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Giornate FAI di Primavera a Milano e Lombardia: i luoghi aperti e gli eventi in programma

Redazione 6 mesi fa
giornate fai primavera

La primavera è finalmente iniziata, con i suoi colori vivaci e il profumo dei giardini fioriti. Per godere appieno la bellezza del nostro patrimonio culturale e paesaggistico tornano in Italia le Giornate FAI di Primavera, previste per sabato 26 e domenica 27 marzo 2022. La data è resa ancora più speciale dal fatto che quest’anno ricorrono i trent’anni delle Giornate FAI di Primavera!

In tutta Italia 700 luoghi in 400 città città saranno aperti grazie ai volontari del Fondo Ambiente Italiano, visitabili con un contributo non obbligatorio di minimo 3 euro, a sostegno dell’attività della Fondazione. I luoghi visitabili durante le giornate sono in parte inaccessibili al pubblico, mentre quelli normalmente aperti vengono mostrati dalle guide FAI attraverso visite tematiche.

Solamente in Lombardia saranno oltre 140 i luoghi visitabili, di cui 25 solamente a Milano e dintorni. Le aperture comprendono palazzi, chiese, castelli, aree archeologiche, giardini, architetture industriali, bunker e rifugi antiaerei, botteghe artigiane, musei e interi borghi.

Giornate FAI di Primavera 2022: come partecipare

I posti per partecipare alle visite guidate sono a numero chiuso: al fine di garantire la sicurezza di tutti è consigliata la prenotazione; alcune aperture richiedono la prenotazione obbligatoria. Sul sito ufficiale del FAI è possibile prenotare l’ingresso agli eventi su fascia oraria.

Alcuni eventi sono riservati agli iscritti FAI. L’iscrizione si può effettuare dal sito web o direttamente sul luogo dell’evento prima dell’ingresso al costo di 39 € (quota annuale). Per tutti gli ingressi è obbligatorio il Super Green Pass.

Giornate FAI di Primavera 2022 a Milano e dintorni: i luoghi

Palazzo Edison

Foro Buonaparte 31, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30. Turni di visita ogni 15 minuti per massimo 15 persone

Cosa: Costruito su progetto dell’architetto Enrico Combi tra il 1891 e il 1892 per conto della Società Strade Ferrate del Mediterraneo, nel 1923 il palazzo fu acquistato dalla Società Edison. Di particolare interesse risultano la Sala Azionisti, con la copertura a vetri colorati in stile liberty e la Sala Consiglio denominata anche Sala Fontana, perché al suo interno si trova una fontana in marmo che, oltre ad avere una funzione decorativa, serviva, grazie all’acqua emessa dalle numerose bocchette, ad assorbire il fumo dei sigari e delle sigarette consumati nel corso delle riunioni. Recentemente sono state completate due nuove aree: l’Orangerie destinata a uso uffici e la Caffetteria.

Palazzo INPS

Via Brera 15, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 17.30. Ultimo ingresso alle 17:30.

Cosa: Realizzato tra 1928 e 1931 su progetto di Marcello Piacentini, è un esempio significativo di architettura razionalista nonché luogo iconico della città. Mai aperto al pubblico se non in occasione di visite scolastiche, le Giornate FAI permetteranno di scoprirne i molteplici tratti, dalla facciata austera scandita da colonne ioniche e ornata da bassorilievi, fino alle ali laterali di matrice stilistica romana. I visitatori potranno apprezzare la sala rotonda, con l’orologio progettato da Piacentini e affiancato da due geni alati, e i pavimenti con tessiture di marmi bianchi e neri disposti a raggiera; potranno inoltre percorrere la monumentale scala elicoidale impreziosita dalla figura lignea del fanciullo con cornucopia realizzata dal raffinato ebanista Mario Quarti e scoprire la sala riunioni che affaccia su piazza Missori.

