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Locarno Festival festeggia i suoi 70 anni tra continuità e innovazione

Locarno Festival 2017
Foto tratta da 'Amori che non sanno stare al mondo' di Francesca Comencini

Il Locarno Festival taglia nel 2017 il traguardo dei 70 anni, considerandolo però, “non un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso”, ha affermato il direttore artistico Carlo Chatrian durante la conferenza stampa milanese di presentazione. Vista la vicinanza della Svizzera, in particolare i milanesi hanno avvertito sempre il Festival di Locarno come un’iniziativa a cui poter prendere anche con una breve trasferta, godendosi perle della storia del cinema e anteprime. “Se Locarno Festival è quello che è lo deve a delle personalità italiane come Filippo Sacchi, un personaggio incredibile, giornalista del Corriere della Sera, il quale arrivò a Locarno come esule nel 1943 e co-fondando il festival”, ha evidenziato il Presidente Marco Solari per rimarcare il legame con l’Italia.

Uno dei tasti su cui si punta sempre parlando di Locarno Festival è legato “alla libertà e all’autonomia nelle scelte, dove viene concesso poco al glamour e alle paillettes. Né gli sponsor né la politica possono oltrepassare il limite” e questo, si sa, non è scontato. Dal 2 al 12 agosto saranno tanti i luoghi locarnesi ad animarsi grazie alla Settima Arte, parlando le lingue del mondo, anche se due saranno le cinematografie più presenti, quella francese e quella americana (‘Atomica bionda‘ con Charlize Theron, sarà in sala da noi il 17 agosto). Il Pardo d’onore Manor 2017 sarà assegnato a Jean-Marie Straub e a Todd Haynes; mentre ad Adrien Brody andrà il Leopard Club Award.

Gli attori nei film della Piazza Grande di Locarno Festival

Un fiore all’occhiello, molto amato da chi lo frequenta, sono le proiezioni in Piazza Grande, il cui programma “è ritmato da grandi prove d’attore” ha annunciato Chatrian. “Di volta in volta toccanti o stralunati, magnetici o coinvolgenti, divertenti o commoventi: la Piazza sarà illuminata dal talento di Noémie Lvovskye, Mathieu Amalric, Fanny Ardant, Mathieu Kassovitz, Vincent Macaignee, Vanessa Paradis, Jürgen Vogel, Irrfan Khan e Golshifteh Farahani” (solo per citare alcuni nomi, alcuni dei quali saranno presenti).

I film italiani al Locarno Festival

Dopo le due date di preapertura, in cui tutti gratuitamente hanno avuto la possibilità di assistere a ‘Goldfinger‘ di Guy Hamilton (30/07) e lunedì 31 luglio a ‘Due soldati‘ di Marco Tullio Giordana (film tv che sarà trasmesso prossimamente dalla Rai), nel corso dei giorni veri e propri della kermesse, si avvicenderanno diversi titoli italiani, dall’ultimo film di Francesca Comencini (‘Amori che non sanno stare al mondo‘, il 6 agosto in Piazza Grande) a ‘Gli asteroidi‘ di Germano Maccioni (in Concorso internazionale), o ancora due opere prime in Cineasti del presente: ‘Easy‘ di Andrea Magnani (in uscita da noi il 31 agosto) e ‘Il monte delle formiche‘ di Andrea Palladino.

Anche nelle sezioni che guardano al passato non mancheranno produzioni nostrane, compresa la chicca per i cinefili ‘La battaglia di maratona‘ di Bruno Vailati, Mario Bava e Jacques Tourneur a cui è dedicata la retrospettiva del 2017.

Le novità e gli spazi del Locarno Festival

Oltre alla storica Piazza Grande c’è una grande varietà di location: “quattro nuove sale cinematografiche segnano la svolta infrastrutturale per il Locarno Festival. Un reale potenziamento, siccome i nuovi luoghi di proiezione si affiancano a quelli esistenti, estendendo le possibilità e la flessibilità della programmazione. Penso al PalaCinema, la nuova sede del Festival – fortemente voluta dalla Città di Locarno e sostenuta dalla Regione e dal Cantone – con le sue tre sale che offrono lo stato dell’arte in materia di tecnica e comfort. Ma questo è anche l’anno dell’inaugurazione del nuovo GranRex, storico cinema locarnese”, ha raccontato il direttore operativo Mario Timbal. “A fianco di una Rotonda parzialmente rivista, presentiamo due punti d’incontro: il rinnovato Spazio Cinema (Forum) e il Locarno Garden in Città vecchia, due luoghi che saranno uniti visualmente dall’artista svizzero Kerim Seiler, che ne ha curato le colorate installazioni. In questo modo, il Festival vuole essere sempre più un evento dai molti volti, capace di stupire anche fuori dalle sale di proiezione per la ricchezza della sua offerta parallela”.

Qui il programma completo di un festival le cui parole d’ordine sono “continuità e innovazione”.

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