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C’era un ragazzo da 2 milioni di fan: Gianni Morandi fa autoscatto alla Bocconi

Gianni Morandi Milano

Gianni Morandi Milano

Credo ci siano quindicenni che mi seguono e non sanno neanche che lavoro io faccia. Pensano sia un personaggio di Facebook. Magari le loro mamme gli dicono: “Vedi, quello lì cantava!”.

Gianni Morandi sale sul palco dell’aula magna alla Bocconi di via Roentgen ed è subito una pioggia di applausi. Come se davvero davanti ai giovani universitari ci fosse una youtube star. Di fatto, però, il cantante di Monghidoro una star del web lo è davvero: la sua pagina Facebook – che, Gianni vuole continuare a ribadirlo, viene gestita in casa con la moglie Anna senza alcun social media team e simili – ha sfondato il tetto dei 2 milioni di fan. Sono per la precisione 2.308.665 al momento in cui scriviamo.

E Morandi è stato chiamato proprio dalla Scuola Superiore Universitaria della Bocconi e da SDA Bocconi School of management a raccontare la sua esperienza. Con lui sul palco Andrea Rurale, direttore del Master in arts management and administration (Mama) di SDA Bocconi, e Antonella Carù, direttore della Scuola superiore universitaria Bocconi, che lo intervistano.

Sorridente, ironico anche con se stesso, e molto schietto, esordisce subito con una battuta: “Mi avete chiamato qui a parlarvi ma sono davanti ai Bocconiani, siete voi che dovete insegnare a me!”. Ma quando comincia a raccontare l’esperienza della pagina Facebook Gianni Morandi si intuisce subito che ha già decifrato molto bene i meccanismi del social. “E’ vero che quando ho pubblicato informazioni su un mio prossimo concerto ho venduto 7-mila biglietti in poco tempo, ma il numero maggiore di like lo raccolgo con le foto di me che curo l’orto o pelo le patate!”. Immagini scattate, spesso, dalla moglie Anna, diventata famosa suo malgrado.

Gianni Morandi su Facebook: la routine quotidiana

Non c’è – apparentemente – una strategia editoriale dietro, Morandi però svela qualche particolare della sua routine quotidiana sul social: “Penso la mattina a quale foto pubblicare, ma diventa sempre più difficile trovarne una ogni giorno. Allora mi chiedo: cosa metto oggi? Ok, io che poto l’albero!”, ammette ridendo. “E poi la sera, verso le undici, rispondo ai commenti. Gli insulti? Anche a quelli. Non mi arrabbio, mi diverto, se qualcuno mi dice di andare in pensione lo tratto con i guanti bianchi e gli scrivo: beh sì forse hai ragione, tra un po’…

Se il Gianni casalingo piace, diverte e scatena discussioni, cos’è Facebook per il cantante Morandi? “Ho capito che molte cose che scrivo vengono poi riprese dalla stampa, si è invertito il modo di fare, forse non c’è più bisogno di fare interviste?

I social amplificano tutto, non è sempre detto però che aiutino davvero a emergere. Siamo davanti a una platea di giovani e ovviamente il pensiero di Morandi va a loro, ai talenti di oggi che spesso però non riescono a emergere. E’ il paradosso del web 3.0: “Sei in contatto con tutti ma anche in concorrenza con il mondo. Io ho iniziato a tredici anni perchè il barbiere del mio paese ci faceva cantare, e poi le orchestrine, le 500 lire. Ho iniziato perchè volevo andare via, volevo viaggiare”.

Uno su mille ce la fa? No anche di più se si persegue un obiettivo

Oggi il mondo è in casa ma occorre farsi molto più spazio per raggiungerlo. E allora, prende il microfono una studentessa fresca di laurea, davvero solo “Uno su mille ce la fa?”.

No, anche di più, spiega Gianni, se si persegue con costanza un obiettivo. E poi imbraccia la chitarra e la dedica, lui settantunenne voce della musica leggera italiana, a una platea di nativi digitali o quasi, tutti svelti ovviamente a riprendere con smartphone e tablet d’ordinanza.

E poi è la volta di C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones: “Franco Migliacci non voleva che la facessi, tu sei il cantante dell’amore, diceva” -, di un divertente duetto con uno studente sulle note di Fatti mandare dalla mamma – “ma tu non sei della Bocconi, sei Zelig!” – e di Un mondo d’amore – “Non sarebbe bello se i governanti di oggi seguissero i comandamenti di questa canzone?”.

Il finale, però, non poteva che essere uno. Perchè mentre Gianni suona le ultime note alla chitarra i ragazzi cominciano a lasciare le proprie poltrone e a raggiungerlo sottopalco. E’ l’ora dell’autoscatto collettivo. Lo trovate, ovviamente, sulla pagina di Gianni.

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