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Nove spettacoli teatrali da vedere a Milano dal 20 al 26 febbraio 2017

Foto tratta dallo spettacolo "Il berretto a sonagli" diretto da Valter Malosti. Ph Franco Rabino

Avete l’imbarazzo della scelta su cosa vedere a teatro? Vi state chiedendo come impiegare, culturalmente, quella sera libera o la domenica pomeriggio? Come ogni lunedì, Milano Weekend vi segnala alcune opere in cartellone nella nostra città: un nuovo appuntamento con lo #spiegoneteatri.

Ecco cosa vedere a teatro a Milano nella settimana dal 20 al 26 febbraio 2017

Alcuni consigli sugli spettacoli in cartellone

– Calendar Girls (Teatro Manzoni 21 – 26 febbraio)

Dopo il successo della scorsa stagione, torna in cartellone al Teatro Manzoni di Milano il primo adattamento teatrale italiano del testo di Tim Firth, tratto dall’omonimo film diretto da Nigel Cole. Prendendo spunto da un evento davvero accaduto alla fine degli Anni ’90, il drammaturgo inglese ha scelto di trattare un tema molto attuale – il cancro – e di farlo in modo corale, a parte il ruolo da protagonista di Angela Finocchiaro (nel film a dar volto al suo personaggio era Helen Mirren).

In Calendar Girls «un gruppo di donne di mezza età di un’associazione femminile legata alla chiesa, realizza un calendario di nudi artistici per una raccolta di beneficenza. L’iniziativa fece scalpore: le modelle che posano nude per il calendario sono le attempate signore dell’associazione, la location dello shooting fotografico è la sala parrocchiale accanto alla chiesa, sede dell’associazione» (dalle note di regia di Cristina Pezzoli). Il lavoro di traduzione e adattamento curato da Stefania Bertola ha permesso di superare l’empasse di codici e tempi diversi da una lingua a un’altra. «Le prime scelte su cui ho basato la regia sono state quindi la lingua e il cast, ingredienti indispensabili per mettere in scena questa commedia, che fa molto ridere ma la cui comicità evolve da un fatto drammatico: la morte di John (marito di Annie) per una malattia terribile quale la leucemia. Credo che sia indispensabile agganciare la forza comica del testo anche a questo: è una risata in faccia alla morte».

In scena, oltre alla Finocchiaro, Laura Curino, Ariella Reggio, Carlina Torta, Matilde Facheris, Corinna Lo Castro, Elsa Bossi, Marco Brinzi, Noemi Parroni e Titino Carrara.

DURATA: 120′ più intervallo

ORARI: da martedì a sabato h 20,45; domenica h 15,30

PREZZI: poltronissima prestige 35€; poltronissima 32€; poltrona 23€; poltronissima under26 15€

– Kitchen Stories (Pacta Salone 23 – 26 febbraio)

Ormai è una delle iniziative più apprezzate di Pacta, ci riferiamo al Progetto DonneTeatroDiritti (DTD). A inaugurare la sua ottava edizione sarà Kitchen Stories – Tragicommedia in otto portate di Livia Bonetti e Federica Ombrato.

Protagonista è Clementina, «chiusa in casa a fare telepromozioni per il Multimix Healty Cooking, mangia sempre sola e fa telefonate immaginarie a un uomo che nella vita reale non ha il coraggio di avvicinare. Un giorno il telefono squilla davvero: un appuntamento e un menù per due da preparare. Quello che avrebbe dovuto essere un momento di svolta, però, si trasforma in una esasperata e grottesca ricerca della propria identità. Cosa ti piace? Cosa mangi? Che donna sei? Da pensili e fornelli prendono corpo gli stereotipi della donna contemporanea ai quali Clementina pensa di doversi adeguare» (dalla scheda). Quali siano ve lo lasciamo scoprire in teatro.

DURATA: 70′

ORARI: da giovedì a sabato h 20,45; domenica h 17

PREZZI: intero 24€; under 25 e over 60 12€; Cral e gruppi 10€ (min. 10 persone); gruppi scuola 9€
Prevendita €1,50

– Gianni (Campo Teatrale 23 – 26 febbraio)

Dopo essere stato il progetto vincitore del Premio Scenario per Ustica 2015 e dopo aver vinto come spettacolo a In-Box 2016, Gianni arriva anche nella nostra città pronto a commuovere e far riflettere non solo sulla vita, ma anche su un modo di far teatro.

Caroline Baglioni, partendo dal ritrovamento delle audiocassette che suo zio, Gianni Pampanini, affetto da disagio mentale, aveva registrato, ha scritto una partitura per ridargli voce, dandogli corpo e verità sulla scena. «Non aveva pace Gianni. Ogni centimetro della sua pelle trasudava speranza di stare bene. Stare bene è stata la sua grande ricerca. Ma chi di noi non vuole stare bene?» (dalle note dell’artista). «Colpisce la trasformazione di un materiale biografico intimo e drammatico in un percorso personale di ricerca performativa: la traccia audio originale di un’esistenza spezzata, come il testamento beckettiano di Krapp, ispira una partitura fisica, gestuale, coreografica in un efficace gioco tra due ambiti scenici che si rivelano anche esistenziali» (dalla motivazione del Premio Scenario).