Palazzo Orsini sede di Giorgio Armani SpA

Via Borgonuovo 11, Milano

Visite: sabato e domenica dalle o10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30. Visita riservata agli iscritti FAI

Cosa: Il palazzo storico in via Borgonuovo, roprietà di Giorgio Armani dal 1996, è tra le più prestigiose dimore milanesi di origine seicentesca. L’ampia facciata fu disegnata da Luigi Clerichetti a metà XIX secolo ed è scandita da finestre con eleganti cornici concluse al piano nobile da architravi, timpani e lunette. Il cortile risale all’intervento seicentesco, mentre gli interni sono stati realizzati da Luigi Canonica alla fine del Settecento; tra gli elementi architettonici più rilevanti si distingue lo scalone d’onore a doppia rampa illuminato dalla lanterna che si apre sulla cupola sovrastante. Al piano nobile si trovano numerose sale finemente decorate, tra cui lo spogliatoio a pianta ovale dotato di arredi ottocenteschi e soffitto affrescato da Andrea Appiani con il motivo Amore trionfante (1787). Il percorso di visita contempla anche l’affaccio sul giardino privato di casa Armani, che confina con l’Orto Botanico di Brera.

Ippodromo SNAI San Siro

Piazzale dello Sport 6, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Cosa: Di proprietà di Snaitech, l’Ippodromo Snai San Siro è da oltre un secolo tra i più prestigiosi palcoscenici ippici internazionali nonché l’unico al mondo a essere stato dichiarato “monumento di interesse nazionale”. Progettato dall’architetto Paolo Vietti Violi e realizzato interamente in stile Liberty, è stato inaugurato nel 1920 ed è composto da piste di gara, di allenamento, tribune e scuderie, immersi in un parco di circa 1.500.000 mq. Sulle sue piste, considerate tra le più selettive al mondo, hanno corso, lottato e vinto alcuni tra i più grandi purosangue e dei più abili fantini della storia dell’ippica. Dal 1999 il complesso ospita la scultura di Nina Akamu Cavallo di Leonardo, realizzata sulla base dei disegni di Leonardo da Vinci per il monumento – mai completato – dedicato a Francesco Sforza. I visitatori potranno ammirare anche i meravigliosi Cavalli di Design, riproduzioni in scala del Cavallo di Leonardo personalizzate da artisti di fama internazionale, e ripercorrere la storia dell’Ippodromo attraverso la mostra “100 anni di emozioni”.

Villa Simonetta

Via Stilicone 36, Milano

Visite: sabato e domenica dalle ore 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Cosa: Nota in passato con il nome di “villa dell’Eco”, in virtù di un particolare fenomeno acustico che nel Seicento ne fece meta di scienziati e curiosi di tutto il mondo, è l’unico esempio lombardo di villa patrizia rinascimentale suburbana. Edificata probabilmente nel Quattrocento, vide il momento di più glorioso sviluppo architettonico nei primi del ‘500 con Ferrante Gonzaga, governatore di Milano, che chiamò l’architetto di fiducia Domenico Giunti per ristrutturarla e farne una “villa di delizie”. Dopo allora conobbe molti passaggi di proprietà e destinazioni d’uso – da ospedale a fabbrica di candele a osteria – fino ai danni provocati dai bombardamenti aerei nel 1943. La sua storia fu da sempre avvolta dal mistero di numerose leggende, specialmente legate alla figura di Clelia Simonetta e ai suoi amanti, misteriosamente scomparsi. Acquistata nel 1959 dal Comune di Milano, venne infine assegnata nel 1973 alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, di cui è tutt’ora sede.

Panifici Militari presso Caserma XXIV Maggio

Via Vincenzo Monti 59, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 13 alle 19. Ultimo ingresso alle 18:30.

Cosa: Fatto realizzare nel 1894 dalla Società Fondiaria Milanese, nell’ambito del progetto “Quartiere delle Milizie” di fine ‘800, il “Panificio militare” si presenta come una struttura all’avanguardia per l’epoca, dotata di 8 forni ed elevatori per il trasporto ai vari piani superiori di grani e farine. Al piano intermedio si trovavano i magazzini per la conservazione delle materie prime, mentre il secondo ospitava 5 macinatoi. La caserma produceva il pane e lo distribuiva in tutte le caserme della Lombardia, per un totale di oltre 70 quintali al giorno; nel corso della Seconda Guerra Mondiale ha garantito il sostentamento dell’intera città. Con la chiusura tra il 1954 e il 1957 degli ultimi sei panifici militari, quello milanese subì la stessa sorte e le Giornate di Primavera saranno un’occasione eccezionale per visitare un luogo simbolico della città, che ha consentito a molti giovani di apprendere i mestieri di mugnaio, panettiere, fornaio, contabile e macellaio, e che permane profondamente radicato nel cuore dei milanesi.

Monastero Della Visitazione Santa Maria

Via Santa Sofia 1, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18:30. Ultimo ingresso alle 17:30. Visita riservata agli iscritti FAI

Cosa: arrivate a Milano nel 1713, le monache di Santa Maria della Visitazione (le visitandine) si imposero da subito come il più importante luogo di formazione delle giovani milanesi tra i 43 monasteri presenti a Milano tra la fine del 700 e la fine dell’800. In questo periodo le mura della clausura videro passare oltre 300 educande. Nato tardo barocco con il grande corridoio con altissima volta a botte che ricorda quelli del palazzo di Brera alla semplicità degli interni alterna dettagli cesellati come il lavabo nei pressi del refettorio fino al ricco altare della chiesa con riferimenti sia a temi mitologici quali il pellicano che si strappa la carne dal petto per darla ai suoi piccoli metafora di Cristo che dona il suo corpo ai fedeli, che al mondo del teatro con la scritta che sovrasta il tabernacolo “sic dilexit”. Si visiteranno il cortile, la chiesa e la parte dedicata alla clausura. All’interno, il parlatorio con la ruota che permetteva alle educande di mantenere un minimo contatto con la città.

Locanda Officina Monumentale – Lom

Via Galileo Ferraris 1, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Cosa: LOM, ex cascina pertinenziale al Cimitero Monumentale divenuta poi officina, in seguito luogo dismesso, è frutto di un attento intervento di recupero urbano, inserito nella mappa dei luoghi della manifattura milanese. LOM nasce dall’incontro tra Andrea Borri, Michele Borri, Stefano Micelli e Alfredo Trotta e incarna un’idea di futuro artigiano in cui produttività, ricerca, sperimentazione, comunicazione e osmosi con l’esterno si incontrano per potenziarsi a vicenda. Il restauro conservativo di LOM è stato curato e diretto dallo studio Andrea Borri Architetti. Grandissima attenzione è stata posta alle tematiche del recupero e del rispetto dell’originalità del luogo. La visita permetterà di ammirare il giardino, dove le specie vegetali, i camminatoi realizzati con le pietre recuperate dal cantiere, i mobili da esterno in legno recuperato dalle vecchie travi dell’edificio inviano un messaggio di collaborazione e sostenibilità, rafforzato dall’aspetto “sinfonico” della facciata. Sarà possibile poi entrare negli spazi di lavoro e di incontro distribuiti sui tre piani. Una vista inedita sul Cimitero Monumentale da un lato e sulla piccola Scuola di Circo dall’altro, la minimale completezza delle camere della Locanda svelano una nuova idea di lavoro.

Certosa Di Garegnano

Via Garegnano 28, Milano

Visite: sabato dalle 10 alle 17 e domenica dalle 13 alle 17. Ultimo ingresso alle 16:30.

Cosa: la Certosa venne fondata nel 1349, da Giovanni Visconti, Arcivescovo e Duca di Milano, che ne fece dono, con altri suoi beni personali, all’Ordine Certosino. Nel 1388 Luchino Novello Visconti, nipote di Giovanni, considerato il secondo fondatore, dona alla sua morte, tutti i suoi beni ai certosini. Nel sec. XV, l’aspetto della Certosa venne completamente trasformato. Del complesso della Certosa, poco rimane, infatti oggi si presenta in forme molto diverse, tra rinascimentali e barocche. All’interno, celebre è la decorazione ad affresco, costituita da due distinti cicli pittorici, il primo del manierista Simone Peterzano, maestro del celebre Caravaggio (1578) e il secondo del maggiore interprete del barocco milanese del pieno seicento, Daniele Crespi (1629). Nel corso dei secoli e con molti cambiamenti, qui sono giunti illustri personaggi quali Petrarca, che proprio in questo “rifugio amenissimo e saluberrimo cinto da ogni parte da fonti modeste e limpide” si dedicò al “Canzoniere” e Stendhal che accompagnò Lord Byron che “impazzì per le scene pittoriche”. Oggi perfettamente restaurata, è un vero e proprio gioiello milanese, contraddistinto da un’assoluta coerenza stilistica, frutto della riuscita integrazione fra architettura e pittura.

