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François Cluzet sfida il mare e i pregiudizi nel film In solitario

in_solitarioFondata da Philippe Jeantot nel 1989, la Vendée-Globe è una regata per barche a vele che consiste in una circumnavigazione completa di quattro mesi, in solitario senza possibilità di attracco o di assistenza esterna, pena l’esclusione. Si svolge ogni quattro anni in condizioni estreme, lungo la clipper route, da Les Sables-d’Olonne giù per l’Oceano Atlantico fino al Capo di Buona Speranza e poi di nuovo verso la Francia passando per il mito, Capo Horn.

Ad affrontare i “50 urlanti” a sud dell’Atlantico nel film In solitario è Yann Kermadec (François Cluzet), lo skipper che a 57 anni vede realizzarsi il sogno di una vita: è chiamato a sostituire Franck Drevil (Guillaume Canet) alla partenza della Vendée Globe.

Ѐ animato da un furioso desiderio di vincere, ma in piena gara, scopre a bordo la presenza di un passeggero clandestino: è il sedicenne Mano Ixa (Samy Seghir) che vuole disperatamente raggiungere la Francia.

L’esordio alla regia di Christophe Offenstein strizza l’occhio a Quasi amici, il film del 2011 di Nakache che ha reso noti al grande pubblico proprio François Cluzet e Omar Sy e di cui ripropone i temi della diversità, dell’accettazione dell’altro, della solitudine. Non a caso anche in questo film Cluzet incarna un eroe burbero dal cuore tenero, che affronta il vuoto assoluto dell’oceano e fotografa i tramonti con l’Ipad per la figlioletta. L’interpretazione dell’attore francese è perfetta, eppure il risultato finale è una pellicola godibile, ma semplicistica che strategicamente si interrompe precocemente(96 minuti), quando la ripetitività delle sequenze comincia a farsi sentire.

Interessantissima la scelta di girare interamente In solitario su una barca che ha davvero partecipato alla Vendéè-Globe: gli spazi ristretti hanno costretto il regista a preparare i tagli della sceneggiatura e le inquadrature in modo molto preciso e a girare con la spalla in camera: le immagini asciutte comunicano in modo efficace, secco, la vita in solitario e lo spirito della competizione.

 Il nostro voto: 6

Una frase:

Yann: “È il mio Capo Horn in solitario”

Mano: “In solitario a due!”

Per chi: ha amato “Quasi amici”

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