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Pietre d’inciampo a Milano: la mappa del ricordo

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Pietre d'inciampo a memoria delle famiglie Brandis e Holzinger. Foto di proprietà della Comunità Ebraica di Milano

Le “pietre d’inciampo” (Stolpersteine) sono dei sanpietrini di ottone realizzati da un’idea dell’artista tedesco  Gunter Demnig, che dal 1992 si stanno diffondendo in tutte le città europee. Al momento se ne contano circa 75 mila in 26 paesi d’Europa.

L’obiettivo delle installazioni è quella di ricordare il luogo in cui abitava una persona deportata verso i campi di sterminio nazisti perché ebrea, omosessuale, di etnia rom o si opponeva al regime. Inciampare sulle pietre significa inciampare nelle vite interrotte di migliaia di persone che non sono mai più tornate alle loro case. Sulla piccola lastra dorata sono riportati semplicemente il nome, la data di nascita e la data e il luogo della deportazione.

Pietre d’inciampo a Milano

Le pietre d’inciampo sono arrivate anche in Italia a partire dal 2010, quando le prime vennero collocate nel ghetto di Roma. Al momento sono più di 1300 le targhe poste davanti alle case dei deportati dal regime nazifascista in Italia.

Milano è una delle città dove le pietre sono più numerose (121 ad oggi), con tanti nomi ancora da “riportare a casa”. Le prime pietre d’inciampo poste a Milano sono state installate nel 2019 in Corso Magenta 55, dove abitavano Alberto, Olga e Giuseppe Segre, i nonni e il padre della senatrice a vita Liliana Segre, deportata con loro all’età di 13 anni e unica sopravvissuta della famiglia al campo di sterminio di Aushwitz.

Il Comitato per le “Pietre d’Inciampo” di Milano ogni anno si propone di installare dalle 12 alle 24 pietre ogni anno, fino a onorare tutti i deportati milanesi. A partire dal 26 gennaio 2022 verranno poste 13 nuove pietre d’inciampo, dedicate a Moisè Varon, Rebecca Yohai Varon, Signurù Varon (Via delle Forze Armate, 179), Alfredo Violante (Via Washington, 79), Leone Latis, Annita Bolaffi Latis, Liliana Latis (Via F. Carcano, 5), Edgardo Finzi (Via M. Pagano, 36), Ettore Barzini (Piazza Castello, 20), Luigi Schezzi (Via Ceresio, 3), Vittorio Mondazzi (Via Scalvini, 8) e Santo Bencich (Via Grivola, 18).

Tra loro, membri della Resistenza come Ettore Barzini, medaglia al valore civile del Comune di Milano per l’aiuto dato agli sfollati dei bombardamenti, deportato e morto a Melk il 13 marzo 1945, oppure Giuseppe Ceccatelli, colpevole solamente di aver sposato una donna ebrea e aver tentato di salvare il cognato dalle deportazioni. Santo Bencich e Carlo Ferretti erano invece comunisti, schedati dal fascismo e arrestati nel 1944.

Pietre d’inciampo a Milano: la mappa

Il Comitato per le “Pietre d’Inciampo” ha sviluppato anche una mappa molto dettagliata,  su cui trovare tutte le pietre collocate a Milano, con tutti i dettagli sulla persona ricordata.

A partire dal 27 gennaio 2021 esiste anche un canale Instagram dedicato alla memoria delle pietre d’inciampo, dove si approfondiscono le storie dei nomi nascosti dietro le targhe.

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