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Basilica di San Simpliciano a Milano, luogo d’arte e storia

Donatella ErreDonatella Erre 2 settimane fa

Tra le tante chiese di Milano è sempre difficile scegliere quale vedere se si ha poco tempo. Bisogna decidere in base all’importanza, al gusto personale, all’arte che vi racchiude e alla sua storia. La Basilica di San Simpliciano, ad esempio, viene attribuita a Sant’Ambrogio nel IV secolo d.C.

Architettura e arte nella Basilica di San Simpliciano

La Basilica è uno dei migliori esempi di architettura paleocristiana presenti a Milano. Nel corso degli anni sono stati diversi i lavori di trasformazione della Basilica che l’hanno cambiata completamente.

Oggi la chiesa è un incrocio di stili diversi. Il portone d’ingresso, la suddivisione in tre navate, l’abside e il campanile a pianta quadrata sono tutti, ad esempio, risalenti al periodo romanico. Gli interni invece rimandano alle fondamenta dell’edificio originale paleocristiano.

Per quanto riguarda l’arte nella Basilica sono presenti affreschi del secondo Quattrocento, ma imperdibile è il capolavoro del Bergognone risalente al 1515, che rappresenta l’incoronazione di Maria.

Nel saccello, infine, sono presenti i resti dei martiri Martirio, Alessandro e Sisinnio.

Storia e informazioni utili per la visita

Secondo la tradizione la chiesa, collocata oggi nell’omonima piazza in zona Brera, è stata richiesta da Sant’Ambrogio e fu realizzata nel luogo dove un tempo vi si trovava una necropoli romana.

Seppur di stampo ambrosiano, la basilica è intitolata a San Simpliciano. Fu lo stesso patrono di Milano, in punto di morte a nominare Simpliciano come suo successore. Nell’edificio sono ancora visibili parti dell’edificio paleocristiano.

La chiesa è aperta dalle 7.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00 nei giorni festivi, mentre nei giorni feriali è aperta dalla 7.10 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

I chiostri di San Simpliciano

La Basilica vanta due meravigliosi chiostri. Quello quattrocentesco pare più come luogo di delizie che un vero giardino fu fatto costruire dall’abate Giovanni Alimento Negri. Ma il chiostro più amato è quello cinquecentesco, oggi sede della Facoltà di Teologia. Qui si respira un clima spirituale: fu infatti realizzato come luogo di meditazione, contemplazione e preghiera.