MUMAC – Museo della macchina per caffè Gruppo Cimbali

Via Pablo Neruda 2, Binasco (MI)

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.30 (visite ogni 30 minuti)

Cosa: grazie al Gruppo CIMBALI, il MUMAC (MUseo della MAcchina per Caffè) apre le sue porte alle Giornate del FAI. Nato nel 2012, in occasione dei cento anni di attività del Gruppo e grazie alla lungimiranza del suo presidente, Maurizio Cimbali, il museo dispone di una collezione unica al mondo di macchine da caffè professionali. Una esposizione capace di offrire un’esperienza completa, un viaggio nel tempo di oltre un secolo, nel quale si intrecciano storia, societa`, tecnologia e design di un made in Italy, l’Espesso, vero e proprio brand della cultura italiana nel mondo.

Il Borgo di Binasco e il Castello

Via Matteotti, Binasco (MI)

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 17.30

Cosa: un breve percorso conduce i gruppi dei visitatori nel borgo di Binasco, illustrandone le caratteristiche e i principali eventi storici. La visita si conclude al Castello Visconteo, che accoglie i visitatori per la narrazione della tragica sorte di Beatrice da Tenda, con la dimostrazione di danze medievali (della Compagnia del Passo Antico) e con la storia del castello fino all’epoca napoleonica.esposizione capace di offrire un’esperienza completa, un viaggio nel tempo di oltre un secolo, nel quale si intrecciano storia, societa`, tecnologia e design di un made in Italy, l’Espesso, vero e proprio brand della cultura italiana nel mondo.

Biblioteca Del Parco Sempione

Via Miguel de Cervantes, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Cosa: Immersa nel verde, la Biblioteca del Parco, definita anche “biblioteca giardino”, sorge sulla sommità del Monte Tordo nel Parco Sempione, quasi nascosta alla vista dei passanti. L’edificio, realizzato nel 1954 in occasione della X Triennale come Padiglione di Soggiorno o infrastruttura ricreativa, è uno degli interventi più interessanti costruiti a Milano negli anni Cinquanta con la tecnica del cemento armato a vista e l’ambizioso intento di raggiungere l’unità delle arti. Progettato dagli architetti comaschi Ico Parisi e Silvio Longhi e dall’ingegnere Luigi Antonietti. Si ammirerà l’esterno, rapportando l’edificio, per poi accedere all’interno che conserva integra la funzionalità della soluzione spaziale nonostante il perduto arredo originale. Una sosta nel patio permetterà di osservare la presenza di opere scultoree che dialogano con le forme dell’architettura. L’ultima tappa, dopo una breve presentazione del Monumento di Napoleone III (Barzaghi, 1890), suggerirà altri percorsi possibili all’interno del Parco tra le numerose opere artistiche che rendono questo spazio verde urbano un vero museo a cielo aperto.

Cittadella degli Archivi

Via Gregorovius 15, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17:30.

Cosa: la struttura, che occupa un’area di circa 20.000 mq nel quartiere Niguarda, periferia Nord di Milano, risale al 1964. Aperto al pubblico nel 2016, il polo archivistico del Comune di Milano custodisce attualmente circa 80 km lineari di documenti per un totale di 500.000 buste. Di particolare pregio è il cosiddetto “Fondo Storico”, costituito da migliaia di fascicoli oggetto di costante studio e valorizzazione, che raccoglie la documentazione amministrativa dal 1802 (anche se in alcune pratiche sono presenti carte
risalenti al Cinquecento) al 1927. Attualmente è in fase di realizzazione un nuovo impianto di archiviazione, che porterà l’intero complesso della Cittadella a circa 190 km lineari complessivi di documenti. Il nuovo polo prenderà il nome di Mi.MA – Milano Metropolitan Archives – e sarà una novità assoluta nel mondo degli archivi. È infatti la prima volta che si realizza un impianto archivistico di queste dimensioni. Durante la visita si potranno ammirare documenti, mappe, fotografie, manifesti, oltre all’impianto di archiviazione interamente meccanizzato: 40 km lineari di fondi – 200.000 faldoni per un totale di circa due milioni di pratiche e fascicoli – gestiti da un archivista speciale, Eustorgio. Un robot di ultima generazione dotato di intelligenza artificiale. Capace di estrarre in maniera automatica le unità presenti in ciascuna delle otto lunghe corsie d’acciaio del suo deposito, Eustorgio contribuisce a fare di Cittadella uno dei più grandi archivi meccanizzati d’Europa.

