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Il dittico di Emma Dante in scena al Piccolo Teatro

AvatarMarco Valerio 5 anni fa
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Operetta burlesca - Foto: Fabio Melotti

Dal 6 al 18 ottobre Emma Dante torna a Milano. La regista siciliana sarà protagonista al Piccolo Teatro Grassi con una “personale”, un dittico composto da Le sorelle Macaluso (dal 6 al 11 ottobre), di nuovo in scena dopo lo straordinario successo della stagione 2013/2014 e il Premio Ubu 2014 come migliore spettacolo, e Operetta burlesca (dal 13 al 18 ottobre).

Ne Le sorelle Macaluso Emma Dante racconta la storia di una famiglia formata da sette sorelle, Gina, Cetty, Maria, Katia, Lia, Pinuccia e Antonella, morta qualche anno prima. È il funerale di una di loro e, dopo la cerimonia, le sorelle si fermano a ricordare ad evocare, a rinfacciare, a sognare, a piangere e a ridere della loro storia. La scena è vuota e buia. Soltanto ombre abitano questo vuoto finché l’oscurità espelle una donna, adulta e segnata. I morti appaiono sul fondo, mescolati insieme ai vivi, pronti ad apparire e a scomparire. Sulla scena, un giovane padre appare alla figlia cinquantenne, una moglie avvinghiata al marito in un eterno amplesso, un uomo fallito anche da morto. Emergono sogni rimasti sospesi tra le ombre e la solitudine. Nel confine tra qua e là, tra ora e mai più, tra è e fu, i morti sono pronti a portarsi via la defunta. Se ne stanno in bilico su una linea sopra cui combattere ancora, alla maniera dei pupi siciliani, con spade e scudi in mano. Le sorelle Macaluso sono uno stormo di uccelli sospesi tra la terra e il cielo, in confusione tra vita e morte, una famiglia in movimento che entra ed esce dal buio.

Operetta burlesca, invece, è la storia di Pietro, “un ragazzo – spiega Emma Dante – della provincia meridionale, nato femmina ai piedi del Vesuvio, che parla in falsetto, ha un corpo sbagliato e un animo passionale, influenzato dal vulcano”. C’è tutta Emma Dante nelle prime righe delle sue note di regia: il Sud, la diversità, la marginalità e una fisicità ‘sbagliata’ capace di raccontare storie al di là delle parole. La vita di Pietro, con i suoi amori, le sue melanconie, il suo lavoro in una pompa di benzina e le sue fughe dalla provincia verso Napoli in cerca di spazio, anonimato, vestiti e scarpe da donna, appaiono l’eco-scandaglio di una società ma, come spiega la regista, anche “uno spogliarello dell’anima”.

“Ho scritto questa storia perché spero che sulle unioni omosessuali l’Italia colmi il ritardo con l’Europa” – scrive Emma Dante – . “Perché detesto la repressione del vero desiderio, del talento. E non ammetto tutto questo disincanto. Pietro non ci prova neanche a scappare, del resto a 40 anni è difficile, il suo passato sfuoca, il suo futuro si accorcia. La sua delusione pian piano si trasforma in indifferenza. Ho conosciuto tanti Pietro. Non li ho mai visti ballare. Li ho sentiti monchi, stretti dalla morsa delle loro camerette condominiali. Vorrei vederli ballare, vorrei più spazio per loro.”

Sia Le sorelle Macaluso che Operetta Burlesca sono scritte e dirette da Emma Dante. Entrambi gli spettacoli sono con sovratitoli in inglese.

La durata de Le sorelle Macaluso è di 70 minuti (senza intervallo); quella di Operetta Burlesca di 55 minuti (senza intervallo).

ORARI:

Martedì e sabato ore 19.30; mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; domenica ore 16.00.

PREZZI:

Platea 33 euro, balconata 26 euro.

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