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Sala: “Momento molto difficile per Milano, i nostri creativi siano pronti”

ultimo aggiornamento mercoledì 4 marzo ore 13

“Milano sta passando un momento molto difficile, come negli anni di piombo, anche se io ho – personalmente – ho passato periodi peggiori. Ma non faccio il tranquillo di facciata, io sono così. Non si può piacere a tutti, né si deve perdere la genuinità”. Così il sindaco di Milano, Beppe Sala, rispondendo alle domande dei giornalisti e dei lettori in diretta nella redazione del Corriere Milano.

“A breve sarà necessario andare oltre un video simpatico e fare una cosa professionale da indirizzare al mondo. Da Giorgio Armani al giovane rapper, i creativi milanesi si preparino: li chiamerò presto” ha aggiunto il primo cittadino.

E una notizia per il mondo degli eventi, duramente messo in ginocchio da cancellazioni e chiusure in questi giorni: “Dopo la cancellazione del Salone dell’auto a Ginevra, l’ad di FCA mi ha detto che potrebbe portare a Milano il lancio mondiale della 500 elettrica“.

“Bocciata” Milano Città Stato

Questa città, secondo Sala, “senza la sua attrattività internazionale non può funzionare, si affloscia”. “Non sono tanto caldo sull’idea di Milano Città Stato – al cui progetto abbiamo dato l’Ambrogino quest’anno – perché mi riporta a Sparta, Atene, un modello antico. Io credo nella città mondo che trae beneficio da sua grande reputazione, dagli investimenti dall’estero e dal turismo, ma anche da imparare osservando cosa fanno gli altri. Una delle leve sarà la transizione ambientale”.

Nel 2019, ricorda il sindaco, “abbiamo avuto 10 milioni di turisti, quest’anno saranno forse 4-5, dobbiamo resistere”. Si aspettano anche “meno investimenti”. Digitale e ambiente, però, “devono essere la base del rilancio”. Lo smart working deve essere valutato bene sul “come” e Milano diventerà “area test per un ripensamento sui settori da privilegiare in Italia, non ci saranno soldi per tutti”

Coronavirus in Cina e stigma

Importante guardare cosa sta succedendo in Cina, ci sono segnali che la cosa durerà un paio di mesi. Wuhan è una Codogno all’ennesima potenza, la nostra vita non sarà altrettanto toccata. La SARS è nata in hotel a Hong Kong, hanno individuato subito il punto e sono riusciti a limitare il danno.

“Lo stigma su Milano è eccessivo, qui si facevano tamponi a go go, altrove no”.

Sala e le critiche all’ottimismo

“Continuerò a essere ottimista” diceva il sindaco nei giorni scorsi, come hanno ben sottolineato i colleghi del Corriere durante l’intervista. Ma “l’immagine lieve della maglietta non è stata un errore”? Da questo punto di vista, Sala fa un distinguo tra l’istituzione e l’individuo: “Fa parte del mio modo d’essere, mi prendo sul serio ma ho anche un atteggiamento giocoso. I più hanno adesso bisogno di vedere in me la giusta tranquillità, non mi atteggio”.

Cosa insegna Expo 2015

“Con l’Expo ho imparato: il nuovo turismo è fatto da viaggi decisi al minuto, non è più come una volta” spiega Sala, “è impensabile dire: vieni a Milano poi ti dico di andare a Vigevano o Brescia quando sei già qui. Quando abbiamo fatto l’Expo sono andato quattro volte in Cina a parlare con i tour operator, per chiedere di cosa avevano più bisogno. Dovremo andare fuori per venderci”.

Rischio aumento contagi

“Il rischio di non farcela c’è” per il sistema sanitario lombardo, se i contagi dovessero aumentare di molto. Su questo fronte Sala ha citato uno dei maggiori esperti tedeschi di virologia, che ha parlato di un possibile orizzonte di due anni con fino a due terzi della popolazione tedesca possibilmente esposta al contagio da Coronavirus: “Il mondo aperto ti dà tanti vantaggi ma altrettanti problemi, sarà un test. Se c’è da essere più rigorosi ora per evitare il picco, lo si fa. Questo è il vero grande problema” sottolinea il sindaco.

Mascherine in arrivo

“La cosa giusta da fare adesso è acquistare mascherine e darle perché anche adesso c’è personale medico che non ne ha”. Dalla Cina ce ne stanno inviando alcune migliaia, ha sottolineato il sindaco. “Anche chi dà un documento o fa il caffè dovrebbe pensarci”.

Ridurre le riunioni

“Noi italiani ci muoviamo troppo: abbiamo sempre bisogno di riunioni uno di fronte all’altro. Sto facendo molte più chiamate su Skype e mi chiedo perché non l’avessi fatto prima”.