Torre Gorani

Via Brisa 731, Milano

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18. Ultimo ingresso alle 17. Riservato agli iscritti FAI

Cosa: la Torre, risalente all’XI secolo, si erge sui resti del palazzo imperiale fatto costruire dall’imperatore Massimiano nel III sec. d.C. ed è ciò che rimane di Palazzo Gorani, un’ampia dimora che prese il nome dalla famiglia che vi abitò nel XVII secolo. I bombardamenti del 1943 distrussero il palazzo, lasciando solo il portale barocco, qualche muro e la torre. Dopo quarant’anni di abbandono, l’area e le testimonianze delle sue diverse stratificazioni hanno ora trovato la loro piena valorizzazione. Un’esperienza unica e straordinaria che permetterà, oltre all’esclusivo accesso alla Torre, di conoscere e scoprire il modernissimo contesto urbano in cui è inserita. Tramite una nuovissima scala elicoidale si potrà infatti salire in cima e godere di una magnifica vista sullo skyline di Milano, dal Castello Sforzesco a Torre Velasca, e ammirare dall’alto i resti di quest’area ricca di storia.

Attrezzeria Rancati

Via Ghisolfa 87, Cornaredo (MI)

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 18

Cosa: L’Attrezzeria scenica “E.Rancati” è posizionata nel territorio di Cornaredo, area industriale e commerciale. Con il termine attrezzeria si indica quell’insieme di oggetti di scena: armi, mobili, gioielli, oggettistica, che si utilizzano per le rappresentazioni teatrali e cinematografiche. Visitare l’attrezzeria E.Rancati da quattro generazioni della famiglia Sormani, equivale a ripercorrere 150 anni di storia del teatro, del cinema italiano ed internazionale, della televisione, della pubblicità, della moda e degli eventi, attraverso spade, armature, gioielli, arredi ed oggetti di vario tipo, utilizzati nelle più celebri produzioni. La bottega solitamente non è aperta al grande pubblico, per cui le Giornate Fai di Primavera sono un’occasione davvero unica per scoprire un fiore all’occhiello della produzione artigianale italiana, apprezzata in tutto il mondo.

Passepartout a Gaggiano tra storia e arte

Ritrovo davanti al Santuario di Sant’Invenzio, Piazza della Chiesa, Gaggiano (MI)

Visite: sabato e domenica dalle 10 alle 17

Cosa: le visite si svolgeranno nel borgo di Gaggiano, in milanese “Gaggian”, comune dell’Abbiatense attraversato dal Naviglio Grande e, per tale contesto paesaggistico, anche detto la “Piccola Burano”. Fil rouge del percorso saranno proprio le acque del naviglio, da sempre e tutt’ora fattore caratterizzante la geografia di questo territorio, risorsa preponderante ed indispensabile per l’economia e la vita quotidiana degli abitanti del comune, e non solo. Il percorso di visite in programma per l’edizione 2022 delle Giornate di Primavera Fai avrà quale luogo di partenza il Santuario di Sant’Invenzio, del quale sarà visitabile anche l’interno sapientemente e riccamente decorato, e del quale verranno illustrate storia e caratteristiche architettoniche e artistiche. Sarà poi possibile visitare, in via del tutto eccezionale (in quanto trattasi di proprietà privata adibita in parte ad abitazione familiare) la Villa Marino ed il suo parco. I visitatori potranno ammirare anche alcuni degli ambienti interni e percorrere l’imponente scalinata che conduce alle due principali sale del piano superiore, che conservano ancora oggi parte dell’originaria decorazione pittorica settecentesca. Successivamente si percorrerà il Ponte Vecchio, raggiungendo l’altra sponda del naviglio, per poi proseguire con la visita alla sala consiliare del Comune di Gaggiano, altra apertura esclusiva in occasione delle Giornate Fai, dove ammirare l’affresco della Madonna della Barbattola. Infine, il percorso terminerà con la visita all¿esterno di Palazzo Venini Uboldi e con la visita con ingresso del piccolo ma prezioso Oratorio di San Francesco che si conserva al suo interno.

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