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La voce di Petra Magoni all’Elfo per “Bambini senza paura”: l’intervista

petra magoni wide

Giovedì 20 novembre alle 21.15, sul palco del Teatro Elfo Puccini (metro Lima) salirà Petra Magoni, una delle più grandi interpreti del panorama vocale italiano, pronta a dare il suo contributo alla causa di Bambini senza paura, show benefico che vede in campo anche il cantautore Eugenio Finardi, il pianista Patrizio Fariselli (ex Area), Giuseppe Cederna, Marina Senesi, Vince Tempera e altri volti noti della musica italiana.

Non abbiamo perso l’occasione per scambiare alcune battute con Petra, che a Milano si è esibita più volte – dal club raffinato (Blue Note) al più vasto PalaSharp – assieme a Ferruccio Spinetti, ex contrabbassista negli Avion Travel e storico compagno d’arte nel duo Musica Nuda fondato nel 2003, con sette album all’attivo. Recentemente ha duettato con Fausto Mesolella (video qui sotto) al Premio Bianca d’Aponte – Città d’Aversa 2014, dedicato alle cantautrici.

Al Puccini, la cantante proporrà un duo già sperimentato con il pianoforte dell’esperto Fariselli, componente della storica band prog rock, fusion e sperimentale Area, attiva dagli anni ’70.

petra magoni wide

Petra, quali saranno gli ingredienti della tua esibizione di domani?

“Molta improvvisazione! Con Patrizio ho già diviso l’altare dell’Ara Coeli a Roma. Ma non sappiamo ancora quali pezzi faremo: le buone idee vengono insieme, provando. Ci sarà probabilmente anche Ilaria Fantin con il suo arciliuto, ha già lavorato con me e Pippo Delbono nello spettacolo ‘Il sangue’”.

Nel 1973, quando Fariselli ha inciso Arbeit mach frei con gli Area, tu avevi solo un anno: quando sono entrati a far parte del tuo mondo musicale?

“Io ho iniziato con la musica antica, ma sono arrivata agli Area prima che al jazz. Mi incuriosiva l’uso che Demetrio Stratos faceva della sua voce e abbiamo anche avuto lo stesso maestro di canto armonico. Hanno innovato tantissimo, anche perché eravamo in quegli anni e certe cose estreme avevano un senso, oggi no, il periodo è diverso”.

Come hanno influenzato le tue canzoni?

“Nei miei pezzi cerco di avere più livelli di lettura: le canzoni devono arrivare a tutti, ma chi conosce la tecnica deve poter notare differenze e sfumature. A volte dal vivo ‘esagero’ con gli acuti, forse perché giocare e suonare sono un po’ la stessa cosa! Infatti in inglese e in francese si dicono con un verbo solo. Gli abbellimenti divertono chi li fa e chi li ascolta, ma devono venire sempre dopo il racconto, il significato, il testo e le sue parole”.

Come può contribuire uno show come Bambini senza paura?

“Spesso i bambini sono considerati un po’ stupidi: negli ultimi anni le canzoni per loro sono davvero brutte e stupide. Un tempo avevano i testi di Gianni Rodari, erano meravigliose. I bambini sono cervelli, se li nutri con cose intelligenti li fai crescere, a partire dal linguaggio: io non dico ai miei figli ‘ditino’ o ‘bua’, gli ho sempre parlato in modo normale. E poi, per restare in quest’ambito, mi mettono tristezza i continui tagli ai fondi per l’istruzione”.

C’è una location in cui sogni di esibirti, in Italia o all’estero?

“Non una sola… spero di cantare in più posti possibili! Ho sempre amato viaggiare, a dicembre con Musica Nuda saremo di nuovo a Parigi, poi in Belgio, a Buenos Aires (per la prima volta) e a Istanbul con l’orchestra sinfonica. Se proprio devo dirne una, anche solo per visitarla, la città di Petra”.

Cosa ci sarà nel 2015 di Petra e di Musica Nuda?

Uno o più dischi in uscita: ne abbiamo in mente uno italiano, ma anche uno internazionale. Abbiamo già registrato molto e faremo numerosi concerti all’estero, ci sono in ballo il Giappone e gli Stati Uniti”.

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