Pubblicato in: Concerti Interviste

I Modà e il nuovo album: “Ho avuto paura che mi stessero rubando la quotidianità”

Irma CiccarelliIrma Ciccarelli 3 settimane fa
modà testa o croce
foto di Roberto Chierici e Doublevision

I Modà tornano sulla scena musicale dopo due anni di silenzio e quattro dal precedente lavoro in studio, presentando al pubblico un nuovo album in uscita il prossimo 4 ottobre.

Le 13 storie di ” Testa o croce” verranno presentate durante le date del nuovo tour che li vedrà protagonisti a partire dal 2 dicembre nei principali palasport, confermando una doppia data sia al Mediolanum Forum di Assago che al Palazzo dello Sport a Roma.

Prima però non mancheranno gli incontri con il loro pubblico con l’instore tour in partenza proprio da Milano il 5 ottobre alla Mondadori di Piazza Duomo.

Cosa aspettarsi da “Testa o croce”? Durante la conferenza stampa tenutasi alle Officine Milano il 1° ottobre, abbiamo ascoltato in anteprima 6 dei brani dell’album, tra cui “Quelli come me”, attualmente in rotazione radiofonica e il singolo con cui hanno annunciato il loro ritorno “Quel sorriso in volto”.

“Ho avuto paura che mi stessero rubando la mia quotidianità e solo quando mi sono fermato mi sono accorto che stavo perdendo le mie radici: fare il cantautore per passione e non per lavoro. In realtà, in questo periodo di assenza abbiamo composto due dischi, ma “Testa o croce” era quello giusto per tornare dal nostro pubblico”.

Kekko racconta i motivi di questa relativa pausa durata due anni e il bisogno di “disintossicarsi” e tornare a una quotidianità fatta di gente comune che lo riportasse a toccare la vita reale grazie alle loro storie.

Perché, in fondo, “Testa o croce” può essere considerato dai protagonisti un diario, in cui possono ritrovare le loro esperienze raccontate durante una bevuta al bancone di un bar.

Di seguito, la nostra intervista in cui abbiamo chiesto il rapporto con la città di Milano e cosa ci aspetta alle serate del Forum di Assago.

Modà “Testa o croce”: l’ascolto dei brani

Durante l’ascolto, tutti i membri della band sembravano ripercorrere ogni storia, ogni accordo, ogni battito, ogni melodia che compongono questo album.

“È un disco suonato, dove sono presenti archi e violini, fatto di storie vere””

Quel sorriso in volto

A sbloccare la penna del cantautore è stata una coppia:

“Erano due persone che vedevo fuori da una clinica. Il loro era un amore folle”

Ed ecco che nasce “Quel sorriso in volto” e l’inizio di “Testa o croce”.

“Era emozionato: è una canzone al quale sono molto affezionato e ci tengo a portarli anche in tournée. Infatti, ci saranno delle video proiezioni”

Testa o Croce

“Eravamo al mare. Iniziai a buttar giù qualcosa, ma c’era troppa gente e non riuscii a concludere. È il brano che dà il titolo all’album e nasce dai dialoghi nei bar con sconosciuti, dove, dopo essermi confidato con tanta gente ho capito di non essere poi così diverso da loro. C’è stato un momento in cui non riuscivo a scrivere nemmeno la prima canzone, forse ero vuoto e stanco. Forse ero convinto di essere diventato un cantautore di professione e questo mi spaventava. Io invece sono sempre stato un cantautore per passione e da quando ho ricominciato a vivere la mia vita normale mi sono ricaricato di melodie e di storie da raccontare”

Quelli come me

“Anche questo brano è nato dalle chiacchierate nei bar e spesso con persone che non mi riconoscevamo. Questo è stato positivo perché non c’erano filtri come può accadere parlando con un fan. Avevo sete di storie. Faccio una vita tranquilla e questo mi piace, ma avevo voglia di storie nuove e non di raccontare le mie, quelle con cui mi confrontavo con i miei amici. Erano le storie di altri e mi sentivo di tornare un po’ sulla terra, perché parlavo con persone normali e mi sentivo anche io normale. È stata una bella esperienza, da rifare”

Puoi leggerlo solo di sera

“Era il 15 febbraio e mi ero dimenticato del San Valentino perché ero totalmente preso dalla scrittura. Incisi una demo e lo lasciai a mia moglie: è la storia dei nostri vent’anni ed è l’unico brano che parla di me.

Per una notte insieme

“È una storia un po’ retrò: parlo con una persona molto religiosa e innamoratissimo della moglie, ma nonostante questo la tradisce. Lui stesso dice che il suo peccato sarà perdonato perché lei è bellissima e sa perfettamente che è solo sesso”

Guarda le luci di questa città

“È un omaggio a Milano. Era il 27 marzo quando ho scritto questa canzone e avevo ricevuto, finalmente, delle belle notizie. In questo brano mi chiedo se questa grande città mi avesse mai difeso quando mi incolpavano, se mi avesse mai ascoltato davvero. Era un omaggio che volevo fare perché mi ha dato tanto”

Musica a Milano

Volete essere aggiornati sui live e conoscere qualcosa in più sui vostri artisti preferiti? Tutto nelle nostre guide ai concerti a Milano e le interviste.

 

 

 

Etichette: