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Al Parenti l’Enigma Moro: da Sciascia a Trifirò

Marco Valerio 4 anni fa

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Sono quasi trentasei gli anni trascorsi dal sequestro e dall’assassinio di Aldo Moro, uno dei più controversi casi di cronaca italiana. I misteri, le contraddizioni irrisolte, le zone d’ombra e gli interrogativi senza risposta si sono accumulati nel corso del tempo e hanno ispirato film, fiction, spettacoli teatrali, libri e saggi: tra questi anche L’Affaire Moro di Leonardo Sciascia.

Roberto Trifirò ha scritto, diretto e interpretato Enigma Moro, uno spettacolo teatrale liberamente ispirato al testo di Sciascia, e a partire dal 19 febbraio lo porterà in scena al Teatro Franco Parenti.

In un desolante spazio chiuso si consuma l’azione del Carceriere e del Prigioniero, che tra crude realtà, fedele ricostruzione storica, lettere, sogni shakespeariani, coesistono e si confrontano, vivendo seppur da opposti versanti, un’attesa spasmodica. Un’attesa, così simile e così diversa li accomuna e li costringe ad attendere insieme nel deserto della non-azione, i minuti che li separano dall’epilogo (che mai arriverà): per Morald, il Prigioniero, la liberazione; per Moret, il Carceriere, il riconoscimento di avversario politico da parte dello Stato.

Dopo aver interpretato e diretto con rara sensibilità e capacità di penetrazione opere di Cechov, Beckett e Pirandello, Roberto Trifirò affronta Leonardo Sciascia, fra i più grandi scrittori e coscienze civili del nostro Paese, e costruisce uno spettacolo che sta a metà strada fra il noir e la ricostruzione storica. In scena, al fianco di Trifirò, l’attore Alessandro Tedeschi.

Produzione originale del Teatro Franco Parenti, Enigma Moro sarà in scena presso il Teatro di via Pier Lombardo fino al 2 marzo. Venerdì 28 febbraio non è prevista alcuna replica dello spettacolo.

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