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Film in uscita nel weekend: le novità da giovedì 7 dicembre 2017

Film in uscita nel weekend
Doto tratta da 'L'insulto' di Ziad Doueiri

Avete voglia di cinema e non sapete per cosa optare? Cercate una serata di puro divertimento grazie al grande schermo o un film che riesca a unire più anime? Come ogni giovedì, Milano Weekend vi segnala eventi cinefili e nuove uscite in sala nella nostra città: un nuovo appuntamento con lo #spiegonecinema.

Ecco cosa vedere al cinema a Milano dal 7 dicembre 2017

Alcuni consigli sui film in uscita

— Free Fire di Ben Wheatley

Amate l’azione? Allora Free Fire fa al caso vostro. “1978. Sulle strade di Boston a notte fonda, un camion sfreccia verso l’area portuale scortando due fratelli di origini irlandesi fino al molo. Bernie (Enzo Cilenti), al volante, impreca contro gli altri automobilisti, mentre Stevo (Sam Riley), sul sedile passeggeri, si lecca le ferite riportate nella rissa del giorno prima. Ad attenderli sul luogo dell’appuntamento, Frank (Michael Smiley), cognato di Stevo, il socio in affari Chris (Cillian Murphy) e l’intermediaria Justine (Brie Larson). Un uomo ben curato, polo e giacca sportiva, si avvicina alla banda per conto del commerciante d’armi che deve incontrare. L’emissario si chiama Ord (Armie Hammer) e terminate le presentazioni, perquisisce i “clienti” in cerca di microfoni nascosti” (dalla trama). Volutamente ci fermiamo qui rispetto al plot perché l’evoluzione è da godersela a suon di sparatorie. Free Fire risponde perfettamente ai canoni del genere.

— Il Premio di Alessandro Gassmann

“Nessuno basta a se stesso”: potrebbe volerci una vita intera per capirlo o anche “solo” un viaggio, ma in fondo cos’è la nostra esistenza se non questo? Questa riflessione ce l’ha indotta una delle battute chiave de Il premio, opera seconda di Gassmann. Il lungometraggio richiama lo spirito della commedia all’italiana, rendendolo proprio, forte anche di un parterre di attori che ben ne suona le corde. Su tutti spicca Gigi Proietti (eccelso nel rendere anche cinismo, malinconia e silenzi), a ruota lo seguono Rocco Papaleo, Gassmann, Anna Foglietta. Tutto parte da qui: “il terrore dell’aereo e la prospettiva di un volo cadenzato da scossoni e turbolenze, convincono Giovanni Passamonte (Proietti) incensato scrittore di fama internazionale, a intraprendere un lungo viaggio in auto fino in Svezia. Destinazione: Stoccolma, Sala dei concerti, per la cerimonia di consegna dei premi Nobel. Insignito dell’ambito Premio per la letteratura, Passamonte convince il fidato assistente Rinaldo (Papaleo) a raggiungere la penisola scandinava prendendo l’autostrada” (dalla sinossi). L’uomo, a causa di un incidente capitato al segretario, è “costretto” a incaricare il figlio Oreste (Gassmann) – ex olimpionico e proprietario di una palestra in fallimento – affinché si metta alla guida. A loro si aggiunge “Lucrezia (Foglietta) blogger nevrotica e inconcludente”. Un on the road nei fatti lungo dall’Italia alla Svezia, viste anche le deviazioni, sarà l’occasione per far i conti con se stessi e con gli altri, il tutto col giusto equilibrio tra profondità e leggerezza, senza tralasciare le frecciate ad alcune derive contemporanee (in primis il desiderio di “resistere” al tempo).

Completano il cast Matilda De Angelis,  Erika Blanc, Andrea Jonasson e Marco Zitelli.

— L’insulto di Ziad Doueiri

Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile a Kamel El Basha al Festival di Venezia 2017, ed è solo uno dei tanti riconoscimenti che quest’opera ha ricevuto. Quando l’abbiamo visto alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia effettivamente ci aveva conquistato per l‘asciuttezza del racconto, affrontando lo scottante tasto della convivenza tra cristiani e palestinesi.

“Un litigio nato da un banale incidente porta in tribunale Toni (Adel Karam) e Yasser (Kamel El Basha). La semplice questione privata tra i due si trasforma in un conflitto di proporzioni incredibili, diventando a poco a poco un caso nazionale, un regolamento di conti tra culture e religioni diverse con colpi di scena inaspettati. Toni è un libanese cristiano e Yasser un palestinese. Al processo, oltre agli avvocati e ai familiari, si schierano due fazioni opposte di un paese che riscopre in quell’occasione ferite mai curate e rivelazioni scioccanti, facendo riaffiorare così un passato che è sempre presente”. Il regista è abile nel porre gli accenti nei punti giusti senza mai strafare, avvicinando a noi – apparentemente lontani – la storia.

Curiosità: è il candidato libanese alla corsa agli Oscar 2018.

— Loveless di Andrey Zvyagintsev

Premio della Giuria al Festival di Cannes 2017, l’ultimo lavoro del regista russo (noto per ‘Il ritorno’  Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia del 2003 e ‘Leviathan’ del 2014) si propone come ritratto implacabile e lucido della Russia attuale. “Zhenya (Maryana Spivak) e Boris (Aleksey Rozin) stanno per separarsi. Non si tratta però di una separazione pacifica, carica com’è di rancori, risentimenti e recriminazioni. Entrambi hanno già un nuovo partner e sono impazienti di voltare pagina, di iniziare una nuova fase della loro vita. C’è però un ostacolo difficile da superare: il futuro di Alyosha, il loro figlio dodicenne, che nessuno dei due ha mai veramente amato. Il bambino un giorno scompare” (dalla scheda). Tramite l’arma del dramma familiare capitato a persone comuni, il cineasta punta il dito contro l’intera società, senza aver timore di smascherarne le ipocrisie (ad esempio Boris non è propenso al divorzio in quanto l’azienda dove lavora pretende che si sia regolarmente sposati, pena la perdita del posto).

— Suburbicon di George Clooney

Altro film che arriva nei nostri cinema dopo esser stato presentato a Venezia74. Clooney colleziona così la sua nona regia, prendendo le mossa da una sceneggiatura storica dei Fratelli Cohen (datata 1986), riattualizzata dallo stesso in chiave socio-politica e avvalendosi di amici-colleghi feticci come Matt Damon e Julianne Moore. “Suburbicon è lo specchio ideale di un gioioso sobborgo californiano degli anni ’50, dove il meglio e il peggio dell’umanità si riflettono nelle azioni della gente comune. Ma dopo un misterioso omicidio, una famiglia apparentemente perfetta è costretta a ricorrere al ricatto, alla vendetta e al tradimento per sopravvivere” (dalla sinossi).

Per chi ama le black comedy create da Clooney è da non perdere.

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