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Al cinema arriva Logan – The Wolverine: la nostra recensione

Sara RidolfoSara Ridolfo 2 anni fa

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Tra i film più attesi al cinema dagli appassionati c’è sicuramente Logan – The Wolverine (in sala dal 1 marzo 2017), ultimo film della saga dedicata alla figura del supereroe canadese e nono film in cui appare Hugh Jackman.

Diretto da James Mangold (che aveva già firmato Wolverine – L’immortale) il terzo film dedicato a Logan sposta il racconto in un futuro prossimo in cui l’immortale, avendo perso parte dei suoi poteri, ha iniziato a invecchiare. Lavora come autista e si prende cura del Professor X, molto vecchio e con una telepatia potenzialmente letale. Le vite di Logan e del Professor X incrociano quelle di Laura Kinney (Dafne Keen) una ragazzina mutante – clone di Wolverine con i suoi stessi poteri – su cui ha messo gli occhi la Transigen, una organizzazione criminale.

I fan di vecchia data non rimarranno certamente delusi da questo film dove il personaggio ha raggiunto la maturità fisica ed emotiva: Logan è già nel titolo un nome proprio, un individuo, e questo film riporta Wolverine tra i mortali infondendogli umanità. Merito anche di Hugh Jackman che nel suo congedo dalla saga ci regala un personaggio pieno di sfumature intime e contraddizioni.

Anche il film – probabilmente il più bello dei tre Wolverine – è un film d’azione “maturo”, non solo nei temi o nei personaggi ma anche nei toni della narrazione: ci sono urla, sangue, squartamenti, decapitazioni: sono scene non patinate in cui spicca l’interpretazione “animalesca” della giovanissima Dafne Keen, a cui lo stesso film sarebbe censurato (negli Stati Uniti Logan è vietato ai minori di 17 anni). E’ evidente anche che il regista non cerca il consenso di un pubblico di ragazzini  ma di un pubblico adulto e in particolare quello che ha seguito l’evoluzione di Jackman-Logan nei nove film in cui è apparso.

Ciò nonostante Logan non è solo un film per appassionati: Mangold lo ha concepito come un film auto-concluso: godibile anche se non si sono visti i film precedenti della saga e privo di elementi apertamente volti ad avere un seguito in futuro. Consigliato.

Il nostro voto: 8

Una frase: Lei è come te, è molto simile a te

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