DURATA: 60′

ORARI: giovedì e venerdì h 21; domenica h 18,30

PREZZI: intero 20€; ridotto 14€ portando una bottiglia di vino o due confezioni di taralli da condividere dopo lo spettacolo, se si acquista on-line o venerdì 24 febbraio prenotando la cena/buffet; ridotto 10€ per prenotazioni di gruppi di cinque persone.

– Il berretto a sonagli (Teatro Franco Parenti 21 – 26 febbraio)

Dopo ‘L’uomo dal fiore in bocca’ per la regia di Gabriele Lavia, arriva Il berretto a sonagli adattato, diretto e interpretato da Valter Malosti. Chi conosce il percorso del direttore artistico della Compagnia Teatro di Dionisio può ben immaginarsi che stile avrà questa messa in scena del testo pirandelliano, sicuramente non da teatro “classico” senza ovviamente snaturare la commedia.

«Malosti affronta il personaggio di Ciampa e per la prima volta una commedia di Pirandello, confrontandosi con uno dei testi più popolari del grande drammaturgo siciliano, cercando di strapparlo allo stereotipo e tentando di restituire la forza eversiva e originaria di quei “corpi in rivolta” posti al centro della scena, che è pensata come un labirinto: una feroce macchina/trappola» (dalla scheda ufficiale). Vi ritroverete ad assistere a «una versione più schietta, dura, non “ripulita”, affidata sia al dialetto della prima stesura sia a un italiano connotato da elementi dialettali, che lascia agli attori una partitura più ritmica e musicale, tentando di recuperare anche una dimensione più autentica. La storia, altamente simbolica, nasconde tutte le ossessioni care a Pirandello rispetto ai diversi ruoli che di volta in volta la società impone e pretende dall’essere umano».

Riusciranno Malosti e i suoi a capovolgere l’idea che tutti abbiamo di Ciampa? Solo la visione ce lo svelerà. Nella compagnia figurano anche Roberta Caronia, Paola Pace, Vito Di Bella, Paolo Giangranasso, Cristina Arnone, Roberta Crivelli.

DURATA: 100′

ORARI: lunedì riposo; martedì e sabato h 20,30; mercoledì e venerdì h 19,45; giovedì matinée h 11 e serale h 21.00; domenica h 16

PREZZI: intero I, II, III settore 32€ e IV settore 25€; over60 e under26 18€; convenzioni I, II, III settore 22,50€ e IV settore 18€

Mercoledì 22 febbraio, alle h 18 presso il Café Rouge del teatro: conversazione con Valter Malosti e Roberta Carpani, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e Drammaturgia all’Università Cattolica. Un incontro di approfondimento sul tema: la follia è una forma di normalità, in Pirandello infatti non è tanto un disagio psichico, quanto una maniera di evadere dalla realtà e dalla responsabilità.

PREZZO: biglietto cortesia TfP 3,50€

– Il ritratto della salute (Alta Luce Teatro 23 – 24 febbraio)

Per chi se lo fosse perso, può cogliere questa possibilità per recuperarlo, andando tuttavia preparati sul tema. Ancora un altro spettacolo, in questa settimana, sceglie di affrontare il cancro. L’attrice protagonista, Chiara Stoppa (che cura la regia con Mattia Fabbris), ha vissuto sulla propria pelle “il viaggio” della malattia, diagnosticatale a soli ventisei anni.

«Chissà com’è essere malati? Malati di tumore? Un giorno me lo chiesi. E poi…Quando i medici mi dissero che avevo pochi mesi di vita, iniziai a pensare a cosa dire ai miei amici, alle persone a me care, per un degno saluto. Poi decisi che era meglio alzarsi dal letto, era meglio stare meglio, era meglio vivere no? E… a ogni modo, ora, dopo molto più che pochi mesi, sono qui. In piedi, con una storia da raccontare. E sono qui per questo. Dopo la mia guarigione, la gente mi cercava. Amici e sconosciuti. Mi chiamavano. Volevano sapere. Conoscere la mia storia. Che non è molto diversa da quella di altri. Ma unica in quanto personale», ha dichiarato la Stoppa. Cosa voglia dire attraversare un tumore lei lo sa e può raccontarlo oggi, artisticamente e umanamente.

DURATA: 75′

ORARI: h 21

PREZZI: intero 13€; ridotto 10€ + 2€ di tessera associativa
A seguire brindisi con gli artisti

– Prima della pensione ovvero Cospiratori (Teatro Elfo Puccini 21 – 26 febbraio)

Thomas Bernhard continua ad abitare i teatri, tanto più in questa stagione, ed è molto caro a due degli interpreti di questo testo, Elena Bucci e Marco Sgrosso (divide il palco con loro Elisabetta Vergani).

