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Curon e il lago di Resia: la storia del paese sommerso

Beatrice CurtiBeatrice Curti 2 settimane fa
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Il lago di Resia è un bacino artificiale nel cuore della Val Venosta, nel paesino di Curon, a quasi 1500 metri di altitudine. Cosa rende questo posto così speciale, tanto da essere diventato protagonista di una serie Netflix nel 2020?

Non si tratta solo del classico laghetto montano del Trentino Alto Adige, ma di un luogo unico in Italia e in Europa, dove la bellezza del paesaggio incontra il mistero e la leggenda.

Curon e il Passo di Resia: la storia del lago

La Val Venosta è un zona molto conosciuta del’Alto Adige, ricca di escursioni in mezzo alla natura, chiesette arroccate e paesaggi mozzafiato. Il Passo di Resia è sicuramente uno dei punti più belli della valle a sud di Bolzano.

Un tempo in questa zona si trovavano tre laghi alpini: il lago di Resia, il lago di Curon e il lago di San Valentino alla Muta. Negli anni Venti si cominciò a parlare del progetto di una grande diga, che avrebbe sfruttato il bacino naturale della valle, sommergendo il paese di Curon Venosta.

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Cartolina del 1948 che mostra il vecchio paese di Curon prima della distruzione

I lavori cominciarono nel 1939, ma la guerra interruppe tutto fino al 1949, anno di inaugurazione dell’opera idrica.  Ovviamente gli abitanti della zona protestarono, facendo il possibile per fermare il progetto. Arrivarono anche a recarsi in delegazione dal Papa, pur di salvare le proprie case, ma senza successo: l’abitato di Curon e parte di quello di Resia vennero rasi al suolo (venne persino importata per la prima volta la glicerina dall’Argentina per le esplosioni), fatta eccezione per il campanile della chiesa di Curon, che ancora oggi svetta sullo specchio d’acqua.

Il campanile di Curon

Contrariamente a quanto si crede, sotto il campanile di Curon non c’è nessuna chiesa! La torre campanaria è l’unica sopravvissuta alla distruzione del paese, ricostruito poco sopra la sua posizione originale.

Durante le esplosioni controllate per la distruzione di Curon il campanile, risalente al Trecento, sembra non volerne sapere di crollare, mentre la chiesa ai suoi piedi viene demolita. Questo ha fatto desistere i genieri dal riprovare, forse spinti da superstizione, chissà. Fatto sta che il bacino viene riempito d’acqua, mentre il campanile svetta impavido al suo posto come una sentinella. Ogni inverno, quando il lago gela, è possibile avvicinarsi a piedi alla torre, per conoscere da vicino il gigante del lago.

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I lavori di restauro del campanile nel 2009. Photo Credits: Vince51 – Opera propria, CC BY-SA 3.0,

L’amore degli abitanti di Curon per l’ultimo superstite del vecchio paese è ben visibile dallo stemma scelto dalla cittadina: uno scudo al centro del quale svetta il campanile immerso nell’acqua.

Naturalmente sono fioccate molte leggende sul lago di Resia e la sua storia. Gli stessi abitanti di Curon sostengono che nelle notti d’inverno si sentano di nuovo suonare le campane della torre, presagio di sventura. Quello che rende ancora più inquietante la storia è il fatto che le campane sono state rimosse nel 1949, prima dell’allagamento del paese.

Da queste leggende è nato il film Il paese sommerso del 2018 e la serie Netflix Curon, in cui il lago diventa protagonista di un racconto horror ben riuscito.

Il giro del lago di Resia

Ogni anno, intorno al lago si corre la Reschenseelauf, il giro del lago di Resia, corsa non competitiva amatissima dagli sportivi e dagli amanti della montagna. Quest’anno la gara si è tenuta sabato 18 luglio, con un regolamento speciale per rispettare le norme anti Covid.

Il giro del lago non è però dedicato solo agli sportivi: oltre alla corsa è possibile praticare ogni giorno escursioni guidate, handbike e nordic walking, per fermarsi poi a degustare i piatti tipici della Val Venosta, come lo stufato di cervo o lo Schöpsernes a base di agnello fino ai prelibati dolci a base di frutta coltivata direttamente nella valle.