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Ridendo e Pensando: un weekend di serie risate al Piccolo

Marco Valerio 5 anni fa
Foto: Attilio Marasco

Il Piccolo Teatro Studio ospita Ridendo e Pensando ovvero un viaggio nell’irresistibile serietà della risata: tre giorni e otto spettacoli, una full immersion di Teatro comico serio, a cura di Marco Rampoldi.

Lo spettacolo Ridendo e Pensando è parte del progetto Osservatorio sul presente: legalità.

In scena al Teatro Studio dal 21 al 23 novembre, Ridendo e Pensando è una mini-rassegna di Teatro comico serio per coinvolgere il pubblico teatrale in un viaggio alla scoperta della irresistibile e contagiosa serietà della risata, riflesso di un’idea di comicità nuova, raffinata, scomoda, libera dai recinti televisivi, capace di coniugare insieme divertimento e approfondimento. Una nuova forma teatrale, tra comico e civile, che fotografa, sorridendo, ma senza pietà, la società di oggi. Volti noti al grande pubblico si presentano sotto una luce diversa, svelando un profilo inedito del proprio repertorio.

Una full immersion articolata in un week end con quattro appuntamenti: venerdì 21 novembre (ore 20.30) con Rita Pelusio (Eva – diario di una costola) e Diego Parassole (I consumisti mangiano i bambini); sabato 22 novembre (ore 19.30) con Alberto Patrucco, Andrea Mirò (Molestia@parte) e Claudio Batta (Agrodolce salato); domenica 23 novembre (ore 16) con Leonardo Manera (L’ottimista) e Luca Klobas (Visti da Est); domenica 23 novembre (ore 20.30) con Max Pisu (Le nostre amnesie) e Antonello Taurino (Miles Gloriosus).

Eva – diario di una costola

“Quando Eva mangiò la mela, non nacque il peccato, ma una splendida virtù: la disobbedienza”. E quante sono le regole con cui ogni donna deve fare i conti oggi? Rita Pelusio, attrice-autrice di grande versatilità, incarna una serie di ‘umane’ che nella loro imperfezione raccontano il coraggio di chi ogni giorno combatte per la propria felicità: dall’adolescente che deve ribellarsi per trovare la propria identità, all’anziana innamorata; dalla futura madre di un figlio maschio, alla manager multitasking, alla suora in crisi mistica. Perché la diversità manda avanti il mondo. Perché il paradiso sarà pur perfetto, ma la vita è un’altra cosa.

I consumisti mangiano i bambini

Diego Parassole da anni percorre la strada del cabaret ‘ecosostenibile’: divertentissimo ma capace al tempo stesso di raccontare, basandosi su accurate ricerche, le distorsioni del nostro sistema e le loro ripercussioni sul nostro pianeta. In questo caso affronterà i temi dell’obsolescenza programmata, dei meccanismi che entrano in gioco nel nostro cervello per spingerci a comprare oggetti di cui non abbiamo bisogno, dell’eccesso di consumi e delle distorsioni alimentari che portano, fra l’altro, all’obesità. Perché i consumisti non mangiano i bambini, però tutti da tempo stiamo mangiando il loro futuro. E il futuro dipenderà dalle scelte che faremo. Parassole ci propone di farle col sorriso sulle labbra. Perché imparare a ridere di noi stessi e dei nostri comportamenti poco pensati, può allungare la vita.

Molestia@parte

Musica e riflessione, canzoni e monologhi dialogano fra loro, rinforzandosi a vicenda. Uno sguardo graffiante sulla realtà, che si basa sulle melodie e le liriche di Georges Brassens, il più raffinato cantautore francese del secolo scorso, un artista unico, dotato di genialità senza eguali. Alberto Patrucco e Andrea Mirò, con la complicità di Daniele Caldarini e Francesco Gaffuri, propongono un incontro tra satira parlata e satira cantata, sul filo di emozioni da anni dimenticate, che si colorisce qua e là di suoni e poesia.

