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Machete kills recensione: Danny Trejo è tornato. E non twitta.

1329123662332722867In Machete kills Danny Trejo è tornato a vestire i panni dell’ex agente federale Machete, stavolta reclutato dal presidente degli Stati Uniti per portare a termine una missione impossibile: eliminare un pazzo rivoluzionario, un miliardario mercante di armi eccentrico e bipolare, che ha deciso di diffondere guerra e anarchia sul pianeta. “Il primo Machete era stato un po’ come un nostro Rambo” spiega il regista Robert Rodriguez, “questo avrebbe dovuto essere Rambo 2 – La vendetta.”

Nato da un fake trailer inserito in Planet Terror, una delle due parti di Grindhouse – A prova di morte di Tarantino, Machete si è subito imposto come un classico dell’explotation anni Settanta. Meno corposo nella trama e più blando nel ritmo, questo secondo capitolo della saga del supereroe messicano teatrale (e magnificamente coatto) si distingue però per la capacità di divertire i cinefili e non: i primi vi troveranno citazioni raffinate, i secondi adoreranno la spirale trash di teste mozzate e intestini di cui  Rodriguez, la cui fantasia sembra non avere freni, fa generosamente mostra.

 Il cast è ovviamente stellare: oltre al cammeo di Jessica Alba che interpreta Sartana, diventata la compagna di Machete dopo che Steven Segal gli ha ucciso la moglie e la figlia nel primo capitolo della saga, recitano Sofia Vergara, Amber Heard, Cuba Gooding Jr., Antonio Banderas, Charlie Sheen, Vanessa Hudgens, Michelle Rodriguez, Lady Gaga e uno straordinario Mel Gibson nel ruolo del villain di turno.

 Ma il centro di tutto questo action-trash dai colori saturi in cui la pellicola analogica sembra rovinata dal tempo rimane lui, Machete, con il suo viso da galeotto scolpito dalle rughe e lo sguardo che terrorizza: se non lo conoscete ancora lo adorerete, ecco il perché racchiuso in alcune frasi clou del film.

 “Machete non muore mai.” Provano tutti a farlo fuori: non ci sono coltelli, pistole o corde per l’impiccagione che tengano. Insomma, Machete è die hard perché lui “è  la vendetta e la vendetta non muore mai, cambia solo obiettivo”.

 “Machete kills again in space.” Machete con il codino e la tuta spaziale non può non strapparvi un sorriso: in questo secondo capitolo viene inserito un altro fake trailer, magari destinato a diventare il film di chiusura di una trilogia.

 “Machete non fuma.” Lui è un salutista. Gira in elicotteri con l’Abre Magic. E i corpi tranciati sono un dettaglio.

 “Machete non twitta.”  Niente mitra, niente pistole, Machete ha uno stile low tech. Ed è analogico anche nella comunicazione: si esprime a monosillabi e occhiate in tralice. Superbamente basico.

 “Machete capita.” Serve dire altro? Cominciate a correre.

 Il nostro voto: 8-

Per chi: ama il genere exploitation