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Sciopero dei dipendenti statali il 9 dicembre: cosa si potrebbe fermare

RedazioneRedazione 11 mesi fa
palazzo della regione

Indetto dalle sigle Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, lo sciopero nazionale dei dipendenti della pubblica amministrazione previsto per oggi è un vero terremoto, con la possibilità di causare disagi di grave entità nei servizi al cittadino fino alla mezzanotte.

La protesta coinvolge circa 3 milioni di dipendenti dello Stato, coinvolgendo scuole, ospedali, servizi comunali, polizia e trasporti pubblici. Chi non potrà incrociare le braccia (come i medici impegnati nell’emergenza Covid) ha scelto di indossare una targhetta con scritto “Non mi fermo ma protesto”.

Sciopero del 9 dicembre: chiusure e disagi

Durante la giornata di oggi restano chiuse le scuole materne e gli asili nido, mentre elementari, medie e superiori restano aperte, con la presenza non garantita degli insegnanti. Disagi e orari ridotti per tutti gli uffici comunali e i servizi al cittadino di Regioni e Città Metropolitane. I lavoratori in smart working, come quelli di Inps, Inail e Agenzia delle Entrate dovranno comunicare al datore di lavoro l’intenzione di scioperare.

I disagi non si ripercuoteranno sui servizi essenziali, come le visite mediche o la sicurezza, ma andranno a creare rallentamenti nella burocrazia interna e nello sviluppo delle pratiche in ospedali, caserme di polizia e sedi del trasporto pubblico nazionale. Il Garante ha chiesto alle sigle di non paralizzare  il Paese in un momento così delicato, richiesta accolta da tutti i sindacati.

Sciopero del 9 dicembre: le motivazioni

Lo sciopero è stato molto discusso e contestato anche da altre sigle sindacali, a causa della situazione di emergenza che stiamo vivendo, in cui tutto è rallentato.

Le motivazioni comunicate da Cgil, Cisl e Uil riguardano il rinnovo dei contratti e i fondi messi a disposizione. 3, 8 miliardi sono, secondo le sigle sindacali, troppo pochi per consentire uno scatto minimo a tutti i dipendenti.

Un altro punto è la stabilizzazione dei lavoratori precari, saliti a 350 mila a causa del blocco delle assunzioni degli ultimi anni. 60 mila di questi precari sono destinati alla sanità, andando a colmare il vuoto di personale specializzato necessario in questi mesi.

Sul tavolo anche smart working, innovazione e nuove assunzioni, senza le quali, ha dichiarato al Corriere della Sera la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan “la pubblica amministrazione non può essere riformata“.