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I post-millennials? “Non vogliono fare gli influencer”, racconta il n. 1 del Web Marketing Festival

Andrea PaternostroAndrea Paternostro 3 settimane fa
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Web Marketing Festival 2019: tutte le info

Ci sarà Christian Zaccardo, il campione del mondo 2006, per raccontare il suo “rientro” nel mondo del calcio grazie a LinkedIn. Ci saranno più di 500 relatori e ospiti, 70 eventi, Diletta Leotta conduttrice, ma soprattutto tanti giovani e la loro speranza di leggere il futuro delle professioni digitali.

L’anno scorso, nell’area dedicata del Web Marketing Festival, ci sono stati 600 colloqui: “Uno dei problemi principali del settore è il distacco tra domanda e offerta” spiega Cosmano Lombardo, chairman del grande evento al Palacongressi di Rimini (20-21-22 giugno 2019) di cui Italia Weekend Network è media partner anche quest’anno. “Avremo una sala dedicata ai cambiamenti nel mondo delle risorse umane, anche per gli specialisti del settore. Il tema è trasversale, ma uno dei grossi nodi da affrontare è l’intelligenza artificiale” racconta il CEO di Search On, media group bolognese che organizza la kermesse.

Cambiamento digitale: chi lo sta facendo bene

Qual è quindi il settore con il maggior divario? “Le richieste di programmatori sono sempre alte, ma l’offerta è quantitativamente ristretta e il Sud viene ancor più penalizzato. E il manager del futuro deve assimilare conoscenze che ancora non sono state messe a disposizione dal sistema formativo. Inoltre, bisogna aggiornare meglio gli specialisti HR”. Qual è invece un settore emblematico del cambiamento positivo, anche grazie al digitale? “Sicuramente l’healthcare, perché attinge dalla ricerca e dovrebbe farlo di più anche l’impresa. Noi abbiamo prodotto un documentario in quattro puntate con l’Istituto Italiano di Tecnologia, è stata un’eccellente esperienza”.

Studenti consapevoli e impegnati

“Nel corso dell’anno attraversiamo l’Italia con la Startup Competition Young – afferma Lombardo – quindi coltiviamo nei 12 mesi il tema dell’imprenditoria. Abbiamo incontrato quasi 1.000 studenti in 12 istituti, dalle medie alle superiori, fino agli atenei. Ho visto molti ragazzi orientati verso imprese che abbiano impatto sulla società, restii a far lavori oggi promossi come interessanti, come il social media manager o l’influencer. I più piccoli, soprattutto, non li prendono molto in considerazione.

“Mi piace sottolineare che a Piombino, in un istituto tecnico, è nata un’azienda turistica che assiste i disabili”. I ragazzi, addirittura, tengono sott’occhio i genitori, lamentandosi dell’utilizzo eccessivo degli smartphone. “Ho visto però idee meno chiare e più apatia tra i banchi degli atenei”.