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Take Me (I’m Yours), la mostra interattiva dell’HangarBicocca

Alessio Cappuccio 3 settimane fa
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“Take Me (I’m Yours)”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2017. Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto: Agostino Osio

Non è un mostra come le altre, quella che è stata inaugurata in anteprima la serata del 31 ottobre presso il Pirelli l’HangarBicocca: Take Me (I’m Yours) è infatti una mostra collettiva, a ingresso gratuito come sempre, che sfida le usuali convenzioni delle esposizioni artistiche, come spesso succede nello spazio sito in via Chiese 2, ribaltando il ruolo del visitatore-spettatore e chiedendo attiva partecipazione.

La mostra collettiva ospitata nello Shed della struttura, infatti, è una sorta di invito a dimenticare tutti i divieti (o quasi) di solito imposti al pubblico: le opere messe in esposizione infatti possono essere toccate, usate, alterate e persino indossate, in alcuni casi possono essere acquistate o prelevate gratuitamente, e se lo si desidera si può anche contribuire ad alcune opere con cimeli personali.

Take Me (I’m Yours) è stata allestita per la prima volta nel 1995 all’interno della Serpentine Gallery di Londra, ma ha iniziato poi a girare il mondo a partire dal 201, ovvero vent’anni dopo: ogni volta, in quel di Parigi, Copenhagen, New York e Buenos Aires, in una versione radicalmente differente nata dalla conversazione tra curatori e artisti.

Si prenda a esempio Quai de la Gare del 1991, un lavoro di Christian Boltanski da cui ha avuto origine la proposta artistica, allargata in seguito ad altri soggetti artistici: riflettendo sulla necessità di ripensare i modi in cui un’opera d’arte viene fruita e progettata, Boltanski ha immaginato queste grandi cumuli di vestiti di seconda mano che lo spettatore può portare via, in una basta non a caso marchiata con la scritta “Dispersion”.

In questo senso la mostra è stata progettata come un organismo dotato di più parti – ovvero le varie opere degli artisti, disposte non solo nello Shed ma anche in varie parti dell’HangarBicocca, in giro per Milano e sul web – che evolvono e si rigenerano nel tempo: oltre alla possibilità di portarsi a casa materialmente una delle migliaia di copie, svuotando così uno spazio fisico, il pubblico può anche modificare l’aspetto della mostra, partecipando a performance in cui è l’esperienza al centro del discorso artistico.

Take Me (I’m Yours): le opere e l’allestimento

La versione milanese di Take Me (I’m Yours) comprende i lavori di più di 50 artisti, dislocati anche nel bookshop, sul web, all’interno del catalogo della mostra, così come – tramite performance di vario tipo – nel quartiere Bicocca: si alternano lavori storici e nuove produzioni concepite appositamente per questo spazio, il tutto seguendo l’allestimento ideato dall’artista e designer Martino Gamper, che ha progettato i supporti e gli elementi compositivi realizzati in Solid Textile Board, un materiale riciclato.

Citiamo qui solo alcune delle opere in mostra: si va dalla lotteria dell’artista Douglas Gordon (in palio una cena con lui) alle spilette di Gilbert & George, corredati da urticanti slogan esposti nei poster appesi di THE BANNERS; si possono raccogliere le immagini del passato collezionate da Hans-Peter Feldmann, mangiare una delle caramelle alla mente disposte a tappeto di Félix González-Torres, scaricare e stampare il poster di Wolfgang Tillmans oppure usare gli stencil e i tatuaggi temporanei di Lawrence Weiner che riportano il motto dell’opera NAU EM I ART BILONG YUMI.

Alla mostra partecipano anche due pesi massimi come Yoko Ono, che nel suo Wish Trees fa esporre due alberi di limone sui quali è possibile lasciare biglietti con i propri desideri, e Maurizio Cattelan, il quale mette a disposizione copie del poster ricevuto in dono dall’artista Alighiero Boetti; tra le attività più strane segnaliamo la possibilità di farsi fare un ritratto da un disegnatore nell’opera performativa di Francesco Vezzoli o ancora la scoperta del proprio futuro con i biscotti della fortuna, nati dalla collaborazione tra Ian Cheng e Rachel Rose.

Take Me (I’m Yours): informazioni utili

L’ingresso alla mostra è gratuito, tuttavia per prendere e collezionare le opere è necessario acquistare la borsa creata dall’artista Christian Boltanski, in vendita presso l’Info Point o al Bookshop al costo di 10 euro. Gli introiti contribuiscono a supportare la produzione delle opere distribuite in mostra.

Ogni giovedì, sabato e domenica, dalle 18 alle 20, sono previste le performance di James Lee Byars e Pierre HuygheOtobong Nkanga tiene una performance il 14 gennaio 2018, Adelita Husni-Bey un workshop con le scuole, mentre Koo Jeong A la passeggiata nel quartiere. Il 14 gennaio è infine previsto un talk con Hans Ulrich Obrist.

Ricordiamo che in questo periodo all’interno dell’HangarBicocca è presente anche la mostra Ambienti / Enviroments di Lucio Fontana, con la quale questa collettiva instaura un peculiare rapporto di contrasto – complementarietà, vista la natura astratta legata alla luce e allo spazio delle stanze luminose create dall’artista italiano.

RIASSUMENDO

Take Me (I’m Yours)

Pirelli HangarBicocca – Via Chiese 2
Da giovedì a domenica dalle 10 alle 22
Ingresso gratuito
Dati gli elevati flussi di visitatori durante i weekend è necessario prenotare, online o sul luogo, per potere accedere alla mostra (70 persone ogni 30 minuti). L’ultimo ingresso consentito ai visitatori è alle 21.15
info@hangarbicocca.org

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