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Bici pieghevoli per una mobilità sostenibile: i vantaggi

News PartnerNews Partner 2 giorni fa
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Anche se non ci interessasse nulla dell’ambiente, forse bisognerebbe pensare un po’ di più alla qualità dell’aria che respiriamo, specie se consideriamo il fatto che soprattutto nelle zone metropolitane si supera (e di molto anche) la soglia di rischio per la salute. Detto con altri termini: l’aria che si respira in città non solo è qualitativamente pessima, ma è anche pericolosa. 

Ecco allora che numerose città del mondo, tra cui Roma, Amsterdam, Barcellona e Helsinki, sono entrate in competizione per il titolo di capitale della riduzione delle emissioni di CO2, garantendo allo stesso tempo ai suoi abitanti una qualità dell’aria un po’ migliore. Ma la strada per diventare città green non si limita qui: l’impegno deve essere preso sul lungo termine e deve coinvolgere sia le istituzioni, il cui compito è quello di creare delle infrastrutture che consentano al privato cittadino di non usare più il mezzo personale, sia la popolazione, che deve essere pronta a non indugiare nelle vecchie abitudini modificando i suoi atteggiamenti in favore di una migliore qualità della vita di tutti.

Sviluppo e ottimizzazione dei mezzi pubblici

Milano, la capitale green d’Italia, ha iniziato questo processo già molti anni fa e adesso tutte le altre città, piccole e grandi, la stanno seguendo. Il primo passo per diventare una città green passa proprio dallo sviluppo dei mezzi pubblici e dall’ottimizzazione di quelli già esistenti. Ma se dovessimo stilare un elenco, quali sarebbero i punti da affrontare?

Sicuramente si dovrebbe potenziare la rete dei trasporti pubblici per arrivare anche in quelle zone poco servite, attraverso la creazione di nuove linee di bus, tram e metropolitane, sia all’interno di un determinato quartiere che collegando diverse zone e periferie. Questo farà sì che anche quelle persone che erano obbligate a prendere il mezzo proprio perché mancava nelle vicinanze un collegamento utile avranno a disposizione una scelta. Se poi in base al rapporto costi – benefici l’auto dovesse risultare una soluzione svantaggiosa, beh, il primo passo è presto fatto!

Contemporaneamente a questo punto, bisognerebbe mantenere tutti i mezzi pubblici, sia di superficie che sotterranei non solo in buone condizioni, limitando così il loro dispendio energetico (un po’ come l’automobile che stando sempre in riserva consuma più carburante), ma anche quanto possibile aggiornati quanto alle nuove tecnologie a disposizione. Un esempio su tutti: se c’è la possibilità economica di comprare degli autobus elettrici per sostituire vecchi Euro 3, che non solo necessitano di più manutenzione ma sono anche molto più inquinanti, allora bisognerebbe cercare di effettuare l’acquisto.

Infrastrutture e il rapporto con il cittadino 

La presenza delle giuste infrastrutture farà dunque sì che il cittadino sia portato ad abbandonare la propria auto in favore di spostamenti più ecosostenibili, anche perché le soluzioni sul mercato certamente non mancano! Basti pensare alle biciclette: in molti casi si sceglie l’auto non tanto per il maltempo o l’eccessiva lontananza dalla destinazione, quanto perché è estremamente pericoloso e scomodo andare in bicicletta. Per non parlare dei furti…

Ma con le giuste infrastrutture, come ad esempio le piste ciclabili e l’accessibilità proprio con le bici ai mezzi pubblici sotterranei e di superficie, ecco allora che molte persone sarebbero sempre più propense ad utilizzare questo mezzo di trasporto. Un po’ come accade quotidianamente in città come Amsterdam. Se poi la vostra obiezione è che è scomodo dover trasportare la vostra bicicletta sui mezzi pubblici, ebbene anche in questo caso il mercato del settore ci viene in aiuto: le bici pieghevoli di Bikester, come degli altri negozi virtuali e non, sono la soluzione ideale per tutti quei ciclisti che vogliono uno strumento comodo, green e versatile.

In questo lungo processo che abbiamo appena visto, Milano è al momento in testa rispetto a tutte le altre città italiane, ma la speranza è che, tra biciclette e mezzi elettrici, i nostri centri abitati possano diventare sempre più delle isole verdi in cui la grande presenza umana possa non portare gli abitanti stessi all’autodistruzione. Perché l’Ambiente non è altro che le nostre case, il cibo che mangiamo, la strada dove camminiamo e il parco dove andiamo a passeggiare.