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Dracula Untold: la recensione in anteprima di Milano Weekend

Dracula Untold

Dracula Untold Prima di Dracula Untold, all’inizio di tutto, fu Nosferatu il vampiro, il capolavoro del cinema muto di Wilhelm Murnau. Poi, nel 1931, l’affascinante Bela Lugosi prestò il suo sguardo ipnotico e la sua eleganza al principe delle tenebre nel film Dracula di Ted Browning. Tra parodie, commedie romantiche e remake eccellenti come quello di Herzog con Klaus Kinski, Isabelle Andjani e Bruno Ganz, arriviamo al 1992 quando il romanzo gotico di Bram Stoker viene portato sul grande schermo da Francis Ford Coppola. Il suo Dracula di Bram Stoker ha un cast stellare: Gary Oldman, Winona Ryder, Keanu Reeves e Anthony Hopkins.

Giovedì 30 0ttobre arriva nelle sale italiane Dracula Untold, opera prima del regista Gary Shore con protagonista Luke Evans (I tre moschettieri, Lo Hobbit), la cui buona prova attoriale non riesce a redimere il film nel cui cast figurano anche l’incolore Sarah Godon (A dangerous method, Maps to the stars) e il sempre magnetico Charles Dance (The Jewel in the Crown, Last Action Hero). Il film ha l’ambizione di raccontare l’uomo, Vlad III di Valacchia, prima della nascita del mito di Dracula. Il grande guerriero romeno viene raccontato come un eroe strappato al suo Paese da bambino e cresciuto dai Turchi che l’hanno trasformato in un implacabile strumento di morte. Diventato un padre e marito amorevole che anela solo pace e la prosperità del suo regno, Vlad decide di ribellarsi quando suo figlio viene scelto per combattere nell’esercito ottomano, come tributo di fedeltà. L’esercito dell’Impalatore non è in grado di reggere il confronto con l’imponente armata turca, allora farà un patto con una misteriosa creatura che gli donerà enormi poteri, trasformandolo in qualcosa di diverso: un vampiro.

Da sempre il mito di Dracula evoca morte e amore, si nutre tenebre e passione, anela l’immortalità: di tutto questo non c’è traccia in Dracula Untold, in cui Nosferatu viene dipinto come un tormentato pater familias, un eroe della porta accanto lontanissimo da quello che ha forgiato l’immaginario collettivo dei lettori degli ultimi due secoli. Né spaventoso né romantico, il film di Gary Shore costato 100 milioni di dollari scivola nel fantasy, con una operazione overpromising in cui gli effetti speciali, di per sé rimarchevoli, non riescono a supportare un reboot alla “Il Cavaliere Oscuro”. Il finale lascia sottendere un sequel: staremo a vedere.

Il nostro voto: 5-
Una frase:
Caligola: “Quale uomo striscia nella sua tomba in cerca di speranza?”
Vlad: “Un uomo disperato.”
Per chi: ama i film dedicati al principe delle tenebre.