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Sushi B, giapponese e fusion con giardino verticale nel cuore di Brera

Sushi B Milano recensione (22)

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Un giardino verticale nel cuore di Brera per gli appassionati della cucina giapponese, rivisitata dallo chef Niimori Nobuya con ingredienti italiani di qualità come il gambero rosso di Mazara e il caviale Calvisius. All’inizio di via Fiori Chiari, a pochi metri dalla Pinacoteca di Brera, l’elegante Sushi B (stessa proprietà e direttore dell’asiatico fusion Pasta B in via Hoepli, nei pressi del Duomo) con i suoi eleganti arredi scuri, le luci soffuse e un’interessante lista cocktail (Alessandro Avilla e Lorenzo Andreoni vengono rispettivamente da Dry e Nobu), si propone anche come location ideale per pranzi e cene d’affari o ricorrenze.

Sushi B foto Milano Weekend (6)

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Al piano inferiore, infatti, oltre al tradizionale bancone del sushi e sashimi a contatto con lo chef, è possibile prenotare un tavolo privato da 10-12 posti; al piano superiore, la cena alla carta, sempre con cucina a vista. La carta vini e liquori conta oltre 400 etichette, con un’ampia selezione di sake. A pranzo sono disponibili le bento box, anche in versione vegetariana, i sushi o sashimi roll, le tempure e i piatti unici.

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La cena prevede due menu degustazione: l’Omakasé dello chef con sette portate a 80 euro, la versione vegetariana da cinque portate a 60 euro o quella al banco da 10 portate per 140 euro. Una selezione di sushi viene 28 euro, in versione creativa 40 euro.

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Alcuni esempi dei piatti speciali e dei secondi di pesce sono l’hamburger di tonno alla Teppanyaki con uovo marinato, salsa di soia 6 ore e dressing Sushi B; il Karaaghe di rana pescatrice con friggitelli e salsa ponzu; le cappesante americane con asparagi arrostiti, profumo di burro di Normandia e salsa di soia o il rombo alla Teppanyaki con fave, fagiolini e piselli.

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Per i secondi di carne, invece, il filetto di Wagyu alla Teppanyaki da degustare lentamente, come l’arrosto di petto d’anatra “Mulard Lafitte” con foie gras al profumo di sansho. Ottima, tra i dessert, l’unione di varie consistenze di cioccolato firmata da Bruno Manganaro (ex Park Hyatt, Trussardi alla Scala, Et de Milan).

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