Agrodolce salato

Parlare di alimentazione ironizzando sulle abitudini degli italiani a tavola, attraverso i territori più o meno conosciuti delle frodi, delle sofisticazioni alimentari e della ristorazione. Per gli italiani mangiare è una cosa sacra: siamo l’unico popolo che parla di cibo mentre mangia! Ma, quando ci mettiamo a tavola, sappiamo cosa stiamo mangiando? Non siamo più quello che mangiamo: oggi siamo quello che compriamo. Ma cosa compriamo? Il 30% della nostra spesa finisce nella pattumiera. E non può mancare un’acuta osservazione su un’altra passione tutta italiana, le diete. Agrodolce porta lo spettatore a riflettere sulla tematica dell’alimentazione e degli sprechi con ironia e intelligenza.

L’ottimista: il “Candido” di Voltaire e la ricerca della felicità

È possibile trovare una via per la felicità lontana da integralismi e dogmi di ogni tipo, senza pretendere che il nostro sia a tutti costi il “migliore dei mondi possibili”. Per verificare questa tesi, Leonardo Manera ripercorre il capolavoro di Voltaire. Candido, pubblicato nel 1759 e subito condannato al macero perché irriverente, goliardico, dissacratorio, dopo più di duecentocinquant’anni risulta ancora di straordinaria attualità. Manera interpreta e reinterpreta il racconto, dà voce e vita ai personaggi, compie una continua riflessione ironica sulle simmetrie con il nostro oggi, muovendosi con la consueta maestria fra divertimento e poesia.

Visti da Est

Vizi e virtù della nostra penisola, sotto la lente d’ingrandimento della satira e del paradosso, visti attraverso gli occhi di uno straniero proveniente dall’est Europa e di un veneziano trasferitosi nella metropoli milanese in cerca d’impiego. Con una crisi economica in corso e una classe politica incapace di provvedervi ma abilissima a gestire vizi personali; in un ambiente in cui i pellegrinaggi nei luoghi di stragi familiari hanno ormai occupato il posto di quelli a San Giovanni Rotondo; nella quotidianità di un’Italia che cambia, di un paese ormai multietnico ma poco incline all’accoglienza e all’integrazione.

Le nostre amnesie

Quanto può essere “surreale” la realtà, e come è “straordinario” il quotidiano. Lo si intravede fra le parole del campionario umano proposto da Max Pisu, personaggi riconoscibili e bizzarri allo stesso tempo: l’entusiasta che deve organizzare una festa, l’anziano che controlla i lavori pubblici, il bamboccione, l’uomo di sinistra, l’adultero, il neopapà, il neonato. Personaggi che dialogano sempre con un interlocutore assente: dialoghi che diventano monologhi in una metafora della vita contemporanea, perché in realtà noi non siamo capaci di ascoltare, e dimentichiamo tutto quello che ci fa comodo.

Miles Gloriosus… ovvero: morire di uranio impoverito

Una storia di misteri, di morti e di colpe, raccontata da due cialtroni. Uno spettacolo graffiante che, nato da una dettagliata inchiesta, narra una tragedia con toni comicissimi. Perché di storie ne racconta due: quella dei soldati vittime dell’uranio impoverito di ritorno dalle “missioni di pace” negli anni 90, e quella farsesca di due teatranti sciamannati che, in un clima clownesco, cercano idee per il loro nuovo spettacolo di “teatro impegnato, civile!”. Ma “le tragedie italiane a teatro se l’è già fregate tutte Marco Paolini, se c’è libera questa qui dell’uranio bisogna approfittarne!”, e i due diventeranno inconsapevoli narratori di una delle pagine più tristi e oscure nel nostro recente passato.

PREZZI:

Platea 25 euro, balconata 22 euro. Chi acquista contestualmente un secondo spettacolo della rassegna Ridendo e pensando ha diritto ad un biglietto a € 10,00

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