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Riapre la Sala delle Asse di Leonardo: dal 23 luglio il capolavoro torna visitabile con alcune novità

Beatrice CurtiBeatrice Curti 2 settimane fa
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La Sala delle Asse torna finalmente visitabile. Il capolavoro di Leonardo da Vinci custodito all’interno del Castello Sforzesco apre le sue porte ai visitatori fino al 13 settembre, liberata dalle strutture della mostra “Leonardo mai visto”, che ha accolto quasi 350 mila spettatori durante le celebrazioni i per 500 anni dalla morte del genio vinciano.

Sala delle Asse: le novità

Dopo lunghi restauri, non ancora del tutto conclusi, la Sala delle Asse torna a splendere con una nuova illuminazione studiata per risaltare i disegni leonardeschi scoperti durante i lavori di pulitura. Installazioni multimediali, audioguide e schede di sala digitali (disponibili anche per i non vedenti) racconteranno la lunga storia della sala affrescata da Leonardo durante il suo soggiorno a Milano.

La Sala delle Asse fa parte del Museo di Arte Antica del Castello Sforzesco, visitabile al costo di 5 €. Il biglietto comprende anche tutti gli altri musei che compongono le sale del castello, compreso quello della Pietà Rondanini l’ultima commovente scultura realizzata da Michelangelo poco prima di morire e lasciata incompiuta. Restano ancora chiusi il Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee, la Pinacoteca e le Sezioni Preistorica ed Egizia.

La prenotazione online non è obbligatoria, ma fortemente consigliata per gestire al meglio i flussi di visitatori ed evitare lunghe code e assembramenti.  Il Castello e i suoi musei sono visitabili il giovedì e venerdì dalle 11 alle 18 (ultimo ingresso alle 17).

La Sala delle Asse: storia di un capolavoro unico

Il nome della sala, al piano terra del Torrione del Falconiere del Castello Sforzesco, deriva dalle assi di legno che la rivestivano prima dell’arrivo del pennello geniale di Leonardo nel 1497. I lavori della Sala proseguono fino al 1499, quando Ludovico viene cacciato da Milano e l’affresco rimane incompiuto. Come scrive nei suoi appunti Leonardo “il Duca perso lo stato e la roba e la libertà e nessuna opera si finì per lui“.

Il Castello, con la caduta degli Sforza e il passare dei secoli, perde la sua funzione di corte, diventando una caserma e cadendo lentamente nel degrado. Solo alla fine dell’Ottocento Luca Beltrami si interessa al recupero del maniero e dei suoi affreschi, tra cui la celebre Sala delle Asse.

L’aspetto della sala è quello di un fittissimo pergolato di piante e gelsi, che dia l’illusione di un trompe-l’oeil. Sulla parete est Leonardo dipinse un monocromo di radici, come continuazione dell’illusione di trovarsi in un bosco.

Leonardo non andava d’accordo con la tecnica dell’affresco, che non permetteva ripensamenti e doveva essere eseguita velocemente sull’intonaco bagnato (a fresco, appunto). Per questo motivo gli unici due affreschi dell’artista sono delicatissimi e in continuo restauro: la Sala delle Asse e il più celebre Cenacolo: perché Leonardo, notoriamente lentissimo a dipingere (la gran parte dei suoi quadri sono incompiuti), finiva per lavorare a tempera sull’intonaco asciutto, rendendo l’opera finale fragilissima, tanto che già pochi anni dopo la sua morte il Cenacolo si stava sgretolando.

Per questo i restauri della Sala delle Asse non terminano mai e l’accesso ai visitatori è limitato. Per proteggere l’opera dagli esperimenti di un genio, forse troppo riflessivo per questa tecnica.