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Aldo Moro: i 55 giorni che cambiarono l’Italia al Teatro Menotti di Milano

moro i 55 giorni che cambiarono l'Italia 2È possibile gettare nuova luce sulla morte di Aldo Moro? Ci prova al Teatro Menotti di Milano lo spettacolo “moro: i 55 giorni che cambiarono l’Italia“, scritto da Ferdinando Imposimato, magistrato titolare dei primi processi sul caso Moro, e Ulderico Pesce, attore a direttore del Centro Mediterraneo delle Arti.

In scena dal 27 al 30 gennaio 2015 (ore 20.30), lo spettacolo mira a documentare alcune verità nascoste di uno degli episodi più oscuri della prima Repubblica: il rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse e il suo assassinio, dopo una prigionia di 55 giorni. Ma i dubbi sui protagonisti e le vicende legate al caso Moro sono molti: chi aveva davvero interesse ad uccidere il presidente della DC? Perché Aldo Moro doveva morire? Perché non si è ancora arrivati a una verità processuale?

Al centro dell’azione scenica la convinzione che ad uccidere Aldo Moro non furono le Brigate Rosse, ma lo Stato. Documentata dalle indagini del giudice Ferdinando Imposimato, che nello spettacolo compare in video interagendo con il protagonista, questa affermazione viene avvalorata dalla rivelazione di elementi ambigui rimasti nascosti per circa quarant’anni.

Ad esempio la presenza in via Fani il 16 marzo del 1978, giorno del rapimento di Aldo Moro durante il quale morirono brutalmente uccisi i cinque uomini della scorta, del colonnello dei Servizi segreti italiani Camillo Guglielmi. Secondo la testimonianza di Pierluigi Ravasi,  agente dei Servizi, Guglielmi fu chiamato a “coordinare” le operazioni di rapimento da Pietro Musumeci, Segretario dei Servizi successivamente arrestato per aver depistato le indagini sulla Strage di Bologna.

Le scoperte del giudice Imposimato, sono intrecciate con la vita di tre uomini della scorta: Raffaele Iozzino, il poliziotto che riuscì a sparare due colpi contro i terroristi, Domenico Ricci, autista di fiducia di Moro, e Francesco Zizzi, al suo primo giorno di lavoro.

Protagonista dello spettacolo Ciro Iozzino, fratello di Raffaele, attraverso il quale si coglie l’ansia e la disperazione di un ragazzo  a cui strappano parte importante della vita. Continuamente evocata anche la figura della mamma di Raffaele, che vede il figlio partire per servire lo Stato e se lo ritrova morto, senza mai arrivare a conoscere i nomi degli assassini.

Perché quella dello statista italiano era una morte già scritta. Moro stesso sente che uomini politici di primo piano vogliono la sua morte e lo scrive in una delle ultime lettere: “Il mio sangue ricadrà su di voi, sul partito, sul Paese. Chiedo che ai miei funerali non partecipino né Autorità dello Stato, né uomini di partito. Chiedo di essere seguito dai pochi che mi hanno voluto veramente bene e sono degni di accompagnarmi con la loro preghiera e con il loro amore”.

Ferdinando Imposimato e Ulderico Pesce hanno attivato sul sito www.uldericopesce.it una petizione popolare per chiedere che vengano desecretati tutti i documenti relativi all’assassinio di Aldo Moro e dei membri della scorta, compresi quelli che riguardano le Brigate Rosse.

I biglietti per lo spettacolo “moro: i 55 giorni che cambiarono l’Italia” hanno un costo di 25 euro (20 euro ridotto under 25, 12,50 euro ridotto over 65 residenti a Milano, 17,50 euro ridotto over 65 residenti fuori Milano).

Per ulteriori informazioni: 02/36592544 o biglietteria@tieffeteatro.it

Teatro Menotti

Via Ciro Menotti 11

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