«In una stanza austera, con finestre socchiuse su una realtà misteriosa e nemica, una famiglia di fratelli, Rudolf, Vera e Clara, pratica e subisce con maniaca precisione i riti che ne costituiscono l’identità e ne guidano i sentimenti. I tre paiono esistere soltanto in questo morboso incatenarsi l’uno all’altro. Attraverso la ripetizione dei racconti e dei rituali i fratelli, senza altre famiglie e discendenze, ricompongono momento per momento il proprio ritratto immobile al di là dei mutamenti del tempo. Disegnandoli tanto immersi nella loro miserabile devozione a una delle ideologie – o religioni? – più folli e criminali che abbiamo conosciuto, Bernhard riesce, ancora una volta, a farci innamorare dell’umano rivelandone l’orrore, magia nella quale è maestro» (dalle note di Bucci e Sgrosso, qui anche registi).

In questo testo emergono tutti i punti messi a fuoco dal drammaturgo tedesco, che affonda la penna per tratteggiare benissimo la solitudine.

DURATA: 150′ più due intervalli da 15′

ORARI: da martedì a sabato h 20,30; domenica h 16,30

PREZZI: intero 32,50€; martedì posto unico 21,50€; ridotto under 25 anni e over 65 anni 17€

– Souper (Teatro Menotti 21 – 23 febbraio)

Arriva in prima milanese, all’interno del festival Talkin’ Menotti, Souper diretto e adattato dall’apprezzatissimo Fausto Paravidino. Il testo è dello stesso autore de ‘I ragazzi della Via Pàl’, Ferenc Molnár.

«L’attualità è nel testo e non credo che vada particolarmente forzata perché l’attualità vera a teatro annoia… Invece è più divertente trovare l’attualità nei testi scritti tanto tempo fa: si fa il percorso inverso. Si guarda la nostra attualità del momento e si scopre che non è attualità per niente, che più o meno siamo fatti sempre così! L’effetto che si ottiene è di perdere quella specie di presunzione per cui crediamo di essere speciali… A esempio siamo – giustamente – così sconvolti dalla nostra corruzione, che sembra sia stata inventata adesso. E invece c’è una notizia più cattiva: che i meccanismi della nostra corruzione sono così antichi che ci si scrivevano sopra commedie nel primo Novecento facendoci grandi sghignazzate. Ecco la vera componente d’attualità. L’operazione che ho fatto è di cercare di permettere a questo testo di parlarci, senza attualizzarlo… I personaggi non si danno più del “voi” ma del “lei”: il resto è rimasto Molnàr», ha dichiarato Paravidino. A noi specchiarci.

Souper è portato in scena dalla Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

DURATA: 60′

ORARI: martedì e giovedì h 20,30; mercoledì h 19,30

PREZZI: a partire da 16,50€

– The importance of Being Earnest (Il Cielo sotto Milano 24 – 25 febbraio)

Se avete voglia di sorridere e al contempo esercitarvi nell’assistere a una rappresentazione in lingua originale, questa è l’occasione giusta. La Dual Band pone in campo una delle sue carte, il bilinguismo di tanti componenti della compagnia: The importance of Being Earnest fa parte della rassegna ‘Pocket Theatre’.

«Venendo dall’esperienza della messa in scena di ‘Alice Through the Looking Glass’, abbiamo potuto toccare con mano come, da Carroll a Wilde, da Joyce a John Lennon, la miglior tradizione della letteratura inglese (ma dovremmo dire britannica) affonda le proprie radici nel paradosso, nel celebre nonsense che è lo scheletro stesso dello humour inglese. Il falso che, facendo da specchio a ciò che viene comunemente considerato il vero, risulta più vero del vero. A una lettura di primo grado non si può non osservare l’estrema frivolezza di tutti i personaggi sulla scena. L’importanza appunto di chiamarsi con un nome piuttosto che con un altro è tale che l’amore, se il nome è sbagliato, svapora come rugiada in una giornata estiva in un giardino inglese. Ma è proprio qui che ritroviamo il senso più alto, e tutt’altro che frivolo, della commedia» (dalle note di regia di Anna Zapparoli). A voi il gusto di scoprirlo.

ORARI: h 20,45

PREZZI: 15€ (spettacolo+un piatto+un bicchiere di vino o birra)

Rassegne teatrali

Milano in Commedia

Nel periodo del Carnevale e in occasione dell’VIII Giornata Mondiale della Commedia dell’Arte, si svolgerà la seconda edizione di Milano in Commedia, nelle giornate del 24 e 25 febbraio, presso il Teatro Atir Ringhiera, al Museo del Novecento e nel circolo culturale La Corte dei miracoli. Ne abbiamo parlato nel dettaglio in questo articolo.

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