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La Chiesa di Sant’Antonio Abate, testimonianza della pittura milanese del ‘600

Chiesa di Sant'Antonio Abate
Foto: Wikimedia - Carlo Dell'Orto

Nel centro di Milano, a due passi dalla fermata Missori e dall’Università Statale, si trova la bellissima chiesa di Sant’Antonio Abate, collocata nell’omonima via e proprio davanti a uno dei due Palazzi Greppi di Milano. Il sito è particolarmente interessante per la vastità di opere pittoriche presenti al suo interno, testimonianza di alcuni dei maggiori pittori del periodo di costruzione.

sant'antonio abate

Sant’Antonio Abate prima e dopo la ricostruzione

La chiesa di Sant’Antonio Abate ha origini antichissime, databili tra il XIII e il XIV secolo. Fu infatti parte integrante dell’omonimo convento dell’ordine ospedaliero degli Antoniani. Verso la metà del Quattrocento, Francesco Sforza riunì gli ospedali cittadini nell’Ospedale Maggiore e il convento perse così la sua funzione.

Solo verso la seconda metà del Cinquecento la chiesa di Sant’Antonio Abate tornò ad avere una nuova funzione. Fu affidata a Dionigi Campanazzo la ricostruzione del sito, mantenendo però alcuni dettagli dell’antico edificio come il campanile quattrocentesco e il chiostro del primo Cinquecento.

Il chiostro è ancora interamente visibile e, nonostante alcune ricostruzioni ha mantenuto il suo stile bramantesco del Cinquecento con ornamenti in cotto. Da qui è inoltre visibili il campanario, parte più antica della chiesa e che conserva in cima la T greca, simbolo degli Antoniani.

La facciata neoclassica, rimasta incompiuta, invece è un’opera di Giacomo Giuseppe Tazzini.

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Gli interni testimonianza dell’arte milanese seicentesca

Varcando l’ingresso, ci si trova in una chiesa a pianta croce latina con una sola navata arricchita dalle cappelle laterali. Ma la vera meraviglia sono i dipinti sparsi per la chiesa di Sant’Antonio Abate. Gli affreschi e le arti pittoriche presenti all’interno della chiesa sono infatti una sintesi rilevante dell’arte milanese del Seicento. I maggiori responsabili di queste opere furono Camillo e Giulio Cesare Procaccini, il Morazzone e il Cerano.

Lo stesso Carlo Torre raccontò la meraviglia che nasconde la chiesa nel “Ritratto di Milano” della fine del Seicento “una Galleria di squisite pitture, facendo pompa di possedere delle prime opere de’ più plausibili pittori, che colorirono l’Europa“.

La chiesa di Sant’Antonio Abate è oggi visitabile grazie al Touring Club Italiano che tiene aperte le sue porte gratuitamente dal lunedì al sabato dalle 10 alle 14.

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