Film in uscita nel weekend: le novità dal 21 settembre 2017
 

Film in uscita nel weekend: le novità da giovedì 21 settembre 2017

Film in uscita nel weekend

Foto tratta da ‘Kingsman: il Cerchio d’Oro’ di Matthew Vaughn

Avete voglia di cinema e non sapete per cosa optare? Cercate una serata di puro divertimento grazie al grande schermo o un film che riesca a unire più anime? Come ogni giovedì, Milano Weekend vi segnala eventi cinefili e nuove uscite in sala nella nostra città: un nuovo appuntamento con lo #spiegonecinema.

Ecco cosa vedere al cinema a Milano dal 21 settembre 2017

Alcuni consigli sui film in uscita

— Glory – Non c’è tempo per gli onesti di Kristina Grozeva e Petar Valchanov

Dopo esser stato presentato al Festival di Locarno 2016, arriva nelle nostre sale grazie ad I Wonder Pictures un dramma bulgaro che riuscirà a farvi emozionare con una storia forte, capace di rievocare uno dei valori sempre più in disuso: l’onestà. È lei il motore del nostro protagonista. “A volte un oggetto ha un valore che va al di là della sua materialità. È il caso del vecchio orologio di Glory che il protagonista Tzanko (Stefan Denolyubov) ha ricevuto da suo padre e che usa per svolgere al meglio il suo lavoro da ferroviere. Finché un atto di estrema onestà (la restituzione di un’ingente somma di denaro trovata sui binari del treno) non lo obbligherà, per un’assurda combinazione di eventi, a separarsene. Per lui, divenuto riluttante simbolo di onestà nelle mani del Ministro dei Trasporti, recuperare il Glory diventerà anche un modo per recuperare la propria dignità di uomo” (dalla scheda). Spiazza come un atto di onestà – tra l’altro più unico che raro – comporti dei veri e propri scherzi del destino. Grozeva e Valchanov ci offrono anche un affresco della Bulgaria di oggi, facendoci notare lo scollamento (anche di ritmi di vita) tra la capitale e la campagna, con quest’ultima che soffre di retaggi rurali.

— Kingsman: il Cerchio d’Oro di Matthew Vaughn

Kingsman – Secret Service‘ aveva guadagnato ben quattrocento milioni di dollari al box office mondiale, facendoci ammirare il gentlemen Harry Hart (un Colin Firth in stato di grazia) in tutta la sua destrezza. In questo secondo capitolo tornano le scene spettacolari, completamente calate nello stile british (anche come humor), con l’ingresso, però, di una new entry a cui dà volto Julianne Moore. È lei a dar corpo alla mente dell’organizzazione segreta Il Cerchio d’Oro, definita dal regista “una fidanzatina d’America a cui qualcosa è andato storto”.

“Nell’ultima missione, Eggsy (Taron Egerton) nome in codice Galahad, si è guadagnato l’elegante uniforme da Kingsman, il ricercato doppiopetto su misura completo di accessori artigianali, convertibili all’occorrenza in tecnologiche armi da combattimento. In Kingsman 2: Il Cerchio d’Oro, i giorni da ragazzino scapestrato e attacabrighe sono finiti, mentre quelli da super spia iniziano nel peggiore dei modi: il quartier generale dell’agenzia di servizi segreti indipendente, ispirata agli antichi valori dei Cavalieri della Tavola Rotonda, viene distrutto in un’esplosione che si porta dietro i ricordi legati ai giorni di addestramento e al mentore Harry Hart. Un insegnamento del predecessore però, non può essere cancellato: “i modi definiscono l’uomo”. Così, prendendo in parola l’assunto, i “cavalieri” Kingsman esportano i modi raffinati e lo stile British negli Stati Uniti, dove un’agenzia di pari conosciuti come Statesman accoglie Eggsy, Roxy (Sophie Cookson) e l’agente Merlino (Mark Strong), in missione per sconfiggere un nemico comune: la terribile Poppy (la Moore) imprenditrice a livello globale, associata all’organizzazione segreta denominata Il Cerchio d’oro” (dalla sinossi). Nel cast anche Halle Berry, Channing Tatum, Jeff Bridges, Vinnie Jones e perfino Elton John nei panni di se stesso.

