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La Parigi di Brassaï in mostra a Palazzo Morando

Marco Valerio 4 anni fa
Al bistrot, 1930-32 © Estate Brassaï

Dal 20 marzo al 28 giugno Palazzo Morando (via Sant’Andrea 6) ospita la mostra Brassaï. Pour l’amour de Paris, uno degli appuntamenti facenti parte del ricco palinsesto di Expo in città.

La mostra offre al pubblico una selezione di circa 260 fotografie originali ed è stata ideata per il Comune di Parigi da Philippe Ribeyrolles, nipote di Brassaï e gestore dell’omonimo Archivio (Estate Brassaï). A corredo della rassegna milanese sono previsti seminari a Palazzo Morando e una retrospettiva cinematografica, proposta dall’Institut français Milano presso la propria sala cinema nella sede di Corso Magenta 63, con proiezioni a ingresso libero il 31 marzo e il 14 e 21 aprile, sempre di martedì alle ore 20.00.

Brassaï. Pour l’amour de Paris è un’esposizione dedicata all’opera di uno dei più grandi fotografi del Novecento e racconta la storia di una passione, quella che ha unito per più di cinquant’anni il fotografo agli angoli e ai più nascosti recessi della capitale francese, ma anche a tutti quegli intellettuali, artisti, grandi famiglie, prostitute e mascalzoni, che hanno contribuito alla leggenda di Parigi.

Nato nel 1899 a Brasso (l’attuale Braºov) in Transilvania, Gyula Halász (prende il nome di Brassaï quando inizia a fotografare nel 1929) ha solo quattro anni quando suo padre lo porta con sé a Parigi, dove è stato invitato, in qualità di professore di letteratura, a trascorrere un anno sabbatico. Questo periodo affascina il giovane e resta impresso nella sua memoria.

Il fascino per Parigi porta infatti Brassaï a raggiungere la Ville des lumières nel 1924, dopo i suoi studi d’arte a Berlino. Ben presto incontra Robert Desnos e Jacques Prévert, i quali lo inseriscono nell’ambiente degli artisti e degli intellettuali che hanno contribuito a rinominare gli Anni Folli di Montparnasse e lo introducono al surrealismo.

Brassaï in quegli anni ricerca gli oggetti più ordinari e ne trasforma il significato, osa giustapposizioni insolite e defamiliarizza la percezione, togliendo il reale dal suo contesto. Il suo pensiero si concentra nel trasformare il reale in decoro irreale. Ecco come nascerà la sua ostinata ricerca dei graffiti a partire dal 1929.

Allo stesso tempo Brassaï inizia a inseguire, nella luce notturna della città, una Parigi insolita, sconosciuta e finora non degna di attenzione. Durante le sue lunghe passeggiate che lo portano solo o in compagnia di Henry Miller, Blaise Cendrars e Jacques Prévert, complici nell’alimentare le sue curiosità, rende visibili le umili prostitute dei quartieri “caldi” o i lavoratori della notte alle Halles, trasforma il rigore classico dell’architettura parigina in scene particolari e fissa l’insolita bellezza delle silhouettes fuggitive, delle illuminazioni accecanti o delle nebbie della Senna.

Nel 1932 Picasso, impressionato dal lavoro di Brassaï, gli affida il compito di fotografare la sua opera scultorea, fino ad allora sconosciuta e che deve essere pubblicata nel primo numero di una nuova rivista d’arte: Le Minotaure.

I due artisti scoprono di avere gusti e fascinazioni in comune che hanno segnato il loro lavoro: le atmosfere sensuali delle Folies Bergères o di quelle delle feste alle fiere in cui regnano cartomanti e indovini. Tra tanti spettacoli, quello che attira maggiormente la loro attenzione è certamente il circo. Qui vi ritrovano la bellezza dei corpi umani e la virtuosità degli sforzi fisici, il dialogo tra la bestia e l’uomo, il senso dell’equilibrio e il gusto per il mistero.

Scopritore infaticabile della Parigi notturna, Brassaï non è insensibile al fascino della capitale alla luce del giorno. Egli ci propone così una visione del tutto personale dei giardini del Luxembourg, una sedia abbandonata, un leone minaccioso sotto la neve, piccoli artigiani, il gelataio, il venditore di palloncini, un fotografo ambulante, il giardiniere che raccoglie le foglie o le statue svestite. Prova la stessa naturale empatia per gli argini della Senna che egli percorre per incontrare gli innamorati, i pescatori, i senza tetto e persino i cani.

Qui trovate tutte le informazioni in merito alla rassegna cinematografica all’Institut français Milano.

BIGLIETTI:

Intero €; ridotto € 8,50; ridotto speciale per le scuole € 5

Biglietto famiglia: uno o due adulti € 8.50 cad. con figlio/i dai 6 ai 14 anni: € 5

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