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L’arcobaleno di profilo, personale di Danilo Premoli fino al 24 gennaio

PREMOLI_Anno_vissuto_pericolosamente_Gennaio_Febbraio_MarzoChi ha mai visto l’arcobaleno di profilo? Non è qualcosa di consueto, ma diventa possibile con la mostra che festeggia i vent’anni dalla prima personale di Danilo Premoli.

L’arcobaleno di profilo sarà aperta al pubblico dal 4 dicembre al 24 gennaio presso lo showroom Bulthaup di Porta Nuova, in via A. Locatelli 6 a Milano. La personale presenta una selezione di opere dalle esposizioni di questi due decenni e alcuni lavori nuovi, appositamente realizzati per questa occasione.

Danilo Premoli si occupa di progettazione, design e arte, con collaborazioni con diverse aziende tra cui Stilnovo, Ceramiche Refin, Methis, Monnalisa, De Castelli,Garbarini, Prisma Architectural – Performance in Lighting, San Lorenzo, Milaniwood, Asus Computer, R.S.V.P., Laboratorio Pesaro,Tucano, Progetti, Lorenz, Coruna, Morinox, Mesa; i suoi lavori sono stati selezionati per mostre di arte e design e pubblicati in cataloghi e riviste. È autore del progetto Milano Design Plaza. 

Nel 1999 ha vinto il Premio “Smau Icograda Excellence Award” a Milano con il mouse-pad “life outside” e nel 1996 il Premio “Accent on Design” all’International Gift Fair di New York con il sistema di contenitori “Ubiquo”. Su invito dell’Adi Associazione Disegno Industriale, fa parte dell’Osservatorio del Design (che cura la selezione dei prodotti per gli “Adi Design Index” e il Compasso d’Oro) e di Adi Lombardia (che ha pubblicato l'”Adi Lombardia Design Codex 001″, Milano 2010); attualmente è impegnato anche nell’Atelier dell’Innovazione Adi. Ha fatto parte del team che ha progettato e realizzato i portali OfficeBit (il primo portale verticale dedicato all’arredo ufficio) e LightingBit (portale dedicato all’illuminazione).

Nell’immagine “Un anno vissuto pericolosamente” (2006): i 365 fogli del calendario di “Un anno vissuto pericolosamente” sono entrati in contatto con i quattro elementi della Natura: terra, acqua, fuoco, aria, e ne sono rimasti, più o meno, impressionati: gennaio, febbraio e marzo – inverno sono stati sepolti per 1 mese nella terra; i mesi del secondo trimestre – primavera sono stati immersi per 1 giorno nell’acqua; luglio,gosto e settembre – estate sono stati bruciati per 1 secondo dal fuoco; i rimanenti autunno sono stati esposti per 1 anno all’aria. I singoli fogli (o quel che ne è rimasto) sono poi stati infilati in una busta di plastica trasparente per preservarli da ulteriori aggressioni del Tempo. I giorni imbustati, divisi per mesi, sono quindi stati montati su dodici tele dipinte in acrilico nel colore oro.

L’elenco completo delle mostre e la raccolta degli scritti critici è consultabile nel sito dell’autore.

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