— L’equilibrio di Vincenzo Marra

Si tratta di un’altra opera proveniente da Venezia74 e precisamente dalla sezione autonoma delle Giornate degli Autori. Il regista de ‘La prima luce‘ ha intrecciato questioni che ci toccano nel privato come il disagio esistenziale con il tasto dolente dei problemi insiti nella “Terra dei Fuochi“. “Giuseppe, un sacerdote campano già missionario in Africa, opera in una piccola diocesi di Roma. Messo in crisi nella sua Fede, chiede al Vescovo di essere trasferito in un comune della sua terra, e così viene spostato in un piccolo paesino del napoletano. Giuseppe prenderà il posto del parroco del quartiere, Don Antonio, un uomo dal grande carisma e dalla magnifica eloquenza, ascoltato e rispettato da tutti perché combatte una battaglia contro i sotterramenti illegittimi di rifiuti tossici. Don Antonio per meriti acquisiti sta per essere trasferito a Roma. Prima di partire Don Antonio introduce Giuseppe nella dura realtà del quartiere. Una volta rimasto solo, il sacerdote si dà da fare cercando di aiutare in tutti i modi la comunità, fino a quando, scoprirà la vera scomoda realtà di quel luogo” (dalla trama). Si nota lo sguardo documentaristico – frutto del background di Marra – anche nelle sue opere di finzione, compresa questa, dove, ancora una volta, dimostra di non aver paura. L’equilibrio smaschera dinamiche che magari si possono intuire concernenti pure Staato e Chiesa, ma non sempre si riescono a dire, neanche a se stessi, figuriamoci esplicitamente alla comunità.

“Il film racconta il dilemma su quale sia la scelta giusta da fare in una terra “abbandonata”. Per disegnare il protagonista del film “Don Giuseppe”, interpretato dall’ottimo Mimmo Borrelli, mi sono ispirato non solo all’osservazione della realtà, ma anche ad un percorso cristologico. Il film non dà soluzioni né certezze, non ha una verità precostituita al suo interno, ma apre al dubbio e alla discussione, lo stesso che sul set i miei due meravigliosi “sacerdoti” Mimmo Borrelli e Roberto del Gaudio, hanno continuato ad interpretare anche a luci spente”, ha raccontato il regista.

Rassegne cinematografiche

— Jean Vigo ritrovato e restaurato (Spazio Oberdan 21 – 27 settembre)

La Gaumont ha appena restaurato tutte le opere di Vigo che erano state presentate al festival “Il Cinema ritrovato” di Bologna. Per chi fosse stato impossibilitato alla trasferta, l’Oberdan le ripropone “sia per il loro valore assoluto sia perché al restauro ha partecipato in modo significativo anche la Cineteca Italiana di Milano. Infatti, si è scoperto che la copia di ‘Zéro de conduite‘ conservata nei nostri archivi, inviata da Henry Langlois a Luigi Comencini nel 1947, aveva un metraggio superiore a quello della copia conosciuta, uscita nel 1945 con un montaggio differente. La copia di Milano, dalla quale è stato realizzato il restauro, presenta ancora le didascalie esplicative scritte da Vigo, vi figurano parecchie inquadrature “censurabili”, poi attenuate o eliminate nella versione conosciuta, e una sequenza vi ricompare nella sua completezza. Ci sembra che per tutti questi motivi, questa occasione di vedere o rivedere i film senza tempo di Jean Vigo sia davvero preziosa e assolutamente da non perdere” (dalla nota ufficiale).

ORARI: a seconda del film. Qui l’intera programmazione.

PREZZI: intero € 7,50; ridotto con Cinetessera € 5,50