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Addio a Piero Angela, scompare a 93 anni il più grande divulgatore italiano

Redazione 1 mese fa
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“Buon viaggio papà”, ha annunciato così la morte del divulgatore Piero Angela il figlio Alberto sui suoi canali social. Una notizia che ha sconvolto tutta l’Italia, abituata da oltre 60 anni al volto e alla voce gentili di un monumento della televisione italiana, che ci lascia a 93 anni.

Conduttore radiofonico prima e televisivo poi, Piero Angela era nato a Torino nel 1928 e aveva attraversato la storia della Rai e del nostro paese, arrivando nel 1981 all’ideazione di Quark e Superquark, i programmi di divulgazione televisiva più amati in Italia, diventati quasi una metafora popolare per indicare la conoscenza scientifica e culturale di una persona, come la loro sigla, l’Aria della Suite nº 3 in re maggiore BWV 1068 di Bach.

Il mio corpo è come una macchina: il motore avrà anche 80.000 chilometri, ma il guidatore ha solo 45 anni diceva spesso Piero Angela durante le interviste. Il suo lavoro ha rivoluzionato il modo di raccontare la scienza, la storia e la società al pubblico generalista, appassionando milioni di telespettatori di ogni estrazione sociale e culturale.

Il testimone ora passa a suo figlio Alberto, già da tempo importante figura della divulgazione storica e artistica del patrimonio culturale italiano, prima accanto al padre e poi in solitaria in programmi come Passaggio a Nord Ovest e il più recente Meraviglie.

Il suo amore per la divulgazione e la didattica si sono sublimati nella fondazione nel 1989 del CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze. Un vero laboratorio di scienziati, divulgatori e persino illusionisti nato per promuovere il pensiero critico e indagare su affermazioni o fenomeni considerati paranormali o inspiegabili da parte della scienza.