli artisti che anticipano la civiltà e l’estetica dell’opinione pubblica. Proprio in questa logica di rafforzare l’offerta, con la consapevolezza che parabolicamente, nel medio termine, la domanda arriva, io credo che questo teatro abbia fatto uno sforzo molto sintonico alla nuova stagione della città di Milano, sempre più sperimentale, creativa e internazionale», ha continuato.

Potrete intuire da che presupposti ci si è mossi per ideare la nuova stagione, la cui curatela è stata affidata per un biennio a Umberto Angelini, creatore di Uovo Performing Arts Festival e attuale sovrintendente del Teatro Grande di Brescia. «Abbiamo immaginato un teatro che dialoghi col resto della città, aperto alla curiosità culturale», ha dichiarato Angelini iniziando a illustrare le linee guida. Più volte, nel corso della conferenza stampa, è stato sottolineato come questo teatro sia all’interno della Triennale «e questo è un passaggio importante, molto forte che segna continuità e, allo stesso, discontinuità, riprende una storia gloriosa che nasce nel ’33 e quella che è stata la storia migliore del CRT. Io torno qui dopo quindici anni per cui c’è anche un legame affettivo. Quello che stiamo cercando di fare col Consiglio di amministrazione è quello di immaginare un teatro calato nelle dinamiche della città, che abbia la forza e la capacità di ascoltare ciò che viene fatto dalle altre istituzioni culturali di Milano, ponendosi come strumento di stimolo e supporto, sempre in un dialogo orizzontale».

Teatro dell’Arte – Il programma

Un teatro aperto alla curiosità culturale non poteva non inaugurare la propria stagione (il 22 febbraio) con un pilastro che incarna anche questo aspetto: il regista Romeo Castellucci – tra l’altro in modo originale, dato che non si tratta di uno spettacolo, ma di una lectio magistralis. A chiudere sarà, invece, un collettivo milanese, Strasse, fondato da Francesca De Isabella e Sara Leghissa.

Questa direzione vuole dialogare con la Triennale e i suoi progetti espositivi. Svilupperà anche collaborazioni con altri teatri come il Teatro alla Scala (‘La gazza ladra’ prova aperta e incontro con il regista Gabriele Salvatores, 25 marzo) e il Teatro Franco Parenti (con quest’ultimo si svilupperà nella seconda parte dell’anno) e con la realtà di Zona K. Sono previste coproduzioni come quelle con ERT e tante altre sia sul piano nazionale che internazionale.

L’intenzione è quella di costruire un vero centro culturale europeo sul modello dei centri di creazione contemporanea. I temi declinati negli spettacoli e nei momenti pensati in programma sono sintomatici di come «il Teatro dell’Arte voglia essere un luogo di sperimentazione, ma soprattutto che rifletta sulle inquietudini e sulle problematiche del presente. Non a caso la Triennale ospiterà una delle più importanti mostre dell’anno, quella della Fondazione Trussardi che affronta temi che anche noi tocchiamo come il conflitto e l’emigrazione», ha specificato Angelini.

«Un filo rosso che percorre questa stagione è la visione cinematografica che si può ritrovare in molti lavori. Lo stesso titolo scelto, “questioni di sguardi”, omaggia John Berger e dà il segno di un teatro come luogo di una possibile visione».

Per darvi un’ulteriore idea dell’offerta: sono previsti quarantasette spettacoli di cui undici lavori in lingua originale, alcuni sovratitolati, altri no, provenienti da dodici Paesi diversi. «Ci rendiamo conto che si tratta di una sfida, chiediamo al pubblico milanese una complicità».

Un’altra chicca è legata a meccanismi e formati festivalieri: alcuni spettacoli non saranno frontali, ma sperimenteranno una comunicazione insolita col pubblico (vedi, ad esempio, ‘Todo lo que está a mi lado‘ di Fernardo Rubio in cui sono previsti un letto, un’attrice e uno spettatore).

«Usciamo da una logica consumistica di prodotto. A noi interessa presentare un progetto da condividere con la città, certo alcune di queste rappresentazioni sono delle prime assolute e la maggior parte degli artisti in cartellone non è stata a Milano. Ci preme costruire una comunità di senso col pubblico. Con molta umiltà, dobbiamo restituire il Teatro dell’Arte alla città», ha dichiarato Angelini.

Su questa linea si inserisce anche la politica dei prezzi: l’intero arriva a 20€, per gli studenti è previsto un abbattimento di costi di metà prezzo, interessante anche l’idea di agevolare i giovani under 30 (solitamente è under 25 o under 26).

Qui si può consultare il programma di Triennale Teatro dell’Arte.

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