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Dal Giappone a Hong Kong: la cucina di Mu Fish e quei piatti che non esistono altrove

Oriana DaviniOriana Davini 2 mesi fa
mu fish nova

Vale la pena prendere la macchina e percorrere il tratto di strada che separa Milano da Nova Milanese? Se è per andare da Mu Fish, ristorante giapponese ma che accetta di buon grado contaminazioni fusion, il nostro parere è decisamente sì.

D’altra parte, basta pensare al D’O a Cornaredo, regno di Davide Oldani: una location lontana dal entro di Milano e sempre da tutto esaurito.

Inoltre – esperienza rara per un milanese – il parcheggio non sarà un problema: Mu Fish è in via Galileo, nella zona industriale della cittadina. Insomma un posto dove non ci si aspetterebbe di trovare un ristorante del genere, ben arredato, dall’atmosfera ricercata ma accogliente: invece non solo c’è, ma è anche molto frequentato.

Mu Fish Nova Milanese

Merito di un concetto di ristorazione curato, con personale di sala gentile e preparato la cui età media non supera i 25 anni, perché la cucina da sola non basta a determinare il successo di un ristorante.

Mu Fish Nova Milanese

Dove la sensazione è di essere accuditi e ben voluti senza mai sentirsi a disagio, pronti a compiere un viaggio che dal Giappone tocca tutto l’Oriente. E che può iniziare dal bar, dove i Mu Cocktail preparati dal bartender sono curatissimi.

Il menù

mu fish nova

 

Così è il menù, alla carta oppure nella versione degustazione (Young, 40 euro, o Classic 60 euro, a pranzo menù 14 euro).

Le basi affondano nella tradizione gastronomica del Sol Levante, con i grandi classici dove tra sushi, sashimi,  nighiri, tartare, soba, udon, tempura spiccano gli eccezionali dimsum, i celebri ravioli (noi consigliamo la composizione, con cinque tipi diversi a discrezione dello chef).

Poi ci sono le proposte contaminate con  ingredienti di altre cucine orientali e mediterranee. Da Mu Fish, infatti, ci sono piatti che non esistono altrove, nati dalla creatività dello chef (come la millefoglie di tonno e burrata con olio al tartufo bianco, le capesante Mu con besciamella e pasta kataifi e il Gateau Fois Gras, un tortino di daikon con fois gras e salsa del bosco). E altri realizzati esattamente come si fa in Giappone. 

Così come si fa in Giappone

 

mu fish nova

 

Qualche esempio?

I dimsum Shao Mai (ravioli al vapore in pasta fresca all’uovo con ripieno di pollo, gamberi e funghi) e i primi piatti: Yaki Soba (spaghetti di grano saraceno con gamberi, scampi, calamari e verdure), Yaki Udon (pasta di grano con scampi, gamberi, calamari e verdure) e Yaki Meshi (riso bianco e riso venere con gamberi e verdure).

 

Tra i secondi trionfa Gin Dara, il merluzzo nero dell’Alaska in salsa di miso tipico di Nobu, con il quale lo chef è diventato famoso.

Da segnalare anche i dolci: noi siamo usciti con una dipendenza per i mochi al mango, freschissimi, fatti in casa come tutte le salse.

Lo chef

Già, chef Jiang è la mente e il braccio della cucina di Mu Fish: ha alle spalle anni di esperienza al Finger’s di Milano come capo chef. E una Stella Michelin per ora ancora lontana ma là da inseguire.

 

Il successo di Mu Fish ha portato la proprietà ad aprire, lo scorso gennaio, Mu Dimsum, stavolta dietro la Stazione Centrale di Milano (in via Caretto 3): l’impostazione è simile a quella di Mu Fish, con un menù incentrato sui mitici  ravioli cinesi che anche in Italia stanno vivendo un momento di grande successo.

Mu Fish – via Galilei 5, Nova Milanese – Orari: da mar a dom 12-15 e 19.30-00

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