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Dopo gli attentati di Bruxelles cresce l’insicurezza tra i milanesi

Marco Valerio 3 anni fa

Senso di insicurezza di milanesi e lombardi in aumento dopo l’attentato di martedì 22 marzo a Bruxelles, rispetto alla media di un giorno normale. Le imprese vorrebbero aumentare i sistemi di sorveglianza e allarme (38%) e avere collegamenti più veloci con le forze dell’ordine (37%). Questo è quanto emerge da un’indagine della Camera di commercio di Milano realizzata su oltre 2.300 milanesi e lombardi nella giornata del 22 marzo.

Il 63% di milanesi e lombardi oggi non si sente al sicuro contro il 40% in un giorno normale. E il senso di insicurezza cresce per il 64% rispetto a cinque anni fa. La metà ritiene ci siano pericoli nella propria città.

Oggi il voto al senso di sicurezza è 5 (minimo 1 e massimo 10) rispetto ad un voto dal 6 al 7 nei giorni normali, circa due punti in meno.

Sono i luoghi di transito come metropolitana (58%), aeroporti (43%) e stazione (39%) quelli dove ci si sente più insicuri ma si temono anche gli eventi che raccolgono molta gente come i concerti (49%).

Un senso di insicurezza che si può contrastare soprattutto con più intelligence preventiva (61%) e migliorando le politiche di integrazione degli immigrati (29%), ma anche con leggi più dure contro il terrorismo (41%), contrastando l’immigrazione illegale (44%), aumentando la presenza delle forze dell’ordine (31%).

Quanto bisognerebbe investire sulla sicurezza? L’investimento dovrebbe valere il 10% del budget disponibile per i vari temi, secondo le risposte degli intervistati.