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Federico Buffa racconta le Olimpiadi del ’36 al Menotti

AvatarMarco Valerio 6 anni fa

federico-buffaLo abbiamo conosciuto come stimato e competente cronista di basket NBA al fianco di Flavio Tranquillo ai microfoni di Tele Più prima e Sky dopo, lo abbiamo ammirato come straordinario story teller in occasione delle Storie Mondiali che hanno anticipato il Campionato del Mondo di calcio 2014 e ora lo riscopriamo come narratore teatrale.

Stiamo parlando di Federico Buffa, uno dei giornalisti sportivi più amati e versatili del panorama contemporaneo, che si prepara a fare il suo debutto a teatro, segnatamente al Teatro Menotti per raccontare una storia incredibile: quella delle Olimpiadi di Berlino del 1936.

Milanese di nascita e milanista di fede calcistica, Federico Buffa affabula e conquista il pubblico con il suo stile avvolgente ed evocativo. Lo spettacolo, partendo dalla narrazione di una delle edizioni più controverse dei Giochi Olimpici, quella del 1936, racconta una storia di sport e di guerra.

“Le storie dello sport, sono storie di uomini. Sono storie che scorrono assieme al Tempo dell’umanità, seguono i cambiamenti e i passaggi delle epoche, a volte li superano. – spiega Federico Buffa – È capitato a Berlino nel ‘36 quando Hitler e Goebbels volevano trasformare le loro Olimpiadi, o quello che credettero fossero le “loro” Olimpiadi, nell’apoteosi della razza ariana e del “nuovo corso”. E invece quelle Olimpiadi costruirono i simboli più luminosi dell’uguaglianza. Il primo giorno di gara due atleti neri sul podio del salto in alto Cornelius Jonshon e Dave Albritton. Al secondo giorno qualcuno consigliò il fuhrer sul fatto che non era proprio più il caso di salutare personalmente gli atleti vincitori di medaglie. Jesse Owens di medaglie ne vinse addirittura 4, due record mondiali e un record olimpico e il tutto documentato e in diretta con le immagini di Lene Riefensthahl: la sua libertà creativa ha consentito di regalare all’umanità la straordinaria smorfia di disappunto di Hitler al terzo oro di Owens. Mentre in quella stessa estate del ‘36 il mondo assisteva in colpevole silenzio alla tragedia della guerra civile spagnola e la pace scricchiolava sull’asse Roma Berlino Tokyo, le Olimpiadi illuminavano il cielo con un’altra storia, forse la più incredibile. Due atleti giapponesi arrivarono primo e terzo alla maratona di Berlino. Alla premiazione mentre ascoltavano l’inno la loro testa era china. Non erano giapponesi, erano Coreani. Il vincitore Sohn Kee Chung, 52 anni dopo portava dentro lo stadio di Seul la fiamma olimpica del 1988 indossando come una seconda pelle e finalmente la maglia della sua nazione, la Corea. Le storie dello sport sono storie di uomini, scorrono assieme al tempo, ma a volte lo fermano quasi a chiedere a tutti una riflessione, una sospensione. Non è andata così”.

Buffa racconta le Olimpiadi del ’36 sarà in scena al Teatro Menotti dal 16 al 18 gennaio.

PREZZO UNICO: 26,50 euro

Sarà inoltre possibile assistere allo spettacolo in streaming al sito www.federicobuffa.com, pagando un biglietto virtuale di 9 euro per ciascuno spettacolo oppure acquistando un pacchetto da 19 euro che comprende tutte e tre le repliche.

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