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Al cinema Queen – A Night in Bohemia, recensione in anteprima del concerto cult

Queen A Night in Bohemia wide

Quando si incontrarono a Londra nel 1970, Freddie Mercury, Brian May, John Deacon e Rogert Taylor erano quattro giovani musicisti appassionati ma con poche speranze di sfondare nel mondo del rock: per almeno tre anni restò un sogno, nonostante l’energia che i Queen nascenti mettevano nelle loro prime canzoni. Guadagnavano 20 sterline a settimana e lavoravano in bancarelle di abiti usati al mercato: chi avrebbe detto che sarebbero diventati una delle pietre miliari nella storia della musica?

Il breve documentario, con interviste a tutti i componenti, precede la registrazione curata dalla BBC del concerto tenuto il 24 dicembre 1975 all’Hammersmith Odeon di Londra e racconta molto bene l’anno della svolta, in un clima difficile ma denso di speranze e di grande musica. Il live che consacrò la band rivive nel docufilm Queen: A Night in Bohemia, che sarà al cinema dal 16 al 18 maggio 2016, con il nuovo audio 5+1 per una durata complessiva di 89 minuti, tra cui oltre un’ora di riprese della serata.

I primi bagni di folla dei Queen non furono nella madre patria, bensì in Giappone, documentati nelle curiose immagini dell’epoca che vedono i quattro prendere il tè in giardino e la rincorsa dei fan. Figlio di quei successi fu il trionfo dell’album A Night at the Opera (21 novembre 1975), che Brian May definirà in una recente intervista “un prodotto meraviglioso”. Per gli esordi della band fu centrale la figura di John Reid, già manager di Elton John, che permise loro di concentrarsi sulla musica, con meno preoccupazioni economiche.

Queen A Night in Bohemia poster

Tra gli spezzoni dal vivo, spicca un Freddie Mercury in tenuta arlecchina impegnato in una grandiosa Death on two legs all’Earls Court londinese nel 1977. Ma il focus del breve filmato introduttivo (circa 20 minuti) è sul making of di una delle canzoni più belle del secolo, Bohemian Rhapsody. “Ho unito tre canzoni, ci sono armonie stratificate e nessun limite” spiega Freddie , ed è impossibile non sorridere quando in un’intervista dell’epoca (ancora con i capelli lunghi e senza i celebri baffi che adottò a partire dagli anni Ottanta) afferma di essere “scarso” nel comporre testi, anche se le melodie gli venivano molto più semplici.

Bohemian Rhapsody – che qui viene filmata per la prima volta dal vivo – vide la luce in versione originale grazie alla perseveranza dei Queen, che insistettero perché venisse trasmessa per intero – compresa la celebre parte operistica – anche se all’epoca a qualsiasi radio sembrava una follia (commerciale) mandare in onda sei minuti di follia (geniale): “La cantiamo in quattro, ma suona come un coro maestoso”. Si rischiò la messa in onda della versione monca, già preparata da Deacon.

Nella tracklist di quella vigilia di Natale londinese del ‘75 (una serata in cui i membri dei Queen si sentivano stanchi per il lungo tour, ma destinata a trasformarsi in pura adrenalina) troviamo tutti i pezzi migliori nei primi cinque anni di vita dei Queen, da Keep yourself alive a Killer Queen, con uno splendido omaggio alla Jailhouse Rock di Elvis.

Queen: A Night in Bohemia risulterà un po’ spiazzante per chi ha seguito la band solo a partire dal decennio successivo (Innuendo, I want it all, Show must go on) ma è l’occasione perfetta per recuperare la discografia degli esordi e per rivivere lo spirito rock nella prima metà dei grandissimi anni Settanta.

RIASSUMENDO

Queen: A Night in Bohemia
Al cinema il 16 – 17 – 18 maggio 2016 (annuncio sale a breve)
Durata 89′ – 
Voto per noi: 8

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