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The big wedding, la recensione in anteprima di Milano Weekend

the-big-wedding-recensioneIl 26 giugno esce nelle sale italiane The big wedding, la commedia di Justin Zackham (Going Greek) remake del film francese Mon Frère se Marie del 2006, diretto da Jean-Stéphane Bron.

Il focoso Don (Robert De Niro) e Ellie (Diane Keaton) Griffin sono una coppia di divorziati sessantenni costretti a fingere di essere ancora sposati in occasione del matrimonio del loro figlio adottivo, Alejandro (Ben Barnes), con Missy (Amanda Seyfried). La madre biologica di Al, profondamente cattolica e convinta dell’indissolubilità del matrimonio, sta infatti per arrivare dal Portorico per la cerimonia: come dirle che il figlio è vissuto per 15 anni tra “peccatori”? Don ha infatti una nuova compagna, la vegana e sensuale Bebe (Susan Sarandon) ed Ellie, una donna brillante e dal grande senso dell’umorismo, ha avuto diverse storie dopo la loro separazione. Può bastare? Ovviamente no, perché i Griffin hanno altri due figli: Layla (Katherine Heigl) avvocato rampante in crisi coniugale e Jared (Topher Grace), brillante medico trentenne inverosimilmente e ostinatamente vergine perché alla ricerca del vero amore. A dover celebrare il matrimonio è Padre Monaghan: Robin Williams torna a interpretare il ruolo del prete alle prese con due giovani promessi sposi, come in Licenza di matrimonio.

Family-movie basato su gag, incomprensioni e stereotipi, The big wedding riesce a strappare qualche risata in una atmosfera gioviale in cui De Niro incassa cazzotti dalle sue donne, ogni spettatrice prova un sottile piacere nel vedere Katherine Heigl soffrire per un marito che è tanto la banalità personificata da far storcere il naso alla più ordinaria delle donne, e i riferimenti sessuali si sprecano. Ma, c’è un ma. Il film è di una superficialità disarmante e il suo umorismo, per la maggior parte delle scene, è assolutamente privo di un qualsiasi guizzo di intelligenza. Anzi, l’opera risulta in alcuni passaggi di una banalità irritante: è possibile che intrattenere con leggerezza equivalga ad abdicare a soluzioni ovvie? Non c’è né ironia né autoironia ed è certamente un peccato, perché il cast – va da sé- è davvero stellare.

Il nostro voto: 4
Una frase: “Non è mai troppo tardi per far finta di essere una vera famiglia.”
Per chi: ama le family comedy