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Asia Argento a Cannes 2014 con Incompresa, la recensione in anteprima

asia argento incompresa

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Dediche abbozzate, figurine di Simon Le Bon e Boy George e un consunto diario di scuola anni ’80, così si apre Incompresa per la regia di Asia Argento in uscita nelle sale dal 5 giugno. La pellicola è stata presentata alla sezione Un certain regard nella edizione, da poco conclusasi, del Festival di Cannes 2014.

La protagonista Aria (la promettente Giulia Salerno), è una bambina di 9 anni alle prese con paure e incertezze pre-adolescenziali e una famiglia allargata totalmente sbandata. I genitori di Aria, Giudo (Gabriel Garko) e Yvonne (Charlotte Gainsbourg) si stanno separando, lui è un attore belloccio, scaramantico e collerico, lei è una pianista che si butta in improbabili relazioni. Due personalità totalmente schizzate, grottesche e caricaturali esacerbanti con i loro eccessivi litigi, sputano sentenze l’uno verso l’altro e continuano a respingere la bambina. Aria non si sente amata come vorrebbe, per questo è costretta a una continua spola da una casa all’altra in cerca di comprensione, se non dai genitori almeno dalle viziate sorellastre. La Argento ci mostra una bambina che intende preservare la sua innocenza, si avventura fra le strade di Roma con la sua sacca a strisce e il gatto nero Dac, l’unico essere capace di comprensione in questa storia.

Traendo spunto dai temi relativi ai romanzi di formazione di Bergman e al mondo dell’infanzia affrontato da Truffaut con il suo I quattrocento colpi, il film con tono realistico mostra gli eventi attraverso gli occhi di una bambina. Raccontarsi e portare alla luce questa storia, come dice la stessa Aria, non è suscitare nello spettatore pena, ma è palare di sé, come forse intende fare Asia Argento della sua infanzia. Incompresa è un film che mette a nudo la sofferenza e l’elevazione del mondo infantile contro l’oscenità e il disgusto quasi macchiettistico degli adulti, forse in modo un troppo forzato e inverosimile. Nel complesso il punto debole della pellicola è l’impianto narrativo che meritava di essere maggiormente approfondito. Tuttavia è indubbio che abbia centrato il suo intento: quello di far riflettere. Alla Argento va il merito di aver portato sul grande schermo una storia toccante, esplorando con  durezza e al tempo stesso tenerezza un’infanzia negata.

Voto per noi: 7,5

La frase: “Cercavo solo un pochino di comprensione, un amore compatto e dolce”

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